Black Panther 1
18 Febbraio Feb 2018 1600 18 febbraio 2018

"Black Panther" al cinema: trailer e recensione del film

Una visione ricca di spunti di riflessione e di riferimenti alla società contemporanea. Con grande attenzione agli aspetti psicologici dei protagonisti. Arriva in Italia uno dei cinecomic più attesi negli Stati Uniti.

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È uno dei cinecomic più attesi negli Stati Uniti, dove la sua importanza è amplificata dalle tematiche politiche e sociali al centro di dibattiti e discussioni, ma Black Panther ha molto da offrire anche agli spettatori di tutto il mondo. Il personaggio creato da Stan Lee e Jack Kirby negli Anni 60 ha già fatto il suo esordio nei cinema con Capitan America: Civil War e, per raccontare un'avventura di cui è il protagonista assoluto, il regista Ryan Coogler ha confezionato un film ricco d'azione ma ben radicato sulle origini geografiche e culturali di T'Challa.

NUOVI OSTACOLI COME SOVRANO. L'eroe interpretato da Chadwick Boseman ritorna, dopo la morte del padre, nella nazione africana chiamata Wakanda, isolata e tecnologicamente avanzata, per succedergli al trono. Un vecchio e potente nemico apparirà però in scena e il giovane sarà messo alla prova, affrontando anche nuovi ostacoli in veste di sovrano e in quella di Black Panther. T'Challa verrà così trascinato in un duro conflitto che richiederà l'aiuto di alleati fedeli per sconfiggere i suoi nemici, mantenere Wakanda al sicuro e preservare lo stile di vita del suo popolo.

SIA IMPEGNO SIA INTRATTENIMENTO. Coogler aveva già dimostrato con Creed di essere in grado di fondere impegno e intrattenimento per ottenere un risultato finale in grado di soddisfare gli spettatori attenti ai contenuti e al tempo stesso chi è alla ricerca di un modo per rilassarsi e divertirsi per un paio di ore.

La fotografia di Rachel Morrison enfatizza la grande cura con cui gli scenografi, i costumisti e i production designer hanno portato in vita il regno di Wakanda

A contribuire in modo significativo al buon risultato c'è la fotografia firmata da Rachel Morrison, nominata agli Oscar per il suo lavoro in Mudbound, che enfatizza la grande cura con cui gli scenografi, i costumisti e i production designer hanno portato in vita il regno di Wakanda, con le sue tradizioni e colori.

PERSONAGGI FEMMINILI BEN IDEATI. Lo script è stato delineato in modo brillante per concentrarsi sugli aspetti psicologici che deve affrontare T'Challa, alle prese con nuove responsabilità e dilemmi in grado di mettere in dubbio il suo codice morale e tutto quello in cui crede. L'equilibrio creato nella sceneggiatura permette inoltre di apprezzare alcuni personaggi femminili ben ideati, come la forte Okoye affidata all'attrice Danai Gurira, a capo delle Forze speciali chiamate Dora Milaje i cui membri sono solo donne, o l'intelligente e sagace principessa Shuri, ruolo affidato a Letitia Wright, che sembra destinata a diventare una beniamina del pubblico, non solo femminile.

UMANITÀ SEMPRE IN PRIMO PIANO. Chadwick Boseman e Michael B. Jordan, inoltre, portano in vita T'Challa e il malvagio Erik Killmonger con il giusto insieme di prestanza fisica, espressività ed emotività, rendendo i personaggi convincenti e coinvolgenti, senza mai mettere in secondo piano la loro umanità. Come ormai tradizione nel Marvel Cinematic Universe, Black Panther non esita poi a compiere delle coraggiose scelte musicali nel creare la colonna sonora e la selezione compiuta per enfatizzare le spettacolari sequenze d'azione, accompagnate da brani hip-hop e composizioni dalla partitura adrenalinica.

Il film si disintingue per un'atmosfera meno spensierata, ma altrettanto efficace, rispetto ai recenti Guardiani della Galassia e Thor: Ragnarok

Rispetto ad altri tasselli dell'universo creato per il grande schermo ispirandosi ai fumetti, la visione appare più ricca di spunti di riflessione e di riferimenti, non troppo velati, alla società contemporanea, distinguendosi per un'atmosfera meno spensierata, ma altrettanto efficace, rispetto ai recenti Guardiani della Galassia e Thor: Ragnarok.

SCELTE CORAGGIOSE DEL REGISTA. Black Panther non è un film immune dai difetti, e in alcuni passaggi gli effetti speciali non sono impeccabili, tuttavia rappresenta un approccio al genere che merita l'apprezzamento grazie alle scelte coraggiose e fuori dagli schemi compiute da Coogler e dal suo team per celebrare una parte della società spesso esclusa dalle rappresentazioni cinematografiche confezionate per sbancare ai box office.

In pillole

TI PIACERÀ SE. Apprezzi i progetti in grado di unire con bravura intrattenimento e impegno.

DEVI EVITARLO SE. Non ami i cinecomic, i film con i supereroi nati come personaggi dei fumetti e portati sul grande schermo, in cui l'umorismo non è uno degli elementi centrali o sei allergico alle sonorità hip hop.

LA FRASE CULT. «Tu puoi decidere che tipo di re vorrai essere».

CON CHI VEDERLO. Con chi abitualmente non ama questi tipi di adattamenti, per provare a "convertirlo".

PERCHÉ VEDERLO. Ryan Coogler, il cast e il team della produzione hanno saputo creare un mondo affascinante e ricco di legami con la società contemporanea.

LA SCENA MEMORABILE. La spettacolare sequenza di inseguimento, dal ritmo serrato e visivamente d'effetto.

Regia: Ryan Coogler; genere: azione (Usa, 2018); attori: Chadwick Boseman, Michael B. Jordan, Lupita Nyong'o, Danai Gurira, Martin Freeman, Daniel Kaluuya, Andy Serkis, Angela Bassett, Forest Whitaker, Letitia Wright.

Scopriamo qualche curiosità sul progetto:

1. Personaggio cresciuto nel tempo: un eroe che supera i confini razziali e culturali

La prima apparizione di Black Panther risale al 1966, anno in cui è stato pubblicato il numero 52 del primo volume di Fantastic Four. L'eroe è stato creato da Stan Lee e Jack Kirby e ha saputo conquistare i lettori grazie alla capacità di superare confini razziali e culturali.

MOLTI FUMETTI NEL CORSO DEGLI ANNI. Il re africano, con un alter ego eroico, è stato poi protagonista di molti fumetti nel corso degli anni e tra gli autori delle storie ci sono anche il filmmaker Reginald Hudlin e il giornalista Ta-Nehisi Coates.

2. Due attori fan della storia: l'eroe e il villain

L'attore Chadwick Boseman ha raccontato di conoscere le storie di T'Challa perché ha iniziato a leggere la storia della Marvel a partire dalla versione pubblicata per la prima volta nel 2005, quella firmata da Reginald Hudlin. La star ha quindi accettato con entusiasmo l'ambito ruolo non appena ha ricevuto l'offerta.

UNA FIGURA DA SEMPRE AMMIRATA. L'interprete di Erik, Michael B. Jordan, ha inoltre svelato che da bambino sognava di diventare parte del mondo di Black Panther, ammirando profondamente il personaggio e considerandolo un punto di riferimento per la sua vita.

3. Cognome in comune senza parentela: i due Whitaker

Nel cast del film sono presenti due attori che hanno lo stesso cognome: Forest Whitaker e Denzel Whitaker che nel cinecomic hanno la parte di Zuri in due fasi diverse della vita del personaggio. Pensare a un legame di famiglia sarebbe piuttosto immediato e semplice, tuttavia è un errore: tra Forest e Denzel non c'è alcuna parentela.

IN PASSATO SONO STATI PADRE E FIGLIO. I due hanno inoltre già collaborato su un set cinematografico in occasione di The Great Debaters – Il potere della parola, in cui hanno avuto il ruolo di padre e figlio.

4. Mondo fondato su elementi reali: tradizione africana

La scenografa Hannah Bleacher ha svelato di aver chiesto a suo figlio, un grande conoscitore dei fumetti, dei consigli per capire in che modo avvicinarsi alla creazione degli spazi in cui si svolge la storia, e ha tratto ispirazione anche dalle storie illustrate dedicate all'eroe, dalle prime con disegni firmati da Jack Kirby alle nuove versioni firmate da Ta-Nehisi Coates.

CON L'AGGIUNTA DI ASPETTI FANTASY. La mitologia creata tra le pagine ha quindi trovato spazio sul set, seguendo le indicazioni del regista Ryan Coogler. La costumista Ruth Carter ha spiegato di aver collaborato da vicino con Joel Harlow, responsabile del makeup, e Camille Friend, che si è occupata delle acconciature, per delineare tutti gli aspetti visivi che caratterizzano il film. Per disegnare gli indumenti la fonte di ispirazione è stata invece la tradizione africana (come gli abiti della tribù dei Dogon), a cui sono stati aggiunti degli elementi fantasy.

5. Il cattivo ispirato a personaggi iconici: Joker e Magneto

Michael B. Jordan ha spiegato che ha iniziato a creare il villain chiamato Killmonger guardando film come Il cavaliere oscuro e la saga cinematografica degli X-Men, traendo ispirazione dalle performance di attori di grande livello come Heath Ledger e Michael Fassbender, rispettivamente interpreti del Joker e di Magneto.

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