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21 Gennaio Gen 2018 1600 21 gennaio 2018

"Il Vegetale" al cinema: recensione e trailer del film con Rovazzi

La scelta del cantante come protagonista. L'importanza dell'improvvisazione. E quel provino sui generis. Le cose da sapere sulla nuova pellicola del regista Nunziante.

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Gennaro Nunziante, dopo il successo ottenuto in collaborazione con Checco Zalone con film come Sole a catinelle e Quo vado?, ritorna nelle sale con la commedia Il Vegetale, affidando il ruolo del protagonista a Fabio Rovazzi, diventato famoso sul web e con tormentoni come Andiamo a comandare. Al centro della storia c'è il giovane Fabio, laureato in Scienze della Comunicazione e alla ricerca di un lavoro in linea con i suoi principi etici, mentre il suo coinquilino Nicola si accontenta di fare le consegne per conto di un ristorante giapponese. Dopo aver iniziato a consegnare dei volantini, il ventenne riesce però a essere selezionato per uno stage che potrebbe cambiare radicalmente la sua vita, contraddistinta anche da un rapporto complesso con il padre e con una sorellina viziata e quasi ingestibile.

LA PRECARIETÀ AL CENTRO. Nunziante, con molta leggerezza e un'eccessiva dose di buoni sentimenti, punta l'attenzione sulla situazione precaria dei ventenni portando in scena le conseguenze di una società che ha premiato a lungo comportamenti disonesti e amorali, facendo emergere i furbi e non i meritevoli. Rovazzi, pur limitato da un'evidente inesperienza di fronte alla telecamera, trasmette con una certa efficacia il senso di spaesamento del ruolo che gli è stato affidato, regalando qualche sorriso, in particolare nelle situazioni in cui divide lo schermo con la giovanissima Rosy Franzese, a cui è stato affidato il ruolo della piccola, e già piuttosto cinica, Nives. Il protagonista, tuttavia, non riesce a far scivolare in secondo piano i difetti della sceneggiatura che costruisce un confronto fin troppo stereotipato tra la grande città e la comunità di provincia, delineando la quotidianità degli abitanti e le lezioni apprese da Fabio con un mix di stereotipi e ingenuità difficile da apprezzare completamente.

UN MESSAGGIO POSITIVO. Il Vegetale, tuttavia, riesce nel suo obiettivo di proporre un messaggio all'insegna della positività e della speranza rivolgendosi a un pubblico di tutte le età, offrendo anche qualche spunto di riflessione sulla situazione del nostro paese che sarebbe stato interessante veder sviluppato nella finzione in modo più realistico e meno filtrato dalla voglia di condurre a un epilogo prevedibile e lieto che poco si rispecchia nel mondo di oggi. Andiamo alla scoperta di qualche curiosità sull'esordio al cinema di Rovazzi!

1. La data di uscita: il film nei cinema nel giorno del compleanno di Rovazzi

Il film scritto e diretto da Gennaro Nunziante arriverà nei cinema italiani, distribuito in oltre 450 copie, in una giornata molto speciale per il suo protagonista Fabio Rovazzi: il 18 gennaio è infatti il compleanno dell'artista.

2. Il titolo: il doppio significato della parola "vegetale"

Il titolo scelto per il lungometraggio ha un doppio significato. Nella storia ideata per il grande schermo, infatti, il padre del protagonista si trova in uno stato vegetativo, mentre la generazione si Fabio viene definita "dei vegetali", ovvero composta da giovani che non vogliono lavorare e vivono nella precarietà perché hanno ereditato da quella precedente l'idea che sia meglio non basarsi sull'onestà, cercando invece vie più rapide magari ingannando il prossimo, rimanendo così inattivi.

3. Le riprese: ampio spazio alla improvvisazione

Sul set del film c'è stato spazio anche per l'improvvisazione perché Gennaro Nunziante da tempo predilige la naturalezza e permette quindi ai suoi interpreti di modificare in parte i dialoghi, cercando inoltre di creare un clima rilassato durante le riprese.

4. Il protagonista: di nome Fabio, su richiesta di Rovazzi

Il personaggio principale nella storia, inizialmente, avrebbe dovuto chiamarsi Filippo. Rovazzi, tuttavia, ha chiesto agli autori e ai produttori di poter utilizzare il proprio nome anche per il protagonista del film.

5. Un “provino” particolare: al regista è bastato un video

Gennaro Nunziante ha svelato di aver scelto Rovazzi come protagonista del suo film dopo aver visto un video in cui era presente una sua reazione verso Fabio De Luigi. L'espressione che era apparsa sullo schermo l'ha convinto che sarebbe stato l'interprete perfetto per il lungometraggio e ha quindi deciso di proporgli la parte, lavorando poi insieme a lui per delineare con precisione le caratteristiche che doveva avere il personaggio.

6. La colonna sonora: nessuna hit del protagonista

Fabio Rovazzi ha svelato di essere stato felice che la produzione non abbia voluto utilizzare le sue canzoni nel lungometraggio, temendo che la presenza dei brani potesse in qualche modo alimentare l'idea di essere stato scelto solo per la propria popolarità su YouTube.

7. Il contesto: tra crisi economica e crisi morale

Il regista e sceneggiatore del film ha dichiarato di essere convinto che la crisi economica occidentale è la conseguenza di quella morale che da decenni si espande nelle nostre comunità, portando ad esempio alla perdita della fiducia nel prossimo, delle regole per una convivenza civile, dei diritti sul lavoro e della possibilità di partecipare in modo civile e democratico alla politica. La sua riflessione su questa tematica ha quindi gettato le basi per la stesura dello script del progetto.

8. Le location: da Milano alla zona rurale del Lazio

Le location scelte per i ciak del lungometraggio comprendono la Milano contemporanea e la Sabina, la zona rurale del Lazio di cui è stata mostrata la bellezza naturale e architettonica.

9. Il linguaggio: depurato da (quasi) tutte le parolacce

Il film propone una versione inedita di Rovazzi, non mostrando in maniera prevalente la sua verve come cantante e ballerino con cui ha ottenuto la popolarità, con il preciso scopo di tentare di stupire il proprio pubblico, offrendo qualcosa di inaspettato. Il lungometraggio si caratterizza anche per la quasi totale assenza di parolacce, scelta presa da Nunziante e dal protagonista, che presentando il progetto hanno ironizzato dichiarando «Gesù non vuole».

10. Il fumetto: Rovazzi diventa... Paperazzi

In occasione dell'uscita del film Rovazzi è entrato nel mondo dei fumetti grazie alla cover e a quattro storie inedite del settimanale Topolino. Tra le pagine Paperazzi, nome della versione disegnata del protagonista, si ritrova a Paperopoli per le riprese del suo nuovo lungometraggio, dove avvengono degli incontri speciali e si vede qualche dettaglio, presentato in modo leggero e ironico, della vera vita della star del web.

Regia: Gennaro Nunziante; genere: commedia (Italia, 2018); attori: Fabio Rovazzi, Luca Zingaretti, Rosy Franzese, Ninni Bruschetta, Paola Calliari, Mark Grosy e Barbara D'Urso.

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