Parla Enza Tomaselli
15 Novembre Nov 2010 0400 15 novembre 2010

Ania, Patrizia e le altre

La segretaria di Craxi: «Le sue amanti avevano una dignità».

  • ...

Tutti la conoscevano come una persona gentile, con la capacità di non perdere mai la testa, nemmeno di fronte al più grave dei problemi, alla più tesa delle situazioni. Lei è Vincenza Tomaselli, la donna che per oltre 30 anni è stata la segretaria di Bettino Craxi. Il suo parafulmine e il suo passepartout. Nell'ufficio di Piazza Duomo a Milano, dove è entrata nel 1968, Enza, come tutti la chiamano, ha visto nascere, crescere e morire il socialismo craxiano. Qui, dell'uomo politico, di cui era in grado di riconoscere l'umore al primo sguardo, ha seguito non solo le vicende di Palazzo, ma anche quelle più private. Ha visto e sentito tutto, compreso le parole d'amore che il leader del garofano sussurrava al telefono all'universo femminile che ruotava intorno a lui.

E, da dietro le quinte, ha potuto constatare in prima persona, quanta determinazione si celasse dietro alcune donne, disposte a tutto pur di conoscere Craxi. Ostinate, ma soprattutto consapevoli, che entrare nelle grazie dell'uomo pubblico in primo piano potesse aprire molte porte e senza dove aspettare a lungo. A testimonianza del fatto che il binomio amore e potere è sempre esistito.
Ma se negli anni 80 si parlava di amanti convinte del loro ruolo e capaci di sfruttarlo, oggi ad attirare l'attenzione sono le “amantidi”. Escort disposte a vendere il loro corpo per incassare un assegno, indossare un collier, avere un posto in tivù o un seggio in Parlamento.
Ragazze immagine che si presentano a cene e feste a casa del potente di turno (la villa di Arcore è solo il luogo più eclatante del fenomeno) con una macchina fotografica nella pochette e un registratore nella giarrettiera. Pronte a sedurre, incastrare, ricattare, gettare fango sull'uomo che hanno messo nel mirino.
«Patrizia D'Addario e Moana Pozzi, Ania Pieroni, Ruby Rubacuori e Patrizia Caselli non hanno nulla in comune», ha detto Enza aLettera43.it. «Dai tempi di Craxi a oggi tutto è cambiato».

Domanda. In che senso?
Risposta. Negli anni '80 e anche prima avere un'amante era una cosa privata, non pubblica. C'era pudore, dignità, ritegno. E le pazzie che alcune facevano per Craxi, cercavamo di tenerle nascoste, come quella volta che Sandra Milo per farsi notare mandò un cuore di garofani rossi del diametro di due metri durante il congresso del partito. C'erano anche quelle che mi chiamavano come Ilaria Foschini o Patrizia Pellegrino: si mostravano interessate a fare amicizia con me solo per poter avvicinare Bettino. Ma tutto era fatto con discrezione ed eleganza.
D. In ogni caso donne astute, che sapevano quel che volevano, proprio come ora...
R. Le donne sono sempre state più furbe degli uomini, ma prima avevano un modo diverso di sedurre, conquistare, e anche se volevano raggiungere degli obiettivi non perdevano la loro dignità.
D. Ma amanti sedute in Parlamento ce ne erano?
R. Non c'era mai commistione tra il piano personale e politico, ai nostri tempi le donne si occupavano di politica con serietà e facevano carriera per meriti personali. Quelle che militavano nel Psi erano interessate alla politica, non al sesso. Come Margherita Boniver che era responsabile per il Movimento per la liberazione della donna. Allora eravamo battagliere, impegnate, avevamo tutte un orgoglio che oggi non vedo più, sapevamo di dover lottare per conquistare i nostri diritti.
D. Sì ma Ania Pieroni arrivò a dirigere la rete televisiva Gbr, e tutti nel Psi le riconoscevano un ruolo in quanto amante del capo e sua consigliera.
R. Vero, ma Ania non era succube, era una donna molto intelligente. Craxi non considerava le sue amanti oggetti, ma esseri umani e se riteneva che potessero ricoprire ruoli importanti dava loro questa possibilità. Patrizia Caselli, per esempio, era una persona molto dignitosa. Quando conobbe Craxi aveva già il suo lavoro in televisione e in pochi sapevano della loro liaison. Diventò 'amante ufficiale' quando andò in Tunisia e non ha avuto dei vantaggi, anzi. A lui non piacevano le donne mediocri, invece oggi vedo solo rampanti.
D. Può spiegare meglio?
R. Oggi non sono amanti, ma ragazze che si vendono e le loro ambizioni sono così palesi, che gli uomini se ne accorgono subito e alla fine fanno bene ad approfittarsene.
D. E se tutte quelle farfalline regalate da Berlusconi alle donne del sexgate si trasformassero in monetine pronte a piovergli addosso e a segnare la sua fine?
R. Lo escluderei.La caduta di Craxi è stata un colpo di Stato nascosto da Mani pulite, ma in realtà organizzato dall'interno e da alcune potenze straniere che lo volevano eliminare perché era un uomo forte con le idee chiare. Berlusconi non ha questo tipo di nemici.
D. Vero, ma se cadesse il governo, senza immunità rischia anche lui la sua Hammamet.
R. Non voglio essere catastrofista. Non credo che Berlusconi arrivi a scappare dall'Italia anche perché a lui rimarrebbero sempre Mediaset e Mondadori, aziende che danno da mangiare a centinaia di famiglie.
D. Nessuna affinità, dunque, tra Craxi e Berlusconi?
R. Il modello è sempre migliore della copia. Berlusconi ha diretto l'Italia come un imprenditore. Ha sempre ostentato la sua ricchezza. Craxi mai, anche perché non era un uomo ricco, era un politico e i suoi discorsi se li scriveva da solo.
D. Ora anche Berlusconi assisterà a una diaspora dei suo fedelissimi. Tra gli autori di quella socialista lei chi non ha perdonato?
R. Mi hanno deluso tutti. Ci siamo fatti schiacciare come vermi, noi non siamo mai stati delinquenti, dovevamo alzare la testa. Invece c'è stato un fuggi fuggi, tutti hanno cercato di riciclarsi non certo di difendere l'idea socialista. Basti pensare che Fabrizio Cicchitto faceva parte della sinistra più estrema del Psi e oggi è con Berlusconi...
D. Che cosa manca nella società di oggi rispetto agli anni '80?
R. Gli ideali.Sembra che le persone cerchino solo una posizione, inseguono un benessere personale. La politica è stata demonizzata, a furia di dire che è sporca, che fa schifo, si è creato un disinteresse e un disamore fin troppo pilotato, quasi per fare in modo che siano in pochi a tenere tutto in mano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso