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CULTURA
13 Ottobre Ott 2011 1145 13 ottobre 2011

La Repubblica delle Caste

La top 10 dei libri sui gruppi di potere.

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In principio fu la Casta, quella di Montecitorio. Poi, nella società italiana, e anche in libreria, arrivarono tutte le altre: dall’acqua ai rifiuti, dal sindacato a Confindustria.
Poteva sembrare un puro escamotage editoriale, per replicare il successo del libro di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo e invece no.
Siamo davvero un Paese di consorzi a difesa delle categorie e dei privilegi, anche quelli che dovrebbero fare di tutto per rimuovere gli interessi corporativi ed elevare in alto l’interesse pubblico.
Ecco 10 libri sul tema scelti da Lettera43.it: nel proprio piccolo, nessuna Casta è meno peggio dell’altra.

Vino, droga legale vanto dell'Italia

10. Pensavate di affogare i dispiaceri per le tasse e la mancata pensione in un bicchiere di Morellino di Scansano? Errore. Trovereste una Casta anche lì. Quella che tenta di mettere una pezza a un settore che ha subito un calo di vendite del 70% negli ultimi 40 anni.
Enrico Baraldi e Alessandro Sbarbada hanno condotto un’indagine che chiama in causa gli interessi di viticoltori, aziende vinicole piccole e grandi, distributori, gestori di locali e discoteche.
Ritratto in 111 notizie di una Casta dedita a un’offensiva nel nome di Bacco, nel silenzio disinteressato dei media e di chi dovrebbe denunciare i danni alla salute. Tra questi, gli autori non hanno paura a fare il nome di Umberto Veronesi, presidente onorario dell’Osservatorio permanente sui giovani e l’alcol, accusandolo di non enfatizzare i rischi cancerogeni del vino.
Tra cronaca e denuncia, un manuale di educazione, anche alla salute e alla prevenzione, contro una potenziale droga legale che è vanto del Paese.
Enrico Baraldi e Alessandro Sbarbada, La casta del vino, Nuovi Equilibri, 191 pagine, 13 euro.

Quando la Casta si nasconde nella carta

9. Chi di Casta ferisce, di Casta perisce. E i primi a morire, almeno secondo Luigi Bacialli, sarebbero proprio i giornalisti. Dopo anni passati a scrivere articoli ed editoriali contro la Casta, quella di Montecitorio, il tempo dell’autocritica non è più procrastinabile.
L’autore, già editorialista del Quotidiano nazionale, ha descritto un mondo chiuso in un arroccamento, a difesa della categoria, che non ammette deroghe. Si va dal catenaccio sull’articolo 21, la norma costituzionale che difende la libertà di stampa, alla piccola galleria di privilegi e vezzi che ognuno, nel suo piccolo, cerca di tutelare. Apprendisti che si atteggiano a firme, inviati che non gradiscono la trasferta, maestri del refuso voluto e cercato per danneggiare l’avversario: ritratto di un’umanità variegata che, a differenza della cricca politica, sa che difficilmente può essere impallinata con un articolo al veleno.
Luigi Bacialli, Casta stampata, Mursia, 224 pagine, 17 euro.

Gli oligopoli politici ed economici d'Oltreoceano

8. Gli italiani sono spesso accusati di esterofilia e, in molti casi, anche di americanismo. Ecco allora una Casta che fa per loro: quella a stelle e strisce descritta da John MacArthur, presidente di Harper's Magazine, l’equivalente anglosassone del libro di Rizzo e Stella.
Un sistema di potere, quello statunitense, dove oligopoli politici ed economici vanno a braccetto, condizionando enormemente il funzionamento democratico delle istituzioni.
Il libro di MacArthur non è solo un classico atto di accusa al sistema delle lobby, ma un più circostanziato revisionismo di un modello che troppo spesso viene esaltato come bilanciamento dei poteri. Un inganno di cui l’autore ha denunciato anche le ricadute mediatiche, le connivenze tra schieramenti e la capacità della classe politica di diventare un muro di gomma contro le istanze del cittadino.
John R. MacArthur, La casta americana, Casini, 239 pagine, 18 euro.

La scalata al potere di Confindustria

7. Il volume di Filippo Astone sulla casta di Confindustria ha ancora più valore oggi, alla luce di speculazioni su possibili coinvolgimenti di ex presidenti della confederazione, come Luca Cordero di Montezemolo, alla guida politica del Paese. L’attuale numero uno Marcegaglia ha già declinato l’invito a diventare leader di un terzo polo. Ma la domanda permane: sarebbero così diversi dalla Casta politica che così spesso accusano di incapacità e immobilismo?
Per l’autore, Confindustria è una casta quanto quella di Montecitorio: gigantismi strutturali, ipertrofie di ruoli e posizioni, incoerenze abnormi tra idee e fatti. Una piramide infinita di persone, molto ramificata, anche in quelle province che vorrebbero abolire. Lotte intestine, guerra con sindacato, attacchi frontali al contratto nazionale, sostegno agli iscritti anche contro le vittime delle morti sul lavoro: la firma del Mondo ha fatto a pezzi l’associazione di Viale Astronomia. E, indirettamente, ha sottratto anche un’ultima speranza di una leadership diversa per l’Italia.
Filippo Astone, Il partito dei padroni. Come Confindustria e la casta economica comandano in Italia, Longanesi, 383 pagine, 18,60.

Le mani dentro l'acqua

6. Il referendum passò e si oppose alla privatizzazione della gestione dell’acqua. Ma per chi avesse mancato l’appuntamento politico, il libro del giornalista Giuseppe Marino resta un approfondimento valido sulla gestione, da Casta, del più prezioso bene pubblico.
Il saggio riesce a riscuotere interesse anche perché è centrato su una tesi che va oltre il dibattito sulla scelta tra gestione pubblica e privata. Il nodo cruciale, secondo l’autore, è l’assenza di regole, la mancanza di un controllo, forte per competenze e poteri di intervento, contro chi è responsabile degli acquedotti.
E poi, perdite dovute alla dispersione dai tubi, acqua erogata ma non conteggiata per problemi amministrativi, debiti milionari, tentativi di inserire nelle tariffe costi impropri, dallo scarico delle acque piovane ai contributi per le comunità montane. Problemi più grandi di un referendum giocato anche in chiave politica.
Giuseppe Marino, La casta dell’acqua, Nuovi Mondi, 192 pagine,12 euro.

Gli interessi segreti delle associazioni dei lavoratori

5. Una Casta ammirata che con il tempo si è fatta odiare. Sembra la parabola descritta da Stefano Livadotti in tema di sindacati, le tre grandi centrali confederali che rappresentano sempre meno persone, ma contano sempre di più per ambizione politica.
La descrizione di un apparato gigantesco, che fattura milioni di euro, ha migliaia di dipendenti e possiede uno sterminato patrimonio immobiliare, è tipica dei libri sulla Casta. Più attuale, nel saggio di Livadotti, uscito nel 2008, resta la riflessione sul loro fortissimo diritto di veto in fase di concertazione.
Un atteggiamento da ripensare, in una fase dove il dramma della crisi e del lavoro richiede a tutti i soggetti decisionali il massimo della flessibilità per riformare leggi usurate e rimuovere anacronistici status quo.
Stefano Livadotti, L’altra Casta. L’inchiesta sul sindacato, Bompiani, 236 pagine, 15 euro.

La malasanità che specula sulla salute degli italiani

4. Le Caste non vanno solo condannate, ma anche comprese nei meccanismi profondi. Altrimenti come si fa a combatterle? Tanto più se di mezzo ci va la nostra salute, come nel caso della sanità.
Paolo Ferraris Cornaglia, medico, ha passato in rassegna le distorsioni più clamorose: liste di attesa gonfiate; esami e ricoveri stabiliti con criteri economici; industrie farmaceutiche che corrompono medici e controllori. Ma ha descritto anche un quadro unitario dove le responsabilità di medici, cittadini e classe politica convergono.
Nel libro, per esempio, l’autore si è chiesto: «Come si può ritenere normale che in Lombardia ci siano un numero di reparti di cardiochirurgia pari a quelli che ci sono in tutta l’intera Francia? È chiaro che esiste un interesse oggettivo per sottoporre a by-pass coronarico tutti i casi con un minimo di alterazione».
Un monito a non vivere di miti, propagandati anche politicamente, ma ad avere abbastanza occhio per discernere cosa occorre e cosa no per sopravvivere.
Paolo Ferraris Cornaglia, La Casta bianca. Viaggio nei mali della malasanità, Mondadori, 233 pagine, 16 euro.

I furbetti bipartisan della monnezza

3. Di tutte quelle possibili, dovrebbe essere la meno ambita per appartenenza. Eppure, far parte della casta della monnezza significa avere molto potere, politico ed economico. Lo dimostra la classe politica campana, almeno quello fotografata nel 2009 dai giornalisti Vincenzo Iurillo e Bruno De Stefano nel loro pamphlet.
I grandi nomi ci sono tutti, da Antonio Bassolino, ex governatore della Campania, a Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, dal sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino all'ex assessore al Bilancio del Comune di Napoli Enrico Cardillo del Partito democratico. L’immondizia insomma non ha colore, quando si tratta di amministrare in maniera clientelare.
Un libro molto documentato, che non perde forza a distanza di tempo, perché l’emergenza rifiuti in Campania somiglia sempre a se stessa. E la classe politica pure.
Bruno De Stefano, Vincenzo Iurillo, La Casta della monnezza, Newton Compton, 375 pagine, 12,90 euro.

I piccoli favori tra intellettuali

2. La Casta peggiore, quella che dovrebbe avere l’onestà intellettuale e la capacità di traghettare il Paese fuori dall’ovvio e dal brutto, e non lo fa. L’ha descritta Massimiliano Parente ne La casta dei radical chic, volume per scoprire gli altarini di intellettuali, scrittori, critici.
Recensioni farlocche, circoli chiusi, favori tra amici: sono questi gli atteggiamenti, che elevati a sistema di pensiero, appiattiscono il gusto del pubblico in materia di cinema, televisione, letteratura. Il pubblico però non è vittima, ma complice del sistema, incapace di scelte critiche.
Una lettura piacevole, quella del libro di Parente, se presa negli aspetti grotteschi o involontariamente comici dei soggetti coinvolti. Amara perché indice di una decadenza a cui molti contribuiscono con l’illusione di essere dal lato giusto della sponda culturale.
Massimiliano Parente, La casta dei radical chic, Newton Compton, 279 pagine, 12,90 euro.

La vera Casta si nasconde nei palazzi della politica

1. La madre di tutte le Caste: quella descritta da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Il libro che nel 2008 scandalizzò l’Italia è ancora troppo attuale. Oggi come allora aerei di Stato volano per motivi irrisori, rimborsi elettorali sono distribuiti con generosità, status e privilegi vengono difesi con foga mentre il Paese continua a sprofondare.
Poco è cambiato dall’uscita del volume: ecco perché La Casta è più di un’inchiesta di grande successo editoriale. È la fotografia di una classe politica che non ha vergogna a chiedere un contributo di solidarietà all’interno di una finanziaria di lacrime e sangue, mentre non porta mai definitivamente a compimento la riforma sui costi elefantiaci della politica. Un sistema che ormai è ampiamente delegittimato, eppure non affossato del tutto. Un’idra mostruosa che fagocita i sogni e le aspettative di un Paese.
Gian Antonio Stella, Sergio Rizzo, La Casta. Perché i politici italiani continuano a essere intoccabili, Bur, 314 pagine, 13 euro.

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