Something Good Barbareschi 130701172628

Luca Barbareschi, un ritorno milionario

Something Good foraggiato dai Rai Cinema e Mibac.

  • ...
Luca Barbareschi in Something Good.

Una cosa è certa, al di là di sospetti e malignità ricorrenti: Luca Barbareschi, classe 1956, nato a Montevideo, attore, regista e produttore, titolare della Casanova Multimedia, è uomo di spettacolo che sa muoversi con abilità nelle paludi della politica.
Fumantino di carattere, a volte manesco, come sa bene Filippo Roma delle Iene, porta a casa 23 mila euro lordi al mese per il ruolo (svolto a singhiozzo) di parlamentare. È impavido, non teme i fischi, come quelli che lo travolsero il 28 ottobre 2010, quando, nella duplice veste di artista e politico di centrodestra, raggiunse gli oltre 2 mila manifestanti che avevano occupato il tappeto rosso del Festival di Roma contro i tagli al Fus (Fondo unico dello spettacolo) rivendicando di «aver condotto una battaglia personale per il reintegro dei fondi, facendomi dare del rompicoglioni da Berlusconi e Tremonti».
IL FEELING BARBARESCHI-LEI. Proprio Berlusconi, secondo il Fatto Quotidiano, avrebbe chiuso un occhio, pur di assicurarsi il voto dell’allora deputato finiano nelle settimane successive alla cruciale fiducia del 14 dicembre 2010. Così il Cavaliere si sarebbe lamentato nel maggio 2011, durante un cena con Umberto Bossi: «Non sai quanto mi fanno penare questi qui, richieste su richieste, anche impossibili. Ti faccio un esempio: Luca Barbareschi mi è costato tre fiction».
Fiction mandate in onda su reti Rai. Difficile risalire alla verità, forse Berlusconi si allargò un po’ col numero; ma è un dato di fatto che la Casanova Multimedia intrattenesse un rapporto privilegiato con i vertici di Viale Mazzini, specie all’epoca della gestione Lorenza Lei, alla quale andarono i complimenti pubblici dello stesso Barbareschi in un’intervista.
UN FIUME DI SERIE. Nel 2012 sono andate in onda la serie Nero Wolfe con Francesco Pannofino, le miniserie Walter Chiari. Fino all’ultima risata, Il sogno del maratoneta e L’Olimpiade nascosta, rispettivamente con Alessio Boni, Luigi Lo Cascio e Cristiana Capotondi.
Nei primi mesi del 2013 è toccato a Tutta la musica del cuore. Ma non è tutto. Luca Zingaretti ha finito di girare la miniserie Adriano Olivetti. La forza di un sogno, di Michele Soavi, sul geniale inventore della macchina da scrivere Lettera 22, l’industriale di Ivrea definito «un protagonista del capitalismo sociale».

Barbareschi torna alle origini

Marco Müller.

E intanto Barbareschi è tornato al primo amore, anzi al secondo dopo il teatro di David Mamet: il cinema. Come regista, attore, sceneggiatore e produttore, sempre con Casanova Multimedia, di Something Good. Film girato in inglese, perlopiù a Hong Kong, liberamente tratto dal romanzo di Massimo Carlotto e Francesco Abate Mi fido di te (Einaudi 2007). Il primo trailer è stato presentato il 28 giugno all’auditorium dell’Ara Pacis di Roma, al cospetto dell’amministratore delegato di Rai Cinema, Paolo Del Brocco.
Thriller-poliziesco sul tema della contraffazione alimentare, è interpretato dallo stesso regista e dalla cinese Zhang Jingchu. Già mostrato a un critico di fiducia come Gian Luigi Rondi e dato in uscita a novembre 2013 in coincidenza con il Festival del cinema di Roma (il direttore Marco Müller l’avrebbe già preso), Something Good sfodera le stigmate della produzione internazionale e certamente veicola una buona causa.
RAI, UN INVESTIMENTO DA 2,4 MILIONI. Rai Cinema ha investito sul film 2 milioni e 450 mila euro, tra acquisto quota diritti televisivi e per altre piattaforme, minimo garantito e anticipo spese di distribuzione. Non solo: altri 500 mila euro di contributo vengono dal ministero ai Beni culturali (Mibac), alla voce Direzione cinema.
La delibera della commissione ministeriale porta la data del 2 agosto 2011: in quell’occasione, appena 13 giorni dopo l’audizione di Barbareschi al Mibac, i commissari decisero di elargire la cifra, a fronte di un punteggio totale di 68. Per dare qualche termine di paragone: con un punteggio di 74 Morta di soap di Antonietta De Lillo ricevette 250 mila euro e con 70 Diaz di Daniele Vicari 400 mila.
3 MILIONI DI SOLDI PUBBLICI. Nel 2011 il film, ancora intitolato Mi fido di te, sarebbe dovuto costare, secondo il preventivo di Casanova Multimedia, 6 milioni e 384 mila euro, poi scesi dopo la revisione del budget a 5 milioni e 100 mila. Di questi, ben 3, tra Rai Cinema e Mibac, provenienti dalle casse dello Stato.

1 Luglio Lug 2013 1448 01 luglio 2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso