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Acquisti online
3 Novembre Nov 2010 0946 03 novembre 2010

Il successo del Dottor Morte

Tagesspiegel, corpi umani venduti come opere d’arte.

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da Berlino
Pierluigi Mennitti

Avete un gusto per il macabro? O per l’arte? O per l’arte del macabro, che forse è il concetto più esatto per la storia che vi raccontiamo? Se la risposta è positiva, da oggi potete collegarvi al sito dell’artista più controverso di Germania e acquistare direttamente online pezzi delle sue creazioni: fette di corpi umani, organi, corpi interi, portachiavi o orecchini realizzati con lo stesso materiale. L’artefice di questo campionario pulp è Gunther von Hagens, 65 anni, di professione anatomopatologo, inventore della plastinazione, un procedimento che consente di conservare i corpi umani tramite la sostituzione dei liquidi con polimeri di silicone, rendendoli rigidi e inodori e preservando inalterati i colori originali. I media, senza troppa fantasia, lo hanno ribattezzato Dottor Morte.

Crani spaccati esposti come quadri

Il Tagesspiegel racconta il passo ulteriore del commercio online, che il medico-artista ha in mente di fare, dopo essersi imposto all’attenzioni e alle critiche con i Körperwelten, o Body World in inglese, mostre itineranti di corpi umani imbalsamati con questa singolare tecnica. A Gruben, un paesino nel sud del Brandeburgo al confine fra Germania e Polonia, una mostra permanente è allestita nelle sale di una sorta di museo denominato Plastinario. I prezzi dipenderanno dalla grandezza degli oggetti e oscilleranno da 7 a 70 mila euro.
Le sue mostre, più che esposizioni, sembrano negozi di macelleria: crani spaccati, corpi squartati, scheletri seduti in auto decappottabili, corpi scarnificati attorno a un tavolo intenti a giocare a poker, streghe, cavalieri, donne in posizioni yoga, atleti in pose sportive.
Bisogna avere lo stomaco forte, essere poco suggestionabili e possedere una certa passione per l’orrido: con lo scheletro, a Guben, è possibile farsi immortalare per l’album di famiglia. La lista dei donatori è infinita, c’è un mucchio di gente che non si rassegna ad essere dimenticata dopo la morte e ambisce a diventare un pezzo d’arte. Non mancano neppure gli animali, specie quelli in via di estinzione. Ed è quasi inutile aggiungere che i visitatori, al Plastinario e alle mostre itineranti, si contano a milioni.

Dai musei alla Rete, è polemica

Le critiche per questo tipo di arte sono sempre state fortissime, sin da quando nel 1995 l’artista, nato a Skalmierzyce nella Polonia occidentale e poi cresciuto in Turingia, realizzò la sua prima esposizione a Tokio.
Da allora, ha praticamente girato mezzo mondo: dalla Corea agli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna al Belgio, da Singapore al Canada, da Israele alla Spagna, oltre a tutta la Germania. In questi giorni, sue mostre si tengono a Rotterdam, Istanbul, Vancouver e Coyoacàn, in Messico. Il Plastinario di Guben è stato invece riaperto lo scorso maggio, quando Hagens ha per la prima volta lasciato trapelare l’idea della vendita su Internet.
Che si tratti dell’ennesima provocazione o se davvero dalla mattina del 3 novembre, collegandosi al sito, sarà possibile mettere nel cestino degli acquisti pezzi plastinati di corpo umano non è ancora chiaro.

Artista o trafficante di organi?

L’associazione per i diritti umani di Guben critica l’iniziativa come «lesiva della dignità dell’uomo», mentre il vescovo della chiesa evangelica di Baden e il presidente della Conferenza episcopale tedesca, l’arcivescovo di Friburgo Robert Zollitsch, hanno ammonito a non permettere che questo tabù venga violato: «La Germania non deve diventare il crocevia della vendita di corpi umani a fette, non è possibile dissacrare il corpo umano per creare spettacolo sotto mentite spoglie di ricerca medica».
Hagens, dal canto suo, ha finora rispedito al mittente tutte le accuse (anche quella avanzata qualche anno fa dallo Spiegel di essere coinvolto in un commercio di cadaveri dalla Cina): «I plastinati di corpi umani e degli animali in via di estinzione – scrive il Tagesspiegel – saranno venduti solo a clienti qualificati come università, ospedali, istituti di ricerca, professori per scopi di studio o di divulgazione». Ma da oggi la storia potrebbe cambiare, aprendo nuove questioni etiche e morali.

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