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vita di coppia
26 Marzo Mar 2011 1000 26 marzo 2011

Dominata e felice

Miriano esalta la sottomissione coniugale delle donne.

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Costanza Miriano.

Libri e matrimonio non vanno d'accordo, ha estremizzato Molière. Eppure c’è un'eccezione: Costanza Miriano, giornalista del Tg3, ha condensato in pagine e parole la sua filosofia sullo sposalizio e la vita coniugale senza perdere la leggerezza. Il libro s’intitola Sposati e sii sottomessa (Vallecchi editore, 258 pagine, 12,50 euro) ed è una sorta di epistolario tutto al femminile sull’unione matrimoniale.
In copertina c’è una torta rosa: in cima c’è lo sposo, più in basso la futura moglie che allunga il braccio libero dal bouquet per raggiungerlo.
Se la sottomissione comincia con il dolce nuziale, verrebbe da pensare che la fine del genere femminile è vicina.
Invece la ragazza di bianco vestita riuscirà a raggiungere lo sposto. E Miriano, parlando con Lettera43.it, ne è sicura: «Lui s’inginocchia per prenderla in sposa».
LETTERE DI CONSIGLI. Nelle pagine del libro ci sono potenziali spose indecise, titubanti, sospettose e dall’altra parte c’è l’autrice che dispensa consigli ed esempi di vita vissuta sotto forma di lunghe lettere.
Accoglienza e servizio, due termini che sono stati a lungo dimenticati in nome dell’emancipazione a tutti i costi, tornano in cima alle virtù casalinghe perché sono «atti di generosità».
Miriano non nega che la convivenza more uxorio sia complicata, anzi racconta «le difficoltà dei primi anni, la condivisione e la ricerca di un equilibrio».
Perché è innegabile che, uomo e donna, siano due generi totalmente differenti: «I maschi sono un’altra specie e ho dovuto adattarmi». Anche Massimo Troisi in Pensavo fosse amore e invece era un calesse, film del 1991, sosteneva come «uomo e donna siano le persone meno adatte a sposarsi». La differenza è che l'artista napoletano non ha mai compiuto il grande passo.
La scrittrice invece il matrimonio lo ha scelto, solo che avrebbe voluto «mazzi di rose di continuo», scoprendo però che per un uomo «tornare a casa con una lattina di Coca cola è già molto». In fondo basta saperlo.

Un marito, due gemelli, quattro figli e un lavoro

Il libro di Costanza Miriano, Sposati e sii sottomessa.

La sottomissione di cui parla la scrittrice non trova riscontro nei ruoli classici del focolare domestico. «Il potere non è stabilire chi dovrà lavare i piatti», scrive, ma nel «venirsi incontro quotidiano, quello che tutte le coppie sperimentano in un modo o nell’altro per stare insieme».
L'autrice, senza cadere in contraddizione, si ispira alla dottrina di San Paolo, che nella sua prima lettera a Timoteo sosteneva come la donna devesse «essere sottomessa all'uomo» e che «il marito è capo della moglie», raccontando la sua vita coniugale e quella delle amiche incerte sul grande passo verso l'altare.
Tra escort in ascesa e femministe sul piede di guerra, la giornalista rischia di diventare una mosca bianca per la sua normalità. «Si preferisce esaltare il dubbio e i valori relativi che non ricordare quanto siano importanti le scelte definitive». Ecco allora che il potere della famiglia diventa il luogo della pratica estrema di subordinazione consapevole.
UN GIOIELLO DI FAMIGLIA. L’autrice, regina del surgelato per sua stessa definizione, rifiuta l’etichetta di moglie e madre modello, preferisce essere molto controcorrente e come Cornelia, la madre dei Gracchi, porta marito e quattro figli, di cui due gemelli, con orgoglio. Miriano spiega di essere imperfetta, di «confondere i colori in lavatrice» e commettere altri peccati veniali, ma in veste di madre lavoratrice è pronta ad affrontare sfide più dure.
«Mio marito», ha scritto nel libro «mi vede insopportabilmente iperattiva». Ed è così che si organizza tra lavoro, impegni, figli. Come fanno tutte le donne del mondo, certo. Miriano ci mette un pizzico di brio in più, non dimentica di essere una donna, prima che moglie e madre. Non si priva delle futilità che la rendono femmina vezzosa, come lo smalto sulle unghie e il trucco. Però non l'abbandonano i sensi di colpa quando non è a casa con i bambini.

L’intimità di coppia è come un’onda

L’eros nel matrimonio è un altro tassello della vita a due. «C’è appagamento nella condivisione reciproca, l’amore non è mai noioso. Anzi, il consumismo sessuale alla lunga rischia di diventare insoddisfacente». Miriano è pudica e riservata. C’è molta temperanza razionale anche nell'aspetto più riservato della coppia: «I periodi magmatici si alternano, come è normale. L’intimità di coppia è come un’onda».
Il suo è un equilibrio che deriva da quel «comandamento dell’amore» a cui s’ispira e che vorrebbe promulgare anche alle altre amiche e coetanee perché «chi rifiuta la completezza matrimoniale non sarà mai davvero felice».
Poi, sopra tutto e tutti, c'è il marito che viene preso in giro «perché è monotasking», è stato travolto dai racconti della sua vita quotidiana ma resta «il primo orgoglioso lettore di una dichiarazione d'amore e di felicità».

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