Trio Sanremo
Sanremo 2018
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6 Febbraio Feb 2018 2100 06 febbraio 2018

Sanremo 2018, Fiorello interrotto sul palco da un intruso

«Sono due mesi che cerco un contatto con il procuratore della Repubblica», ha fatto in tempo a dire l'uomo prima di essere portato via. Le precedenti irruzioni.

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Fiorello non ha fatto in tempo ad aprire il festival di Sanremo 2018 che è stato interrotto da uno sconosciuto. Un intruso è riuscito a eludere i controlli e a salire sul palco dell'Ariston. «Sono due mesi che cerco un contatto con il procuratore della Repubblica», ha detto prima di essere bloccato e portato via. «Faccio il Pippo Baudo della situazione», ha replicato Fiorello senza perdersi d'animo, prima di aggiungere con ironia: «Lo sapevo che non ci dovevo venire» (leggi anche: Sanremo 2018, le pagelle della prima serata).

Fiorello ha proseguito il suo show con battute a raffica. Voleva fare lo scaldapubblico e ha fatto lo scaldafestival alla sua maniera. Dopo l'incursione si è preso la scena, svelando innanzitutto il motivo che lo ha spinto a essere all'Ariston: un messaggio su Whatsapp di Baglioni. «Ciao Rosario, mi sono trovato a essere il sacrestano nel tempio della musica italiana» - e qui, chiosa, «gli hanno già levato dal compenso l'8 per mille» - «in queste notti di note, di emozioni che si intrecciano a passioni, sai quanto la tua arte sia sinonimo di sentimenti. Potresti essere il mio gancio in mezzo al cielo». Il commento di Fiorello? «Qui ci si gioca la carriera, ci ho messo anni per diventare un sex symbol e ora me lo gioco qua».

«DORMO COI CORISTI». Lo showman si è poi rivolto al direttore generale della Rai Mario Orfeo, presente in platea, e ha scherzato sulle imminenti elezioni politiche: «Occhio che il 4 marzo arriva, se vince il toy boy di Orietta Berti... Ma non sono qua per fare monologhi comici, o sulle tecnologie, o sui vegani». Ecco quindi le battute sul festival: «Guardate che meraviglia, è un festival avantissimo, è l'unico dove non si eliminano i cantanti, ma direttamente il pubblico, tagliando le file. Del resto, se li elimini, i cantanti se ne vanno, gli alberghi si svuotano. Ora è tutto pieno, io dormo con i coristi».

L'IRONIA SU BAGLIONI E MORANDI. Fiorello ha preso in giro anche le canzoni: «Ne ho sentite tre o quattro che voglio usare il prossimo Capodanno», ha detto, simulando un trenino. «Il preludio di Chopin a confronto è una samba, ovviamente i testi sono bellissimi, con Baglioni poeta non poteva essere altrimenti. Uno che scrive Avrai per il figlio... che però qualche giorno fa gli ha chiesto: "Papà, che me devi da'?". Renato Zero, quando è nato il figlio, ha detto: "Lui chi è?"». I super-ospiti, poi, «hanno superato gli altri: la Rai non bada a spese, anche perché il canone lo pagano tutti, sta nella bolletta, se non paghi il canone ti levano la corrente e non puoi vedere Netflix e Sky! È un problema. Io sarò pagato in Bitcoin questa sera». Infine, la battuta su Baglioni e Morandi: «Si parlava di scimmiette clonate, loro sono come minimo alla terza copia».

Le "proteste clamorose" al festival di Sanremo

Quanto all'intruso che ha interrotto Fiorello sul palco, non è certo la prima volta che il festival di Sanremo comincia con una contestazione. Nel 2014, per esempio, sempre durante la prima serata, due lavoratori disoccupati del Consorzio di bacino di Napoli e Caserta (600 posti a rischio) interruppero il conduttore Fabio Fazio durante il suo monologo sulla bellezza. I due operai, arrampicati sulla balaustra, minacciarono di buttarsi nel vuoto.

IL COMIZIO DI GRILLO. Qualche ora prima Beppe Grillo aveva parlato fuori dall'Ariston. Un monologo itinerante, di corsa, sulla strada, assediato dalle telecamere e dai cronisti. Un comizio improvvisato sul red carpet, con un affondo durissimo contro la Rai «responsabile del disastro del Paese», Fabio Fazio, Matteo Renzi e Laura Boldrini.

La contestazione degli operai campani nel 2014.

Nel 2011 una trentina di manifestanti del Popolo Viola intonarono Bella ciao davanti al teatro Ariston durante la prima serata dedicata ai 150 anni dell'Unità d'Italia. L'iniziativa era stata lanciata sul web e sui social network dopo che il consiglio di amministrazione della Rai aveva bocciato l'ipotesi di far cantare Bella ciao e Giovinezza sul palco.

La protesta del popolo Viola.

Nel 1995 fu la volta di Pippo Baudo. Un uomo apparve sulla balconata proprio di fronte al palco minacciando di buttarsi di sotto. Si chiamava Pino Pagano, aveva 40 anni ed era disoccupato. Il conduttore provò a instaurare un dialogo, poi ruppe gli indugi e salì personalmente sulla balconata per salvarlo, tra lacrime, abbracci e applausi. Nei giorni seguenti si mormorò che Baudo avesse organizzato tutto: una messa in scena geniale dal punto di vista dell'audience. Rai e presentatore, ovviamente, negarono tale circostanza. Anni dopo, Pino Pagano si fece vivo con una lettera in cui accreditava la tesi della messa in scena combinata con la Rai, ma scagionava in parte Baudo: «Pippo mi perdoni, sono stato consigliato male. Mi sono molto pentito delle cretinate che ho fatto, solo per guadagnare una manciata di milioni e un po' di pubblicità in più. Ora vedo tutto sotto un'altra luce, provo altre emozioni».

Pino Pagano e Pippo Baudo.

Nel 1992, sempre con Baudo al timone, tale Mario Appignani ribattezzato "Cavallo Pazzo" fece irruzione sul palco urlando: «Questo Festival è truccato». Aiutato dalla sicurezza, il conduttore riuscì ad allontanarlo non senza ironizzare: «Adesso qualcuno dirà che l'ho scritturato io».

Marip Appignano con Pippo Baudo.

Infine, durante l'edizione datata 1984, gli operai dell'Italsider di Genova, in difesa del posto di lavoro e in marcia su Sanremo, furono invitati sempre da Baudo a spiegare le ragioni della loro protesta. Una delegazione salì addirittura sul palco a dare lettura di un comunicato in cui si sottolineava il timore di una chiusura del loro stabilimento. Nonostante i timori dei dirigenti Rai, gli operai si limitarono a leggere con pacatezza il loro comunicato. E conclusero scusandosi per il disturbo.

Gli operai Italisder sul palco.

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