Doctor Sleep, Stephen King riparte da Danny Torrance

Libri: arriva l'atteso sequel di Shining.

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Una raccolta di poesie di Hans Sahl. Il ritorno in libreria di Joseph Ratzinger e quello di Stephen King, che dopo 37 anni riparte da Shining con una storia che fa meno paura ma non deluderà gli appassionati del genere.
Le donne ribelli della Bibbia, che hanno alzato la testa contro le leggi di Dio e quelle dell’uomo, fino al viaggio satirico di Michele Masneri, che racconta i (tanti) vizi di una certa Italietta contemporanea. E ancora, un romanzo di formazione che spiega l’Olocausto, e un manuale per disintossicarsi dagli eccessi della vita 2.0. I consigli di Lettera43.it per il fine settimana del 25 e 26 gennaio.

Estraneità e appartenenza negata come fonti di linguaggio

Che senso ha la parola poetica «dove i mondi crollano e s’annientano popolazioni»? Non è «azzardato», «mettere in canto l’orrore»? «Strappare a ciò che non ha rima qualcosa di rimato»? «Come si fa a scandire in sillabe la danza della morte a cuor sereno»? Se lo chiede Hans Sahl nel suo Mi rifiuto di scrivere un necrologio per l’uomo, in libreria dal 29 gennaio. Sahl, nato a Dresda nel 1902 da una famiglia ebraica, è uno dei massimi esponenti della letteratura tedesca d’esilio, fiorita negli anni più bui della storia d’Europa.
Lasciata la Germania nel 1933, ripara prima a Zurigo e poi a Parigi. Internato in un campo di concentramento, riesce a fuggire a New York, per rientrare definitivamente in patria solo nel 1989. Cinquantasei anni di esilio durante i quali sigla «un patto con l’estraneità». Un sentire che solo apparentemente ha a che fare con lo spazio fisico e la contingenza storica, e che diventa condizione umana, senza la quale gli sarebbe stato impossibile vivere. In Sahl l’estraneità è l’anima stessa del linguaggio che si fa parola, l’appartenenza negata che diventa ritmo. Impossibile non pensare alla lontananza di matrice leopardiana, così come all’albatros «exilé sur le sol», di Baudelaire. Del resto la parola, e quella poetica in particolare, è spesso fatta di ritorni.
Hans Sahl, Mi rifiuto di scrivere un necrologio per l’uomo. Traduzione di Nadia Centorbi. Del Vecchio Editore, 272 pagine, 14,80 euro

Il posto di Dio nella società moderna

A quasi un anno dalle dimissioni che hanno sconvolto il mondo cattolico, Joseph Ratzinger torna a far parlare di sé con Il posto di Dio nel mondo. Potere, politica, legge, summa teologica che si propone come un vero e proprio manuale d’uso rivolto a chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica.
Il volume, diviso in tre sezioni tematiche, affronta argomenti da sempre molto cari a Benedetto XVI: il rapporto tra potere politico e leggi universali della Creazione, il legame tra ragione pubblica e fede cristiana, e i diritti di popoli e persone in nome dell’appartenenza ad un’unica famiglia umana.
Ne emerge un messaggio attualissimo, che auspica una società solidale, che sogna una legislazione ispirata ai principi fondanti la dignità umana, e che invita a riscoprire il rapporto tra verità e libertà in ambito politico. Curato da Stefano Fontana, il volume è arricchito da una prefazione di Paul Ryan, membro del Congresso degli Stati Uniti e da un commento di Monsignor Giampaolo Crepaldi.
Joseph Ratzinger, Il posto di Dio nel mondo. Potere, politica, legge, Cantagalli, 264 pagine, 14 euro

Danny, il nuovo eroe di Shining

A 37 anni dal successo di Shining arriva in Italia Doctor Sleep, ultima fatica di Stephen King e atteso sequel del best seller del 1977.
Il protagonista di allora era lo scrittore Jack Torrance, stabilitosi con la moglie Wendy e il figlio Danny all’Hoverlock Hotel, teatro di inquietanti fenomeni. È proprio Danny, ormai cresciuto, il Doctor Sleep del titolo. Tormentato dallo shining, la lucentezza, che lo attanaglia con incubi e visioni, ha ereditato dal padre il vizio dell’alcol.
Dopo essersi rassegnato a una vita vagabonda, sembra trovare una sua serenità nel New Hampshire, dove lavora in un ospizio. Fino all’incontro con Abra Stone, ragazzina con il suo stesso potere minacciata dai Knot, che si nutrono proprio dello shining, uccidendo chi lo possiede. Questa volta però il male non arriva solo dall’esterno.
Un libro che fa meno paura del celebre predecessore e che punta l’attenzione anche su temi di forte impatto sociale come quello dell’alcolismo, ma che di certo non deluderà gli appassionati del genere.
Stephen King, Doctor Sleep, Sperling&Kupfer, 528 pagine, 19,90 euro

Pink power biblico

Eva, Sara, Rebecca, Rachele, Rut, e poi Maria, la Maddalena, la Samaritana, solo per citare le più famose.
Sono le donne dell’Antico e del Nuovo Testamento.
Fondatrici di stirpi, profetesse, pagane e peccatrici redente, ma anche donne qualunque che si trovano loro malgrado a svolgere un ruolo cruciale nella storia della loro comunità e della loro religione, diventando protagoniste assolute del proprio destino.
Si ribellano a Dio, alle leggi degli uomini, rivendicano la propria forza e il proprio ruolo in una società tutta al maschile.
Con Le ribelli di Dio, donne e Bibbia tra mito e storia, Adriana Valerio regala un punto di vista insolito con una lettura di genere delle vicende di alcune figure femminili della Bibbia, dimostrando come il testo possa essere letto anche scardinando le tradizionali categorie patriarcali.
Adriana Valerio, Le ribelli di Dio, Donne e Bibbia tra mito e storia, Feltrinelli, 176 pagine, 19 euro

Il riso amaro dell’Italia di oggi

Non lasciatevi ingannare dal titolo.
L’Addio, Monti del libro d’esordio di Michele Masneri non ha nulla a che fare con la disperazione della Lucia manzoniana in fuga da «quel ramo del lago di Como», né tantomeno con oscuri risvolti politici.
Siamo a Roma, nel quartiere Monti, dove Pasolini cercava gli attori per Accattone e Totò e Peppino falsificavano le banconote da diecimila nella Banda degli Onesti.
Finiti quei tempi d’oro, alla Sma dell’Amba Aradam, nel delirio di una domenica pomeriggio, tra «strepiti e urla middle class» e «sguardi inferociti di odio» a causa di una fila infinita, si incontrano lei (Gloria), e lui, un anonimo io narrante.
Mentre Gloria racconta la fine della storia d’amore con Federico e introduce i colpevoli, Camilla e Roberto, una donna poco brillante, e un immobiliarista radical chic che si è arricchito gonfiando le quotazioni degli appartamenti di periferia, l’amico, ghost writer ma escort di vocazione, svela i retroscena sul suo lavoro e sulla varia umanità con cui ha a che fare ogni giorno. Un viaggio (satirico) nell’Italia di oggi, che sotto la patina del buon gusto nasconde gli altarini di cui andare poco fieri. E che strizza l’occhio alla Grande Bellezza.
Michele Masneri, Addio, Monti, Minumum Fax, 167 pagine, 14 euro

L’Olocausto raccontato in una favola

Adam è un bambino estroverso e ottimista, ama la natura e possiede un’innata saggezza, ereditata dal padre falegname.
Thomas è invece più riflessivo e straordinariamente maturo per i suoi nove anni, anche se a volte più impacciato verso la vita. Non potrebbero essere più diversi questi due compagni di scuola destinati a incontrarsi davvero per la prima volta nel bosco dove le rispettive madri li hanno abbandonati per sottrarli alla deportazione degli abitanti del ghetto.
Da una parte la promessa di tornare a riprenderli e la consolazione che «il tempo passerà in fretta», in un “dopo” che si carica di attese e drammaticità, dall’altra l’obbligo di crescere insieme facendosi forza l’uno con l’altro, senza avere paura, per affrontare il freddo dell’inverno e la fame, ma soprattutto, il terrore della guerra e della solitudine.
Fino all’incontro con una bambina particolare, che non sembra appartenere a questo mondo. A metà tra la favola e il romanzo di formazione, Aharon Appelfeld ne Una bambina di un altro mondo, racconta una storia semplice ma di forte impatto emotivo, che non riesce a lasciare indifferenti. Da leggere insieme ai più piccoli per spiegare la Shoah.
Aharon Appelfeld, Una bambina di un altro mondo, 160 pagine, 13,50, Guanda

Sconnettersi per essere più felici

Perdita di concentrazione, impoverimento delle relazioni interpersonali, aumento del livello di ansia e stress.
Sono solo alcune delle conseguenze dell’iperconnettività, che ci vuole sempre reperibili e veloci in un mondo che si professa social, ma in fondo, paradossalmente solitario.
Basti pensare che la società 2.0 ha sviluppato anche le sue malattie. Come l’insonnia dovuta al continuo illuminarsi dei display, che blocca la produzione di melatonina, e la sindrome dello squillo fantasma, o ringxiety, che dà l’illusione di aver sentito squillare il cellulare quando in realtà non c’è nessuna chiamata in arrivo.
Cautelarsi però è possibile. Frances Booth, con il suo Felicemente #sconnessi propone un manuale di digital detox, per sfruttare tutti i vantaggi delle moderne tecnologie senza rimanerne succubi.
Frances Booth, Felicemente #sconnessi, De Agostini, 224 pagine, 12,90 euro

25 Gennaio Gen 2014 0856 25 gennaio 2014
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