Madeinitaly7
28 Gennaio Gen 2018 1600 28 gennaio 2018

"Made in Italy" al cinema: recensione e trailer del film di Ligabue

La precarietà del lavoro, le difficoltà sentimentali, l'esigenza di cambiare. Il cantante torna alla regia 16 anni dopo Da zero a dieci. Con Accorsi e Smutniak nel cast e una colonna sonora sorprendente. La scheda.

  • ...

Luciano Ligabue ritorna alla regia a distanza di 16 anni da Da zero a dieci con il film Made in Italy, ideato come «una tormentata dichiarazione di amore verso il nostro Paese». Si tratta di un racconto della storia di Riko, personaggio affidato a Stefano Accorsi che proprio con Radiofreccia, esordio al cinema dell'artista, aveva regalato una delle sue interpretazioni più apprezzate.

UN FUTURO DA PRENDERE IN MANO. L'uomo ha un matrimonio in crisi con Sara (Kasia Smutniak), un lavoro nel settore alimentare che potrebbe perdere e comunque non lo soddisfa, difficoltà economiche e molti amici da aiutare e ascoltare. Riko decide quindi di farsi forza e reagire alla situazione, provando a delineare il futuro invece che restare passivo e subire i cambiamenti della vita.

APPROCCIO ONESTO E STORIA REALISTICA. Tra una quotidianità che riassume quasi tutti gli elementi che possono rendere precaria l'esistenza dei cittadini italiani e qualche monologo di troppo il film appare tuttavia come un approccio onesto a una situazione realistica in cui molti spettatori potranno riconoscersi.

Ligabue propone un ritratto della società in cui i sentimenti sono sempre centrali, nonostante il rischio di apparire stucchevole con alcuni passaggi un po' forzati

L'approccio al cinema di Ligabue si rispecchia in più punti in quello musicale, alle volte risultando troppo retorico pur non mettendo mai in secondo piano la voglia di affrontare problematiche e tematiche importanti, proponendo così un ritratto della società in cui i sentimenti sono sempre centrali, nonostante il rischio di apparire stucchevole con alcuni passaggi della trama un po' troppo forzati.

EMERGE UNA FOTOGRAFIA LUMINOSA. Il cast, guidato da Accorsi e Smutniak, offre una buona prova, tra cui emerge quella di Fausto Maria Sciarappa e la fotografia luminosa valorizza le location scelte per le riprese, dando spazio anche visivamente al dichiarato amore per il nostro Paese espresso da Ligabue che non impedisce comunque di affrontarne i difetti.

ANALISI DI UN PAESE CONTRADDITTORIO. Non privo di difetti dal punto di vista registico e della sceneggiatura, Made in Italy riesce ugualmente a soddisfare lo spettatore con la sua capacità di addentrarsi nelle contraddizioni e nei dubbi di più di una generazione alle prese con la crisi, non solo economica, e la necessità di un cambiamento profondo.

In pillole

TI PIACERÀ SE. Ami il cinema in grado di trasmettere speranza e che ironizzi sulla realtà quotidiana.

DEVI EVITARLO SE. Non ti piacciono le canzoni di Luciano Ligabue, spina dorsale del progetto.

LA FRASE CULT. «Lo spread! Sono riusciti a farmi stare in pensiero per lo spread».

CON CHI VEDERLO. Gli amici di sempre, quelli con cui andresti al Bar Mario.

PERCHÉ VEDERLO. Per riflettere sulla situazione dell'Italia e dei suoi abitanti con un po' di ironia.

IL MOMENTO INATTESO. La sequenza di danza coreografata da Luca Tommassini sulle note di Mi chiamano tutti Riko.

Regia: Luciano Ligabue; genere: drammatico, commedia (Italia, 2017); attori: Stefano Accorsi, Kasia Smutniak, Fausto Maria Sciarappa, Walter Leonardi, Filippo Dini, Alessia Giuliani, Gianluca Gobbi, Tobia De Angelis.

Andiamo alla scoperta di qualche curiosità sul film.

1. L'idea alla base: la canzone Non ho che te sulla perdita del lavoro

Ligabue ha deciso di ritornare su un set cinematografico dopo aver ideato il concept album Made in Italy, nato dalla canzone Non ho che te in cui si racconta la storia di una persona di mezza età che perde il posto di lavoro.

ESSERE BRAVE PERSONE NON AIUTA. Le tematiche affrontate l'hanno spinto a ideare una trama in cui si sviluppasse il concetto che in Italia essere brave persone non aiuti, rappresentando delle categorie sociali non rappresentate spesso sul grande schermo. Dopo aver scritto la sceneggiatura Ligabue ha incorporato alcuni dei brani, anche se l'album “finisce” verso la prima metà del lungometraggio, facendo proseguire sullo schermo la storia dei personaggi.

2. Disco che delinea i personaggi: è stato ascoltato in loop da Accorsi e Smutniak

Stefano Accorsi ha ammesso di aver ascoltato molto l'album Made in Italy prima di arrivare sul set: «Me ne sono proprio nutrito. Ho usato il disco come un vero strumento di lavoro».

ISPIRAZIONE PER I VESTITI. L'attore ha svelato di essersi preparato a casa con in sottofondo le canzoni del rocker, provando a capire in che modo avrebbe potuto vestirsi Riko, come avrebbe camminato o le sue espressioni. Kasia Smutniak, inoltre, ha sfruttato l'album per capire il mondo in cui si trovava il suo personaggio, Sara, e capire l'atmosfera della storia.

Stefano Accorsi e Kasia Smutniak.

3. Colonna sonora a tratti inaspettata: ci sono anche i Waterboys

Gli spettatori che pensano di trovarsi di fronte a una colonna sonora che comprenda esclusivamente i brani di Ligabue rimarranno piacevolmente sorpresi dalla presenza di brani scelti con attenzione, tra cui The Whole of the moon del gruppo Waterboys.

REGISTRAZIONI STRUMENTALI. Ci sono poi delle registrazioni strumentali inedite incise proprio durante la lavorazione del concept album Made in Italy, ma non inserite nella versione finale del disco.

4. Coppia sul set: Kasia non recita davanti al compagno produttore Procacci

Kasia Smutniak è da tempo legata sentimentalmente al produttore Domenico Procacci, nel team che ha realizzato il nuovo lungometraggio diretto da Ligabue.

«MI METTE SOGGEZIONE». L'attrice ha però rivelato che il suo compagno non ha potuto assistere alle riprese che la vedevano coinvolta: «Io e Domenico insieme lavoriamo male, perché lui mi mette soggezione. Per questo gli ho vietato di venire sul set».

Kasia Smutniak fa coppia col produttore Domenico Procacci.

5. L'amore-odio di Ligabue per l'Italia: «Un Paese che twitta invece di sognare»

L'album e il film Made in Italy raccontano la storia di Riko e dell'Italia contemporanea che, secondo il cantautore e regista, «fa finta di cambiare» e si limita a twittare invece che sognare.

AMPIA FORBICE RICCHI-POVERI. Presentando il suo progetto musicale Luciano Ligabue aveva già spiegato: «Amo l’Italia, ma odio la condizione in cui versa e il fatto che non voglia risolvere i propri vecchi difetti. Anche io ho subito l’essere adolescente in un momento di promesse forti e garanzie che il mondo sarebbe cambiato. È stato bello poterci credere, ma la politica ha disatteso quegli ideali. È doloroso vedere che la forbice della diseguaglianza fra ricchi e poveri si sia allargata».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso