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LA CURIOSITÀ
5 Marzo Mar 2013 0901 05 marzo 2013

Crozza, un destino presidenziale

Oggi imita Napolitano, nel '93 fece Pertini.

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Crozza nei panni di Giorgio Napolitano.

Quando si dice il caso. Tra le parodie praticate da Maurizio Crozza spicca, non per riuscita dialettale ma per impertinenza goliardica, quella del presidente Napolitano: colto in vestaglia, nel suo studio al Quirinale, tra i due fedeli corazzieri.
Venerdì scorso, 1 marzo, lo sketch su La7 respirava l’aria che tira nel Paese delle Meraviglie: col capo dello Stato che prima si adegua ai dettami del risparmio energetico, per compiacere al lume di candela l’ecologico Beppe Grillo, e poi, finalmente incuriosito dal Movimento 5 stelle, chiama al telefono i nuovi parlamentari eletti. Peccato che alla prima chiamata risponda la mamma: la deputata in questione è ancora a scuola, vista l’età giovanissima.
NEI PANNI DI SANDRO PERTINI. La scenetta è spassosa, coglie un possibile paradosso. E chissà che, nel calarsi in quel ruolo quirinalizio, il comico genovese non abbia ripensato a quella volta, 20 anni fa, in cui gli capitò di incarnare un futuro presidente della Repubblica: niente di meno che il corregionale Sandro Pertini.
L'INGAGGIO PER UN TIVÙ-MOVIE NEL '93. Storia poco nota e squisitamente italiana. Nel lontano 1993 il quasi sconosciuto Crozza fu ingaggiato a sorpresa come protagonista - a causa di una somiglianza notevole - di un tivù-movie per RaiDue girato a Savona e dintorni.
Titolo: Se ci sarà un giorno, a firma di Franco Rossi, regista della mitica Odissea. Mica una roba in economia: oltre 3 miliardi di lire per 100 minuti, un discreto sforzo produttivo di RaiDue, allora rete socialista, per celebrare il presidente scomparso il 24 febbraio di tre anni prima.
Capelli lisci all’indietro, la battuta sferzante, un atteggiamento a tratti indisponente e fanatico, il nervoso Crozza-Pertini sibilava nel finale: «La cella serve, è una buona scuola, aiuta a pensare».
L'APPRENDISTATO ANTIFASCISTA. Siamo nel 1930, penitenziario di Santo Stefano, dove, minato nel fisico, il socialista respinge fieramente la domanda di grazia avanzata dalla madre. Il film si ferma lì, prima del trasferimento a Turi, dopo aver mostrato l’apprendistato antifascista del giovane avvocato. La prima condanna per aver diffuso il giornale Sotto il barbaro dominio fascista, i ripetuti pestaggi, il rapporto con Filippo Turati, Carlo Rosselli, Ferruccio Parri, Ernesto Rossi, la vita da “proscritto irriducibile” a Nizza col nome di Jacques Gauvin, tra procaci spie e infiltrati dell’Ovra.
LA MISTERIOSA SCOMPARDA DAL PALINSESTO. Solo che nessuno, o quasi, l’ha mai visto. Pronto per essere trasmesso il 25 settembre 1993, anniversario della nascita di Pertini, il film scomparve di colpo dal palinsesto. Inutile cercare in rete fotografie, informazioni sul cast, sinossi. Nulla di nulla. Non si tenne neanche la tradizionale conferenza stampa a viale Mazzini.

Il veto imposto dalla moglie di Sandro Pertini

Maurizio Crocca in una scena della fiction su Sandro Pertini.

Il motivo della censura? Da non credere. Carla Voltolina, moglie di Pertini dal 1947, impose il veto, minacciando perfino azioni legali, dopo essersi appellata alle più alte cariche dello Stato. L’ebbe vinta. Il film finì sepolto nei magazzini Rai.
Solo nel 2005, deceduta la temperamentosa vedova, il vicedirettore di RaiUno per il palinsesto, Angelo Teodoli, riprese in mano il film.
IN ONDA, DI NOTTE, NEL 2003. Ignorava che nel frattempo, non essendo gravato da veti ufficiali, Enrico Ghezzi l’aveva mandato in onda alle 4.42 del mattino del 31 maggio 2003. In tutto 34 mila ascoltatori.
Il colmo. Solo grazie a una campagna stampa del Secolo XIX e al conseguente via libera dell’allora dirigente Rai Antonio Marano, il film fu recuperato.
IL PASSAGGO SU RAISTORIA NEL 2010. Per essere trasmesso, senza troppa convinzione, sul canale digitale RaiStoria, alle 21 del 24 febbraio del 2010: ventennale della morte di Pertini.
Visto oggi, Se ci sarà un giorno non risulta poi così polveroso: un po’ apologetico sì, tuttavia preciso nel mettere a fuoco il carattere ostinato, pure superbo, di Pertini, rievocato nel quinquennio cruciale 1925-1930.

Dalla prova drammatica alla comicità odierna

Maurizio Crozza e Carla Signoris nel giovane Pertini del 1992 prodotto per RaiDue.

Sembra passata un’eternità, invece, tra il Crozza di quei primi Anni 90 e il Crozza odierno. Non è solo questione di chili (tanti) in più. Non ancora baciato dalle fortune satiriche, l’attore si produceva in una prova drammatica accanto alla moglie Carla Signoris, nei panni dell’infelice Matilde Ferrari, detta “Mati”, la fidanzata che aspettò per 18 anni l’amato Pertini prima di rassegnarsi.
«Umile vita, fatta di lacrime nascoste, di rinunzie amare, illuminata solo da un amore profondo», scrisse di lei l’antifascista in una lettera del 1943.
DA DIRETTORE DI RAIDUE A PRODUTTURE DI OLIO. Rivela Giampaolo Sodano, allora direttore di RaiDue e oggi titolare di un’azienda che produce olio extravergine d’oliva dalle parti di Nepi. «Nessuno volle scontentare la signora Voltolina. Disse che la storia d’amore con Matilde non era vera, che sputtanava la figura del presidente. Provai a convincerla. Nulla da fare. Era un personaggio atipico, coinvolse pure il Quirinale».
Risultato: il presidente della Rai, Walter Pedullà, e il direttore generale, Gianni Pasquarelli, decisero di soprassedere. Per la serie: mettiamolo in magazzino, poi lo riprendiamo.
LA SCELTA CHE RICADDE SU CROZZA. Quanto a Crozza, deve sembrargli un episodio remoto, appartenente ad un’altra vita artistica. Solo poche parole da parte sua, negli anni: «Anch’io mi sono sempre chiesto i motivi di quella scelta. Mi dissero della Voltolina, ma faticavo a crederci. Rossi mi prese dopo regolare provino. Ero andato per un ruolo minore, mi misero in testa un parrucchino e diventai di colpo il giovane Pertini. Tutto qui».
Chissà se l’ha mai visto. Ma tre anni fa si disse incuriosito: «Nasco attore di teatro, non sono capace solo di far ridere. Per interpretare Pertini studiai, mi documentai, dissi anche qualche battuta in genovese e in francese. È il mio lavoro».
UN'ALTRA CHANCHE SU UNA RETE GENERALISTA. Prodotto da Sandro Parenzo e scritto da Vittorio Bonicelli, Se ci sarà un giorno forse meriterebbe una vera seconda chance su una rete generalista, magari coinvolgendo lo stesso Crozza.
Il quale strappa l’applauso quando scandisce severo, nel processo del 30 novembre 1929 durato appena un’ora: «Questo non è un’aula di giustizia, è un tribunale di partito». Nel cast, oltre a Signoris, spiccavano Augusto Zucchi, Luigi Petrucci, Ivano Marescotti e tanti altri. Tinte marroni negli interni, buona ricostruzione d’ambiente, rispetto delle lingue, ogni tanto si parla pure francese coi sottotitoli. Una cosa impensabile nelle fiction di oggi.

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