Upwelling Invito Milano 03
Cultura e Spettacolo
25 Novembre Nov 2016 1354 25 novembre 2016

Upwelling, Messina e i suoi tentativi di rinascita in concorso al FilmMakerFest

Il film di Pietro Pasquetti e Silvia Jop è la poesia di una città ridotta in frantumi da uno dei terremoti più devastanti del XX secolo. E di come i suoi abitanti non si siano mai arresi alla catastrofe. Sperimentando una costante, rischiosa e imprevedibile risalita dagli abissi.

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Nello Stretto di Messina il fenomeno dell'upwelling riporta in superficie le acque profonde e i rari esseri viventi - altrimenti invisibili - che le popolano. Il film di Pietro Pasquetti e Silvia Jop, unico lungometraggio italiano in concorso all'edizione 2016 del Festival internazionale di cinema FilmMaker, lo ha trasformato nella metafora chiave per raccontare i molteplici, frantumati e frantumanti, tentativi di rinascere della città. Completamente rasa al suolo dal terremoto del 1908 e da allora in perpetuo movimento, sospesa come un enigma tra catastrofe e risalita.

DUE ANNI DI RICERCA. Il film - Upwelling, la risalita delle acque profonde - sarà presentato allo Spazio Oberdan di Milano sabato 26 novembre alle ore 21. Pasquetti e Jop hanno vissuto a Messina per due anni, entrando in sintonia con gli abitanti che poi sarebbero diventati i protagonisti della loro poesia per immagini. Sullo schermo una lunga figura nera si muove tra le rovine di una città scomparsa. Un uomo studia il russo, la sua casa è piena di scatole mai aperte. Un altro uomo parla con il padre, lo ama rinnegandolo. Una ragazza misteriosa guida una rivolta. Il Sindaco buddista prega nella sua stanza. Un cavallo bianco galoppa tra le case abbandonate. Una banda suona al cimitero. Un’altra persona sta nascendo. E le navi da crociera si stagliano nel cielo come enormi e inquietanti presagi.

TORNA ALLA LUCE UN UNIVERSO VIVO E INASPETTATO. «Ogni cosa c’è sembrata un’infinità di cose», raccontano gli autori nelle note di regia, «ogni cosa c’è apparsa intimamente connessa, tutti questi elementi distinti sono entrati a far parte di una moltitudine tanto vasta quanto contenuta dalla necessità di realizzare un resoconto di viaggio su una città particolare». Tra i «frammenti di una città ricostruita sopra alle macerie di un disastro», si legge nella sinossi del film, «nell’eco di una catastrofe che non si è mai del tutto consumata», Upwelling «porta gli abissi in superficie. In un’apparizione continua di personaggi, che si muovono come satelliti di un universo vivo e inaspettato».


PIETRO PASQUETTI
Nel 2006 ha conseguito il diploma di Regia del documentario presso l’accademia del cinema e della televisione di Roma a Cinecittà. Frequenta il Master in Film-maker “Il documentario come sguardo” a Venezia. Firma la suo opera prima con il documentario Roma Residence, in concorso al Torino Film Festival nel 2007 e numerosi altri festival. Lavora alla realizzazione di documenti audiovisivi di attualità per fondazioni cinematografiche. La sua seconda opera, Il Vangelo secondo Maria, è un documentario su una famiglia Rom aristocratica divenuta sedentaria ed evangelista. Presentato al Torino Film Festival nel 2009 ha ottenuto la qualifica di film d’essai da parte del Ministero dei Beni Culturali. Nell’ultimo periodo si è dedicato alla realizzazione di un road movie sull’atto di creazione nel mondo dei maestri della ceramica, adesso in fase di montaggio.


SILVIA JOP
Laureata in Antropologia Culturale ed Etnologia all’Università di Siena con una tesi in Etnologia Europea sul diritto d’Asilo in Italia. Coordinatrice redazionale della rivista: lavoroculturale.org. Ideatrice e curatrice di Com’è bella l’imprudenza: un testo dedicato alle autobiografie brevi dei teatri occupati in Italia e del progetto #imprudenze2013: ricerca itinerante condotta all’interno dei teatri occupati lungo tutta la penisola nel corso della primavera 2013. Oggi social media manager presso la Fondazione lettera27 e coinvolta nella realizzazione del progetto Cosa Pensano Le Ragazze, una produzione Dora Maar, in collaborazione con Repubblica.it.

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