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SVOLTA
8 Ottobre Ott 2013 0630 08 ottobre 2013

Germania, la Chiesa apre ai divorziati

Friburgo: «Sì ai sacramenti».

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Robert Zollitsch, capo della Conferenza episcopale tedesca.

Per ora sono solo parole, intenzioni. Ma il messaggio lanciato dall'arcidiocesi di Friburgo, la seconda in Germania per importanza, ha un sapore nuovo, di cambiamento.
Robert Zollitsch, amministratore della diocesi e presidente della Conferenza episcopale tedesca, ha infatti inviato una circolare a tutti i presuli della città, invitandoli a riammettere ai sacramenti i cattolici divorziati e risposati.
UNA PORTA APERTA. «Vogliamo aprire una porta a chi ha alle spalle un matrimonio fallito, ha ricominciato un'altra vita sentimentale e vuole restare parte della comunità dei fedeli», ha detto allo Spiegel online il decano Andreas Moehrle, responsabile della cura delle anime per l'arcidiocesi di Friburgo. «Da un lato dobbiamo prendere atto che queste persone si sentono escluse dalla Chiesa, e ne soffrono profondamente, dall'altro dobbiamo tenere conto della dottrina e del diritto canonico».
MESSAGGIO CONTROCORRENTE. L'arcidiocesi di Friburgo non è nuova a uscite controcorrente sul tema. A fine settembre, in occasione dell'ultima riunione della Conferenza episcopale tedesca, era stato proprio Zollitsch a far discutere: i divorziati risposati, aveva detto, «appartengono alla Chiesa, per cui dobbiamo trovare soluzioni per loro nel più vasto ambito ecclesiastico».
Da secoli, la Chiesa cattolica apostolica romana considera i divorziati risposati persone che vivono nel peccato. E ne vieta la riammissione ai sacramenti, come la comunione, la confessione, il battesimo, la cresima e l'estrema unzione.
«INIZIATIVA AUTONOMA». La circolare di Friburgo, che punta ad avere carattere simbolico per tutto il Paese, non è stata accolta con favore dalle alte sfere del Vaticano. «Il documento non ha autorevolezza», ha tuonato padre Ciro Benedettini, numero due della sala stampa vaticana. «Non ci risulta, infatti, sia stato avallato dall’amministratore apostolico della diocesi, nonché capo della conferenza episcopale Robert Zollitsch. È un’iniziativa autonoma di un ufficio interno della diocesi». Chissà cosa ne penserà papa Francesco.

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