Mein Kampf 130124180225
IL CASO
20 Giugno Giu 2013 0600 20 giugno 2013

Mein Kampf, il libro di Hitler diventato un bestseller in tutto il mondo

Un successo dalla Corea alla Turchia.

  • ...
Una copia del Mein Kampf di Adolf Hitler.

Il fascino del libro proibito per eccellenza, il Mein Kampf di Adolf Hitler, non conosce confini.
Si sussurra che la famiglia Kim, la stirpe di spietati dittatori nordcoreani, lo abbia inserito nella sezione d'onore della propria biblioteca. E, secondo New focus international, sito gestito da disertori di Pyongyang, il giovane rampollo della dinastia Kim Jong-un avrebbe regalato il manifesto di Hitler agli alti funzionari della dittatura.
Un'anonima fonte nordcoreana ha rivelato (l'agenzia di informazione di Stato Kcna ha però smentito) che il giovane autocrate asiatico abbia addirittura osannato la capacità dei nazisti di risollevare le sorti economiche della Germania dopo il collasso della Prima Guerra mondiale, chiedendo ai suoi di trarne ispirazione.
IL SUCCESSO NEL MONDO. I cittadini fuggiti a Seul raccontano che Kim Jong-un abbia imposto di studiare attentamente i modelli del Terzo Reich per cambiare le sorti della Corea del Nord, straziata da crisi finanziarie e alimentari ricorrenti.
Ma i lettori del testamento nazista non si concentrano solo intorno al 38esimo parallelo.
In Germania il divieto di stampa cade nel 2015 e già si pensa a come prepararsi alla svolta. Ma la pubblicazione del Mein Kampf va alla grande in Asia e nel mondo arabo, dove è quasi un libro come tanti altri.

Dal 2008 ne sono state vendute 70 milioni di copie, il boom in Turchia

Il Mein Kampf d'altra parte è comodamente acquistabile a 14 dollari su Amazon, con l'eccezione del sito in tedesco da cui è stato cancellato dopo le proteste del centro Simon Wiesenthal (l'ente che dà la caccia ai criminali nazisti) e del governo della Baviera che ne detiene formalmente i diritti.
ANCHE IN VERSIONE LOW COST. Secondo l'associazione Hateprevention.org dal 2008 sono state vendute circa 70 milioni di copie del volume in tutto il mondo.
Il caso più clamoroso è quello della Turchia. Nell'ex impero Ottomano la prima traduzione risale addirittura al 1939, a opera del giornalista Huseyn Yalcin. Da allora La mia battaglia - questa la traduzione del titolo pubblicato nel 1925 - è sempre stato smerciato da librerie, bancarelle e negozi dell'usato, anche in una versione super economica da circa 3,5 euro. L'ultima edizione pubblicata dall'editore Bilge Karinka publishing è andata letteralmente a ruba, vendendo 100 mila copie in soli tre mesi, da gennaio a marzo 2005.
NAZIONALISMO CONDIVISO. Gli analisti si dividono sulle cause del successo: alcuni accusano la guerra in Iraq di aver avuto un effetto radicalizzante sui giovani turchi. Altri semplicemente collegano il successo alla forte tradizione nazionalista anatolica.
«Le idee nazionali hanno forza di vita e ricchezza d'avvenire. Tengono nelle proprie mani i loro destini. Non di rado le loro forze, creatrici di comunità, sono valori di portata internazionale, aventi per la convivenza dei popoli effetti più benefici che gli 'immortali principi' del liberalismo, i quali intorbidano e avvelenano i rapporti fra le nazioni», spiegava Hitler nell'edizione del 1934 del libro, che il regime regalava in dono ai giovani sposi.
LA PARTE EDITA POSTUMA. La Germania ha però lamentato la violazione del proprio copyright e le rotative turche sono state bloccate. La casa editrice Nokta nel 2009 ha ovviato al divieto stampando il Mein Kampf due, la seconda parte del progetto che il dittatore tedesco scrisse, ma non pubblicò, per timore di rivelare troppi dettagli dei suoi piani militari.
Il volume si concentra sull'idea di un'Europa unita sotto la svastica e ne sviluppa la possibile politica estera. «Dovrebbero leggerlo tutti», ha dichiarato in merito l'editore Ahmet Seyrek.

La Virgin lo vendeva in Qatar, i giapponesi ne hanno fatto un fumetto

Il Mein Kampf a fumetto.

Nemmeno le aziende europee rinunciano però al business. A dicembre 2011 quando gli scaffali delle librerie di tutto il mondo venivano presi d'assalto per i regali di Natale, un turista americano scoprì il Mein Kampf tra i testi raccomandati del megastore Virgin di Doha, capitale del Qatar.
Subissata dalle polemiche, la società inglese di proprietà del multimiliardario Richard Branson ritirò il volume. Ma l'interesse del mondo arabo per le 700 pagine vergate da Hitler è stato confermato anche dall'ultima edizione del Salone internazionale del libro di Casablanca in Marocco.
Qui il Mein Kampf ha fatto bella mostra di sé tra gli stand degli editori, provocando la reazione del Centro Simone Wiesenthal che se la prese direttamente con il governo marocchino.
E se non è raro trovare il volume in Palestina, negli Stati Uniti ne vengono acquistate migliaia di copie l'anno: nel 2009 ben 26 mila (dati Hateprevention.org).
IN INDIA 10 MILE COPIE L'ANNO. In India il maggiore distributore Jaico stima una vendita di 100 mila copie negli ultimi 10 anni, soprattutto tra i più istruiti. Le librerie in media ne hanno una cinquantina di copie l'una, tradotte anche nei dialetti locali.
Nel 2009 l'East press giapponese lo ha trasformato persino in fumetto: il Kosuke Maruo (così il titolo nipponico) è uscito nella collana manga de douka, apprendere con i manga, la stessa in cui hanno trovato spazio anche Il capitale di Karl Marx e Il principe di Niccolò Machiavelli.
L'iniziativa è stata bollata come impensabile dall'ambasciatore israeliano a Tokyo, Nissim Ben-Shitrit. Ma alla fine si è arrivati a un accordo. La casa editrice ha accettato di pubblicare tre manga illustrati sulle storie della Bibbia. «Ora i giovani giapponesi conosceranno anche degli eroi», ha dichiarato soddisfatto il diplomatico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso