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20 Febbraio Feb 2011 1600 20 febbraio 2011

Nella Berlino delle spie

L'ex centrale dei servizi alleati diventa meta turistica.

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Gli edifici rovinati della centrale di Teufelsberg ( Mike Wolff).

A Berlino l'ex quartier generale della Stasi è diventato un museo frequentato da migliaia di turisti all'anno e l'ex Ddr è costellata di musei e attrazioni per nostalgici dei tempi andati (leggi gli articoli sui bunker della Stasi e sui relitti dei Paesi del blocco dell'Est).
Solo i berlinesi doc, invece, conoscono i segreti di Teufelsberg, la “montagna del diavolo” dell'ex settore Ovest nel verde della Grunewald, che fino alla caduta del Muro ospitava la cittadella dell'intelligence occidentale (guarda la photogallery di Teufelsberg).
IL RELITTO DELLA CENTRALE. Uno scheletro di vecchi e ingombranti edifici in decomposizione, più simile a un'ex centrale nucleare che a un quartier generale dello spionaggio mondiale, finora esplorato, a proprio rischio e pericolo, da cittadini in cerca di avventure.
Dal 13 febbraio il centro è anche meta di tour autorizzati, con visite guidate in inglese, polacco e ceco, cui nei prossimi mesi, ha assicurato a Lettera43.it l'ideatore del progetto Andreas Jütterman «se ne aggiungeranno altre, in altre lingue, in coordinamento con l'ufficio di informazioni turistiche della capitale».

Andreas, la passione per l'intellingence

Andreas Jütterman, 25 anni neopsicologo, ideatore dei tour a Teufelsberg. La sua agenzia, oltre che nell'ex centrale di intelligence degli

Ad Andreas, 25enne neolaureato in Psicologia affascinato dalle trame di intelligence, l'idea di diventare imprenditore, fondando l'agenzia Berlin Sight Out, che organizza visite in luoghi storici e sconosciuti della metropoli e del suo hinterland, è venuta proprio perché, da berlinese, la storia l'ha annusata fin da piccolo.
Vedere sulla collina l'ex quartier generale, avamposto da cui i «servizi segreti americani e inglesi captavano, attraverso potenti apparecchiature radar, tutte le comunicazioni radio tra l'allora Ddr e il grande blocco dell'Est», sbriciolarsi giorno dopo giorno davanti a suoi occhi sotto i colpi del tempo, davvero non gli andava giù.
COSÌ ORIGLIAVANO GLI ALLEATI. «Sono nato e cresciuto vicino a Teufelsberg, la montagnola artificiale costruita sulle macerie della Seconda Guerra mondiale. Parlando con decine di soldati ed ex spioni, ho raccolto una miriade di racconti sulla vita dei circa 800 militari confinati dentro la roccaforte di cemento», ha ricordato Andreas. Uno degli aneddoti che più gli sta a cuore è la descrizione fattagli da un ufficiale inglese di «stanze senza finestre, in cui gli agenti erano costretti ad ascoltare conversazioni per nove ore al giorno, sotto la luce pallida dei neon».

Nel team arruolati studenti 20enni

I piani semidistrutti del complesso di Teufelsberg, esplorati di notte a proprio rischio e pericolo (foto Mike Wolff).

«Il luogo era intrigante. Non a caso la rete di sicurezza attorno al complesso veniva tagliata in continuazione da curiosi decisi a inoltrarsi nei meandri di Teufelsberg. Non è stato difficile ottenere l'autorizzazione a entrare in un posto che, economicamente, ormai non interessava più a nessuno», ha spiegato Andreas, che ha reclutato nel suo team tre studenti 20enni come interpreti e accompagnatori.
NIENTE HOTEL NÉ UNIVERSITÀ. Di proprietà fino al 1992 delle forze occidentali, il terreno, con annessi gli edifici abbandonati, passò poi all'amministrazione comunale, la quale a sua volta lo rivendette a privati per realizzare un mega progetto immobiliare che prevedeva la costruzione di un hotel. Del piano non se ne fece più nulla, perché l'azienda che aveva vinto l'appalto fallì, e la struttura venne ipotecata per ripianare svariati milioni di debiti.
In passato si era anche parlato di trasformare la cittadella della “montagna del diavolo”, una terrazza da cui si gode di uno splendido panorama di Berlino, nella sede dell'Università della pace.
Un'idea non proprio felice (o perlomeno, dipende dai punti di vista), considerato che, ai piedi dell'altura, durante il Terzo Reich i nazisti avevano avviato un cantiere dove edificare la facoltà di ingegneria militare, poi raso al suolo dai bombardamenti alleati.

Teufelsberg val bene una visita

A Teufelsberg è naufragato il progetto di convertire la struttura in hotel o nell'Università della pace

Oggi gli urbanisti comunali hanno posto il vincolo paesaggistico sull'area, bloccando di fatto tutti i piani immobiliari. Per far partire il suo progetto, ad Andreas è bastato ottenere il nullaosta dalla società Emge, che si occupa della sorveglianza e della gestione della struttura pericolante.
Anni addietro, il titolare Gerd Emge, responsabile della sicurezza del complesso, aveva già concesso il permesso per ospitare eventi e iniziative dentro gli spazi, ufficialmente off-limit. E nella cittadella erano state addirittura girate le scene di un paio di film d'azione.
DECLINO E RINASCITA. Figuriamoci se Emge aveva problemi a concedere l'autorizzazione per i tour di Andreas. I suoi pensieri erano ben altri: «Chi entrava illegalmente nell'ex quartier generale di Teufelsberg rischiava di cadere in una delle buche o di vedersi crollare addosso una parete pericolante», ha raccontato Andreas. «I terreni venivano anche usati come bivacco per sbandati, ubriachi e senza fissa dimora».
Tuttora, per partecipare alle visite ufficiali, occorre avere più di 14 anni e firmare una liberatoria in cui si dichiara di essere consapevoli dei rischi a cui si può andare incontro. Anche se i percorsi sono organizzati in modo da essere più sicuri possibili.
E il degrado in cui versava la più grande centrale di spionaggio del blocco occidentale, operativa durante la Guerra fredda dal 1957 al 1991, parola di Andreas, «finirà».

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