Il lato intimo di Bruce Springsteen

Libri: Peter A. Carlin racconta i segreti dell'icona rock.

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L'ultimo libro di Andrea Camilleri e il nuovo romanzo di Stephen King: due opere destinate a rapida scalata nelle classifiche di vendita. Ma anche il tennis e Wimbledon raccontati da Giovanni Clerici, l'autobiografia di Pablo Neruda, i segreti più intimi di Bruce Springsteen.
Ecco le letture consigliate da Lettera43.it per il weekend dell'8 e 9 giugno.

Lo scrittore Andrea Camilleri

Prigioniero di una fede imposta

Come è dura la vita per un giovane del Meridione, alle prese con un salto generazionale che i suoi genitori non hanno conosciuto e con i vincoli di una famiglia fortemente religiosa e dalla morale rigidissima.
Se poi mamma Assunta decide di abbracciare una nuova fede ancora più restrittiva, trascinando con sé i figli, allora la questione si fa ancora più complicata.
Ignazio Tarantino racconta la storia di Giuliano, di un ragazzo che cerca di trovare il proprio posto nel mondo che cambia tra la fine degli Anni 80 e l'inizio dei 90.
Frenato nella sua crescita, isolato a scuola, senza amici, incapace di vivere serenamente un amore che nella sua testa diventa un peccato da espiare, Giuliano è testimone delle difficoltà e delle inibizioni che la morale religiosa impone alla crescita degli individui, di un'adolescenza tarpata e mutilata che ancora adesso è il destino di alcuni ragazzi italiani.
Perché alcuni tabù sono duri a morire, difficili da abbattere, e solo una sana e coraggiosa presa di coscienza può liberare i più giovani dalle paure e dai pregiudizi.

Ignazio Tarantino, Sto bene. È solo la fine del mondo, Longanesi, 304 pagine, 14,90 euro.

Un altro omicidio per Montalbano

Salvo Montalbano torna con un nuovo caso. E anche stavolta la soluzione è tutt'altro che scontata. La morte del ragioniere Cosimo Barletta, playboy e usuraio, sembra davvero inspiegabile.
Nel suo villino sul mare non ci sono segni di effrazione né i resti di una colluttazione. Soltanto un colpo alla nuca, sparato mentre Barletta beveva il caffè seduto in cucina.
Per risolvere il mistero, ancora una volta, Montalbano dovrà penetrare i più nascosti segreti di una famiglia e di una comunità.
Ma, ancora una volta, quello di Camilleri non è semplicemente un giallo ben scritto. Come sempre, tra le pagine del libro, emergono riflessioni sulla vita e a decadenza della società.
L'animo di un'Italia devastata dalla crisi economica è perfettamente incarnata nel personaggio del barbone che, privato di un tetto sopra la testa, fischietta Il cielo in una stanza di Gino Paoli. Senza pareti, ma con gli alberi intorno, lui che in passato aveva vissuto tempi migliori.
La critica sociale è il sale di un racconto che travalica gli stilemi della narrativa di genere per farsi letteratura contemporanea.

Andrea Camilleri, Un covo di vipere, Sellerio Editore, 271 pagine, 14,90 euro.

Hitler ai tempi di Facebook

Cosa potrebbe accadere se Adolf Hitler tornasse ora e vedesse cosa ne è stato del suo Reich, della Germania, dell'Europa e del mondo che oltre 70 anni fa aveva tentato di conquistare?
Probabilmente il Führer sarebbe un po' meno pericoloso e un po' più spaesato, dovrebbe fare i conti con le nuove tecnologie, il boom dei media, una cultura democratica più solida.
Si troverebbe davanti a una donna che guida la Germania, e non è difficile immaginare lo sconcerto che ne verrebbe.
L'idea da cui parte il romanzo d'esordio di Timur Vermes è brillante, così come lo è lo sviluppo e il prodotto finale. Hitler, la figura del XX secolo che incarna più di ogni altra il male, diventa goffo e divertente.
Lui fa di tutto per essere credibile, non cerca di nascondere la sua vera identità, va in tivù, conduce uno show, ma tutti lo scambiano per un bravissimo imitatore, per un comico-sosia di straordinario talento.
In un mondo che continua a subire il pericoloso fascino della demagogia, i mezzi di diffusione (e manipolazione) dell'opinione pubblica sono cambiati. Una volta si andava in piazza a sentire un comizio, ora basta un clic del mouse per mettere 'mi piace' su Facebook. E, in questo contesto, il terribile dittatore degli Anni 30 e 40 suscita ilarità.

Timur Vermes, Lui è tornato, Bompiani, 443 pagine, 18,50 euro.

Una vita a 200 all'ora

Quando una passione ti attanaglia e ti corrode è impossibile liberartene. Smessi i panni del telecronista sportivo e indossati quelli dello scrittore, Guido Meda non è comunque riuscito ad allontanarsi troppo dal mondo dei motori.
Il suo Il miglior tempo è un'ode alle quattro e alle due ruote, un'autentica dichiarazione d'amore.
È la storia di un uomo cresciuto tra gli affetti femminili di mamma, nonne, figlie, sorelle e amiche, e che ha vissuto sempre con un volante tra le mani e il piede calcato sull'acceleratore.
Dalla Millemiglia del 1956, corsa su una Fiat 1.100-103 Zagato alle scorribande per le vie di Milano in sella a un Si 50 della Piaggio.
Motori e donne, ma in una chiave ben diversa dal solito stereotipo che li accomuna. Dove il genere femminile diventa protagonista e fonte di conforto, di serenità, di sicurezza, facendo da contraltare al brivido e al rischio della velocità.
Due passioni vere, sincere e sane. La voce del MotoGp si fa penna, il narratore delle gesta dei campioni si ritrova a raccontare una storia molto più intima e personale. Un libro in cui c'è tanto di Meda.

Guido Meda, Il miglior tempo, Rizzoli, 427 pagine, 17,50 euro.

Il luna park fantasma di King

La pubblicazione di ogni suo libro è un evento. Stephen King torna nelle librerie (e rigorosamente solo in quelle, perché il più grande autore contemporaneo di bestseller non ne vuole sapere di piegarsi alla logica degli e-book) con un altro romanzo che resta in bilico tra il thriller e l'horror, come nella migliore tradizione dello scrittore del Maine.
L'avventura di Devin Jones comincia quando scopre di essere stato tradito dalla ragazza. Col cuore a pezzi e alla ricerca di qualche soldo per sbarcare il lunario, si fa assumere in un luna park.
Qui incontra una serie di personaggi bizzarri e particolari, con i quali nasceranno legami forti di amicizia e collaborazione.
C'è però un mistero che turba la tranquilla routine del parco giochi: nel Castello del Brivido dimora il fantasma di una ragazza uccisa quattro anni prima. Uno spirito che è ancora in cerca della sua personalissima vendetta.
In Joyland, si fondono le tematiche classiche di King e atmosfere circensi. Al centro di tutto, una comunità con regole semplici che in qualche modo rievoca la nostalgia di un mondo che sta sparendo. E l'immancabile elemento di terrore diventa la ciliegina sull'ennesima torta farcita da Stephen.

Stephen King, Joyland, Sperling & Kupfer, 351 pagine, 19,90.

Il Boss lontano dal palco

Per tutti, compreso il presidente Barack Obama, lui è semplicemente il Boss. Bruce Springsteen, segni particolari born in the Usa, è un'icona del rock e un pensatore contemporaneo che con le sue idee ha influenzato più di una generazione: un vero e proprio opinion leader.
Della sua vita tra palco e sale d'incisione si sa tutto o quasi. In carriera ha venduto più di 120 milioni di album, cavalcando quattro decenni e restando sempre sulla cresta dell'onda.
Meno noto è il lato più intimo e personale della sua esistenza.
Peter Carlin l'ha ricostruito attraverso interviste ad amici, parenti e colleghi di Springsteen, e in un libro lungo e dettagliato racconta i dolori e le gioie dell'uomo, più che dell'artista, di un ragazzo che ha saputo innalzarsi dalle sue umili origini per diventare un protagonista assoluto del XX secolo, sconfiggendo paure e nemici che avrebbero potuto stenderlo e cancellare tutti i suoi sogni e le sue ambizioni.
Attenzione: chi cerca il Boss potrebbe rimanere deluso. Perché stavolta, tra le pagine di questo libro, c'è solo e semplicemente Bruce.

Peter A. Carlin, Bruce, Mondadori, 515 pagine, 22 euro.

Wimbledon, storie di tennis

Da bambino sognava di calcare quell'erba, da ragazzo avrebbe preso in mano una racchetta e, al termine di un lungo viaggio su una Fiat Topolino, avrebbe pestato per la prima volta i campi di Wimbledon.
Gianni Clerici non è mai diventato un fuoriclasse del tennis, ma della penna sì. Alla fine nella storia di quello sport che tanto ama c'è entrato non da giocatore ma da cronista. Il più amato e stimato d'Italia, tra i migliori e più conosciuti in tutto il mondo.
Ecco perché un libro che raccoglie i suoi articoli riguardo al torneo sull'erba più bello e importante in assoluto è un evento imperdibile per ogni appassionato.
Le gesta di Jimmy Connors, Björn Borg, John McEnroe, Roger Federer e quelle delle sorelle Serena e Venus Williams sono indimenticabili anche perché hanno trovato un aedo come lui, capace di cucire il soprannome perfetto per ognuno di loro e innalzare la cronaca sportiva a mito ed epica.
Wimbledon. Sessant'anni di storia del più importante torneo del mondo è un libro che si arricchisce anche dei profili dei campioni, di annotazioni personali, documenti fotografici e aneddoti: 722 pagine di emozioni.

Gianni Clerici, Wimbledon. Sessant'anni di storia del più importante torneo del mondo, Mondadori, 722 pagine, 22 euro.

La Roma decadente di Sorrentino

Accolto con entusiasmo dalla critica internazionale più che da quella italiana, La grande bellezza è senza dubbio il caso cinematografico del momento.
Tra rimandi a La dolce vita di Fellini e riferimenti a un'attualità decisamente meno esaltante, l'ultimo film di Paolo Sorrentino racconta la decadenza di Roma e del Paese intero.
Il libro che contiene la sceneggiatura dell'opera è stato pubblicato praticamente in contemporanea all'uscita nelle sale, ed è un'occasione in più per comprendere qualcosa che può essere sfuggito agli occhi meno attenti.
Estremamente simbolico, La grande bellezza ruota intorno alla figura di Jep Gambardella, giornalista e scrittore che si è fermato a un romanzo d'esordio in grado di garantirgli il titolo di nuova promessa della letteratura contemporanea. Così brillante da tenere il suo autore imbrigliato in un blocco che gli ha impedito di dar seguito alla sua opera prima.
Intorno a lui, una città che vive di feste e lusso, e che nello sfarzo ostentato cela un declino economico e morale all'apparenza inarrestabile. Un atto d'amore e critica che merita senza dubbio attenzione.

Paolo Sorrentino e Umberto Contarello, La grande bellezza, Skira, 224 pagine, 15 euro.

Berlusconismo, una storia italiana

Di Silvio Berlusconi si è detto e scritto tanto. Dai grandi successi dell'imprenditore, fino all'ascesa dell'uomo politico.
Che lo si voglia vedere sotto l'ottica del self made man che lui stesso si è costruito con la collaborazione della stampa amica, o che si preferisca dar credito alle accuse dei critici più feroci che su di lui hanno gettato l'ombra della malavita, il Cavaliere ha segnato indelebilmente gli ultimi 20 anni di storia italiana.
Laddove l'uomo diventa corrente di pensiero, finisce Berlusconi e nasce il berlusconismo. Qualcosa di più di una dottrina politica, un modo di pensare, uno stile di vita.
Com'è possibile che un uomo solo, per quanto potente, abbia potuto influenzare le menti degli italiani a tal punto da cambiare la loro scala di valori?
Giovanni Orsina è convinto che per risalire fino alle cause del berlusconismo sia necessario «scavare di più per comprendere da quali fragilità della nostra storia sia scaturito, in quale modo esso abbia inteso rimediare a quelle fragilità, perché la sua proposta in quello specifico momento storico sia parsa ragionevole».
Mentre l'era del Cavaliere non è ancora tramontata, è già tempo di bilanci, e la storia è forse già pronta per essere scritta.

Giovanni Orsina, Il berlusconismo d'Italia, Marsilio, 239 pagine, 19,50 euro.

Vita di Luis Sepúlveda

C'è un luogo, nell'animo di un uomo, in cui nasce la poesia. Trovarlo non è semplice, perché cambia da persona a persona, e solo chi conosce a fondo se stesso ne conosce le coordinate.
Luis Sepúlveda ha deciso di svelare al mondo le sue, raccontando come un ragazzino che amava il calcio abbia messo via il pallone e preso in mano una penna per scrivere i primi versi.
L'amore e la passione sono i motori del processo che ha regalato all'umanità uno dei più delicati autori dell'epoca contemporanea.
I ricordi di infanzia e d'adolescenza emergono nitidi dalle pagine di quella che appare a tutti gli effetti un'autobiografia decisamente poco convenzionale.
Perché Sepulveda non parla solo di se stesso e dello sviluppo della sua personalità, ma racconta la storia di un Cile martoriato dalla dittatura, quella di lavoratori sfruttati e di un ambiente distrutto, di letterati, poeti, scrittori e pensatori costretti a lasciare il loro Paese perché sgraditi al regime.
E la sua storia, di come la peggiore ferita infertagli dalla vita l'abbia portato a viaggiare e conoscere amici come José Saramago e Tonino Guerra.
Senza alcun rimpianto per le scelte compiute.

Luis Sepúlveda, Ingredienti per una vita di formidabili passioni, Guanda, 194 pagine, 14,90 euro.

8 Giugno Giu 2013 0816 08 giugno 2013
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