Borges Kodama 130322195200

Maria Kodama: «Papa Francesco amava Borges»

La vedova del maestro argentino sul rapporto dello scrittore con la Chiesa.

  • ...

Da argentina ha grandi aspettative su papa Jorge Mario Bergoglio. «Farà grandi cose», assicura. Del resto un papa che ama Jorge Luis Borges non «può che creare un mondo fantastico».
A parlare è Maria Kodama, discepola, amica, assistente, traduttrice, compagna di viaggio e infine (pochi mesi prima della morte di lui) anche moglie del grande scrittore argentino di cui amministra l'intero patrimonio. Compito che Kodama svolge come presidente della Fondazione internazionale Jorge Luis Borges a Buenos Aires.
L'INCONTRO CON IL MAESTRO. Incontrò Borges, la prima volta, a 12 anni (lui ne aveva 50) e più tardi ne divenne musa, compagna e collaboratrice. Non senza suscitare polemiche e malignità in chi diffidava di lei. Come per esempio, Adolfo Bioy Casares, il migliore amico di Borges, che ebbe modo di esprimere il suo disappunto per la vicinanza di Maria al Maestro. Per tutta risposta, Borges, semplicemente, interruppe l’amicizia con lui e smise di incontrarlo.
CASARES, «IL SALIERI DI BORGES». Ma la signora non ha dimenticato e infatti, in un’intervista di qualche anno fa al quotidiano La Naciòn, lo definì, gelidamente, «il Salieri di Borges», rivelando - con un sovrappiù di veleno - che il Maestro lo considerava «un codardo».
Da quasi 30 anni, dopo la morte dello scrittore, avvenuta a Ginevra nel 1986, Kodama gira il mondo partecipando a conferenze dedicate a Borges, promuovendo la conoscenza della sua opera e la sua memoria. Ma non solo.
UN PEZZETTO DI ARGENTINA IN ITALIA. Ora, per esempio, è in Italia, a Trieste, per l'inaugurazione della mostra La metafora del perturbante, 80 grandiose opere del pittore argentino monumentalista e visionario, Ricardo Cinalli. «Le grandi figure di questo pittore», dice Kodama a Lettera43.it, «ricordano Michelangelo, la Cappella Sistina, soprattutto nel tratteggio dell’anatomia dei corpi. Nelle figure di Cinalli, gli occhi sembrano ciechi, vuoti, eppure ti guardano, sono espressivi, ti seguono e ti entrano dentro». Come fossero personaggi usciti da un girone dantesco. «Borges amava molto la Divina Commedia», aggiunge. «C’erano molti libri su Dante nella sua biblioteca».

DOMANDA. Da quanto tempo non veniva in Italia?
RISPOSTA. L’ultima volta insieme a Borges fu nel 1983, a Palermo, dove lui inventò e ricevette per primo il premio La Rosa d’Oro, istituito dalla casa editrice Novecento, sotto la direzione di Domitilla Alessi. Amavamo molto anche Venezia, una città amica. Io sono tornata altre volte, l’ultima nel 2011. Tra l’altro, una mia bisnonna, per parte di madre, era italiana.
D. E l'Argentina è molto presente in Italia e nel mondo ora. Cosa si aspetta dal pontificato di papa Jorge Mario Bergoglio?
R. Questa elezione è molto importante per tutto il mondo, per quello cattolico e anche per quello non cattolico. Papa Francesco porterà pace, unità, cultura e buon senso.
D. E come ha vissuto le dimissioni choc di Benedetto XVI?
R. Ho trovato il suo un gesto di grande nobiltà e di enorme forza interiore. Soprattutto, mi ha colpito che abbia lasciato il Vaticano per ritirarsi con i suoi libri, il pianoforte e due gatti. Questo a Borges sarebbe piaciuto molto.
D. Che rapporto aveva Borges con la Chiesa?
R. Era un agnostico. Della religione lo affascinavano non tanto gli aspetti liturgici, ma quelli teologici e filosofici. In questo senso era interessato a tutte le religioni. Poi, amava la Bibbia, anche perché la sua nonna inglese gliela leggeva da bambino e lui spesso recitava a memoria versi imparati nell’infanzia.
D. Lei ha mai conosciuto il nuovo papa?
R. Non l’ho conosciuto, ma Borges sì. Quando Bergoglio era professore di Letteratura lo invitò a tenere delle lezioni nel suo liceo e insieme parlarono a lungo, soprattutto di Dostoevskij e dello scrittore argentino Leopoldo Marechal. Bergoglio amava molto anche gli scritti di Borges.
D. Un Papa che ama Borges: che sorprese ci può riservare?
R. Può creare un mondo fantastico.

23 Marzo Mar 2013 1246 23 marzo 2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso