Sanremo 6
Sanremo 2017
Sanremo

Sanremo 2017, i voti alla seconda serata

Promossi Masini e Gabbani, tutto il resto è noia. Conti non si schioda dalla conduzione 'formato Rai'. La De Filippi si scioglie ma non giustifica ancora la sua presenza.

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Mettila come vuoi ma questa fiera della stanchezza non è uno spettacolo da uno schermo su due puntato dritto sul Festival. Mettila come vuoi ma nostra Maria del Sorriso è una conduttrice, non una presentatrice, e in tempi diversi nessuno l'avrebbe mai messa dove sta: glielo avrebbero impedito la voce, la postura, l'incomunicabilità e parecchie altre cose (tra cui il ruolo concorrenziale). Se poi basta essere potenti per legittimare un abuso di presenza, allora prendiamone atto. Mettila come vuoi ma Carlo Conti è un algoritmo che non vale tanto oro quanto pesa (con Totti spreca un'occasione da gol, rischiando il sopore, ed è proprio il Pupone a salvare la situazione). Mettila come vuoi ma il 'comicoracolo' Crozza ironizza sulle larghe intese anche sta per partire con uno show sul canale Nove mentre la Rai lo paga e lui se ne vanta. Mettila come vuoi, ma gli incatenati sono quasi un italiano cinque, migranti compresi, cioè tutti quelli che hanno uno schermo e guardano perché gli altri canali sono praticamente morti e finisce che i guardatori compulsivi guardano l'unica cosa che c'è.

Francesco Totti sul palco dell'Ariston tra Carlo Conti e Maria De Filippi

Il pacchetto confezionato lascia modo al direttore generale Rai, Campo Dall'Orto, di regalare una post-verità in cui si legge di "proposta musicale di livello e con la giusta attenzione ai temi sociali, in linea con la mission del servizio pubblico". E ti sta dicendo che puoi metterla come ti pare ma sempre la devi mettere come vuole il Festival, perché lui e lui e voi non siete un... Serata moscia, comunque, da plaid sulle ginocchia e gatti che sbadigliano. Sanremo è una casa, sì: ma di riposo.

I big in gara

Bianca Atzei - Kekko dei Modà colpisce ancora: sui maroni, però. Era più moderna Orietta Berti. E che la bella Bianca sia una big, dovrebbe spiegarcelo qualcuno: Max Biaggi, o magari RTL. 5

Marco Masini - Sempre più simile all'ex priore di Bose, Enzo Bianchi, è uno che da qualche anno sta ripartendo. Si racconta su scie d'elettronica e di archi, e sembra tra le cose più vere qui. 6+

Nesli e Alice Paba - Il "rapper" dal sapor di cereali e la stellina di "The Voice" dal sapor di niente cantano una canzone che non sa di niente. 5-

Sergio Sylvestre - Curioso caso di conduttrice di Amici che al Festival presenta vincitore di Amici: ma nessuno dice niente? Big Boy è simpatico, ma siamo ai fondi di magazzino (di Giorgia). 5

Gigi d'Alessio - Mamma mia Gigi, che botta di vecchiaia. Sì, la canzone, pure. 5-

Michele Bravi - Ricordi Alessandro Canino: "Brutta, ti guardi e ti vedi brutta", Sanremo 1992? Dunque, ha un figlio: una goccia d'acqua! Però irritante oltre ogni dire. 5-

Paola Turci - Un'altra della leva degli anni '80 che non ha più il successo di un tempo ma è troppo giovane per mollare. Rinnovarsi però è complicato: rifà Nek, ma a 52 anni i coretti talent no, dai. 5+

Francesco Gabbani - L'anno scorso se l'era giocata bene ma era una novità. Passato ai big, conferma facilità di testo, ma la formula è ripetente. Un Antoine del Duemila, con meno follia. 6+

Michele Zarrillo - Pensa: 40 anni fa scrisse "Sesso o Esse" (uscita l'anno dopo) per Renato Zero. 12 Festival e una carriera dopo, lotta per restare. Che fatica, però. 5+

Chiara - "Nessun posto è casa mia", canta: sarà per quello che sta sempre a Sanremo. Così giovane, e già così suppellettile. Che due palle però: manco Mauro Pagani può cavar niente da 'sto strazio. 5-

Rage e Giulia Luzi - Io fossi un pubblico ministero aprirei un fascicolo: ma chi è che li ha messi nei "big"? Dice: ma magari sono bravi, sentili prima. Ma sì, "Togliamoci la voglia": 5-

Le nuove proposte

Marianne Mirage - "Ci siamo dati un bacio al ritmo del successo del momento". Ecco, queste sono le canzoni che fanno male. Sia dannato Bianconi (e Kaballà) e chi dice che è un autore. Non va. 5-

Francesco Guasti - Barba hipster, frequentazioni indie, specie la scena fiorentina, è un pupillo di Piero Pelù; e poi se n'esce con questa robina ipersanremese? Difatti passa. 5-

Braschi - Un passaggio a Musicultura, per il suo ep ha coinvolto addirittura gli alternativi Calexico. Questo è uno che osa un po' di più, ha il coraggio di una visione. Ovviamente lo segano. 6+

Leonardo Lamacchia - Curriculum pari a zero, ma che importa? Ha aspirazioni autoriali, si sente che prescinde dal formato talent ed è un merito, ma "Ciò che resta" non... resta; e pur continua. 5/6

Gli ospiti canori

Robbie Williams - Pare più vecchio dei suoi 44 anni, pare Morrissey che fa canzoncine light. Il suo essere popstar si conferma nel modo sbrigativo ed efficiente con cui evade la pratica sanremese. 6-

Giorgia - Nel brano che presenta, "Vanità", sta tutta la distanza da brani efficaci come "E poi" e "Come saprei". E di colpo ti accorgi che gli anni sono passati anche per lei. Brava, dal vivo. 6+

Biffy Clyro - E vabbè. "Biffy Clyro", come nome, non significa niente. La musica, invece... 5

I conduttori

Carlo Conti - Non si schioda, cascasse il mondo, da quella conduzione senza infamia e senza lode che tanto piace alla Rai, perché non rischia niente. Ma non esistono solo le logiche della Rai. 5 1/2

Maria de Filippi - Accoglie Keanu Reeves come fosse Tina Cipollari: "Tutto a posto?". Un po' più a suo agio stasera, ma è perché l'intero Festival è costruito intorno a lei. 5+

Maurizio Crozza - "Sono facili queste battute", lo ammette pure lui. Facili e ruffianotte. La tirata su Carlo e Maria al governo, in sala stampa girava dalla mattina. Quanto costano i suoi 5 minuti? 5

9 Febbraio Feb 2017 0010 09 febbraio 2017
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