Sanremo 6
Sanremo 2017
De Filippi Conti Mika

Sanremo 2017, i voti alla terza serata

Il Festival giunge alla terza giornata senza onde anomale o fortunali. Ma nella serata delle cover spiccano Meta e Turci. Bravi e Bernabei i peggiori.

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La mattina del 9 febbraio, alla rituale conferenza stampa, s'è avuta conferma di una sensazione aleggiante: si aggira per il Festival un inquietante personaggio a due anime, CarloMaria e MariaCarlo. Ma intanto gli ascolti continuano ad andare bene. La terza serata è stata vista da 10 milioni 420 mila persone con uno share di 49,7% punti. Migliorando di due punti quello dello scorso anno.

UNO AFFETTUOSO, L'ALTRA GELIDA. Il primo è sornione, affettuoso, affidabile, e sempre molto, molto abbronzato (ma forse, al fondo, spietato); la seconda è gelida, spaventevole anche quando fa la dolce (cioè mai), e sempre molto, molto rauca. Il primo è presentatore emolliente, rilassante, antiurico e si diverte in astrusi meccanismi la seconda è apparentemente sua ancella, gioca in difesa, fa l'emozionata, l'inesperta, ma basta un saettare di lame di sguardo e già si fa strada il sospetto che sia lei la autentica nocchiera di questa traversata a mare d'olio, mai un'avaria, un fortunale, almeno un'onda anomala.

UN FESTIVAL CHE NON OSA. Benvenuti nel 1957: qui la cosa più sconvolgente è Keanu Reeves che sbaciucchia Maria. E poi i valori, i fanciullini dello Zecchino, l'ostetrica ultranovantenne, il cerchio della vita, che tenerezza, Dio, che tenerezza... (a proposito: proprio sicuri che far ridere tutto il teatro con una centocinquenne non più lucida che canta Il Mazzolin di fiori, sia così rispettoso?)

Ermal Meta sul palco di Sanremo.

Nuove proposte

Maldestro - Curriculum sociale che Saviano gli fa vento: legalità, giornalisti antimafia, don Ciotti e Primomaggio, sponsor giusti. Difatti è noioso come la sua rima festa/testa. Passa, meno male, se no era un festival colluso. 6

Tommaso Pini - Talentbanalità (X Factor) drappeggiata: sotto il circo, poco. Uno Scanu più truccato. Coretti o-o-ooh e ritornello computerizzato. Eh no, non si fa il furbetto così, cocco. 5

Valeria Farinacci - «Pronto, mami? Sono tanto emozionata, sono tutti così cari». L'autore è Anastasi, quello di Arisa, e non è esattamente il principe dell'eccentricità: le fa in format. Povera. 5

Lele - «L'orchestra per me è fondamentale»: la presunzione si guadagna, cos'hai fatto tu per meritarla? La millantesima controfigura di Mengoni? Eh, ma passa. 5-

Cover Big

Chiara - Più scolastica, no? Il problema è che ci si ostina: non basta centrare la tonalità, quello dovrebbe essere il punto d'arrivo. Non di partenza. "Diamante" senza sfaccettature. 5

Ermal Meta - Onore al coraggio: rifare Modugno, con una canzone così poi, deve far tremare i giovani. Ma il giovane ha una sua follia, e un suo talento: azzarda un falsetto da brivido. 8

Lodovica Comello - Anche lei ha un coraggio da incosciente: Le mille bolle blu poteva farla solo Mina, lei la riduce a un karaoke: e che altro può fare, porella? 6+

Al Bano - Si gioca la madre di tutti gli standard: che altro è Every breath you take se non la immortale Stand by me? C'è affetto (e preoccupazione) per lui, lo si sa molto affaticato. 6+

Fiorella Mannoia - Finalmente rieccola, la Mannoia più pura, incontaminata, quella con l'apostrofo: FiorellacantaFrancesco, chissà Giovanna Melandri, da casa, le ole. 6

Alessio Bernabei - «In qualche modo», dice Conti, «sente di possedere lo spirito rock di Bennato». Un giorno credi, poi ti risenti e possibilmente ti convinci: sei matto da manicomio. 4

Paola Turci - Erano 40 anni, racconta, che voleva farla: è diventata grande, e la fa da grande. Anzi, con la maturità dei 50 emoziona di più. Brava. 7

Gigi d'Alessio - Ridurre un classico come L'Immensità a neomelodica, non si può perdonare. 4

Francesco Gabbani - Houston, abbiamo un problema: il ragazzo si sta prendendo troppe confidenze, in Susanna celentaneggia ma ancor più gabbaneggia. E la cover è senz'anima. 5

Marco Masini - C'è l'affetto personale nella scelta di Signor Tenente, e si sente. Ma il rap marmoreo, tragico di Faletti, che cantante non era, gli resta irraggiungibile. 6

Michele Zarrillo - Curiosa scelta, Se tu non torni: ma al cuor non si comanda, alla nostalgia neppure. E va beh. 5/6

Elodie - Quando finisce un amore è tipico crescendo cocciantiano che non ammette mezze misure: o la esalti o la appiattisci. Intanto, non arricchisce: e così la svuota. 5+

Samuel - Caro ragazzo, se rifai i Moody Blues hai un sacco di possibilità: se hai palle e anima, però. Sentiti, per imparare qualcosa, la versione di Ivan Cattaneo... 4/5

Sylvestre - Nino Ferrer era uno di quegli agitati di talento che faceva di tutto per riempire ogni spiraglio di follia e alla fine si è sparato. Big Boy ha La pelle nera, ma è un pezzo di pane. 5

Fabrizio Moro - La leva calcistica della classe '68 si gioca tutta in sottrazione, il trucco è emozionare economizzando il più possibile. Lui fa il contrario, ci butta sopra troppa enfasi. 5

Michele Bravi - Va beh, abbiamo capito. Imbarazzante dal primo secondo all'ultimo. Non dite una parola. 2

Ospiti canori

Mika - A volte si sarebbe tentati di pensare che se Mika non fosse così carino, così educato, così multiculturale, così eccetera (oggi pareva arrivato Sinatra)... In George Michael si eclissa. 6-

Conduttori

Carlo Conti - Vale la stessa pagella di ieri, ieri l'altro, un anno fa, 10 anni fa, 50 anni fa, fra 50 anni. In medio stat Carolus. 5

Maria de Filippi - Vuoi vedere che, alla fine, Maria vince in trasferta facendo il minimo indispensabile? 5

Maurizio Crozza - Fa Crozza che fa papa Francesco. Un passaggo buono su Masini/Mazzini, una carognata un po' vile su (Maria e) Costanzo. Il resto è ovvietà da consiglio di classe. 5/6

10 Febbraio Feb 2017 0012 10 febbraio 2017
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