Casto Immanuel Facebook 130719200001
INTERVISTA
21 Luglio Lug 2013 0900 21 luglio 2013

Immanuel Casto, voce del porn groove italiano

Il cantante bergamasco si racconta. E dice: «Siamo dominati dall'ipocrisia».

  • ...

La musica ha trovato il suo Casto divo. Nome d'arte, e non poteva essere altrimenti, Immanuel Casto. Al secolo Manuel Cuni, biondo e aitante 30enne bergamasco.
Per i suoi fan è lui l’indiscusso principe del porn groove, genere musicale che abbina la musica elettronica a testi dal contenuto sessuale esplicito. I titoli delle hit parlano da soli. Per intenderci, l’ultimo singolo si chiama Tropicanal. Ma è stato preceduto da successi come Escort 35, 50 bocca/ 100 amore e Io la do.
FENOMENO DELLA RETE. Dalla prostituzione al sesso orale, nulla viene risparmiato dal suo stile dissacrante. Testi spinti, sì. Ma senza mai cadere nella volgarità. Tanto che Casto è diventato, in una decina d'anni, una vera e propria leggenda del web: l’ultimo video ha raggiunto le 200 mila visualizzazioni. E in Rete esistono siti che analizzano le sua metrica delle canzoni quasi fosse Dante o Boccaccio.
«L'OBIETTIVO? DIVERTIRE». «Non mi atteggio a difensore culturale», ha detto Casto a Lettera43.it. «Voglio soprattutto divertire».
Eppure oltre al fisico prestante e muscoloso, l’artista ha anche un cervello pensante. Infatti Casto è membro del Mensa, l’associazione che riunisce le persone con un quoziente intellettivo alto. Sicché la domanda ci è o ci fa ha già trovato una risposta.

DOMANDA. Cos’è esattamente il porn groove?
RISPOSTA.
Il termine è stato coniato negli Anni 60 per le colonne sonore dei film porno. Adesso indentifica testi dai contenuti sessuali espliciti.
D. Come i suoi.
R.
Esatto. È una definizione che mi piace, rispecchia bene quello che faccio.
D. Sarebbe a dire?
R.
Le mie canzoni affrontano tutti gli argomenti sessuali senza tabù.
D. Per citare alcuni suoi testi: «Notti ricoperte di sogni a gambe aperte, euforie perenni tra coca e minorenni»; oppure: «Quanto è gaia la papaya che sentiamo dentro al cuor». Quanto le piace provocare?
R.
Parto sempre dall’osservazione della realtà. E affronto anche il sesso. Ma il mio unico obiettivo è divertire.
D. Le sue canzoni suonano anche come un manifesto di liberazione sessuale...
R.
Purtroppo no, al contrario dimostrano la dominazione del moralismo conformista.
D. Ne è sicuro?
R. Non mi atteggio a paladino culturale perché non credo di dover dare lezioni a nessuno. Quello che mi sembra evidente è l’imbarbarimento generale della società a fronte di un crescente perbenismo.
D. Un esempio?
R.
Negli Anni 70 e 80 ci sono stati degli artisti come Renato Zero e Donatella Rettore che hanno fatto scelte non convenzionali pur avendo un’immagine mainstream. Adesso l’esposizione mediatica è riservata a prodotti adatti alle famiglie. Quanta ipocrisia!
D. E il porn groove è penalizzato.
R.
Certo. Alcune delle mie canzoni non vengono trasmesse alla radio o in televisione. Ma non mi sento vittima di censura.
D. Davvero?
R.
Sì, capita che anche cantanti più tradizionali di me siano penalizzati perché non hanno gli agganci giusti. Almeno i miei singoli hanno un appeal virale molto forte in Rete e posso contare su una base di fan fidelizzata.
D. In internet si trova perfino l’analisi metrica dei suoi pezzi. Casto come Dante?
R.
Alla base del mio lavoro c’è il divertimento. Qualcuno ha poi voluto dargli un piglio intellettuale. A me piace soprattutto il contrasto tra le espressioni forti dei miei testi e l'immagine ricercata dei video. Ogni mio evento è studiato nei dettagli per essere… figo. Non trovo un’altra parola per descriverlo.
D. Il suo genere però la tiene lontano dal grande pubblico.
R.
Sicuramente sì, però ne sono consapevole.
D. E le ha portato anche qualche grana, come un’interrogazione parlamentare.
R.
Quello perché ho lanciato un gioco di carte satirico sulle escort di cui ora esce la seconda serie, Bordello d’Oriente.
D. Non riesce proprio a non provocare, vero?
R.
Ma non c’è nulla di illegale! È un gioco che al massimo può essere immorale agli occhi di qualcuno.
D. Intanto hanno tentato di bloccarla.
R.
Sì, ma non ci sono riusciti. Evidentemente l’esposizione cruda della prostituzione dava fastidio a qualche parlamentare. Hanno fatto come i contadini coi forconi che si avventano sul presunto mostro.
D. E lei si sente più mostro depravato o principe illuminato?
R.
Senza dubbio sono il principe depravato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso