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19 Febbraio Feb 2018 1813 19 febbraio 2018

Editoria, come sono andati i primi due mesi di E/O senza Amazon

Prima un calo del fatturato del 10%, la quota che arrivava dall'online. Ora un incremento nelle librerie indipendenti e di catena. Ma per rafforzare i legami con la rete di vendita servono tempo e soldi.

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Fare a meno di Amazon, o almeno provarci. Il 21 dicembre 2017 la casa editrice E/O aveva annunciato che il gruppo di Jeff Bezos aveva interrotto la vendita dei suoi libri online e restituiti quelli che si trovavano in magazzino dopo il mancato accordo commerciale sullo sconto da riconoscere al venditore. E adesso come stanno andando gli affari?

SI LAVORA PER FARNE A MENO. Enrico Quaglia, direttore generale della casa editrice, ha spiegato a Lettera43.it che il divorzio con il gruppo di Seattle aveva inizialmente comportato un crollo del fatturato del 10%, ossia l'intera quota dei libri venduti su questo canale. I primi dati del 2018 però, per quanto parziali, dicono che i volumi di affari sono stati recuperati grazie alla crescita delle vendite nelle librerie e negli altri shop elettronici, anche se la casa editrice deve spendere di più - soldi, ma anche risorse di tempo - per ottenere gli stessi risultati di prima. Non è escluso che E/O torni su Amazon in un futuro non immediato. Al momento, però, sta lavorando per farne a meno.

Editoria: E/O rompe con Amazon

Alla fine la corda si è rotta: la casa editrice romana E/O, nota al grande pubblico per pubblicare i libri di Elena Ferrante, ha annunciato il 21 dicembre di avere rotto i rapporti commerciali con Amazon, che quindi non venderà più i suoi libri.

Racconta Quaglia: «La situazione era precipitata a fine ottobre 2017 dopo un anno di trattative sulle condizioni di vendita: Amazon ci chiedeva un aumento degli sconti e investimenti sul marketing sempre maggiori». La vendita dei libri si basa tutta sul meccanismo degli sconti, cioè la differenza tra il prezzo di copertina e quello a cui i singoli volumi vengono ceduti a chi li venderà: libreria indipendente, catena, shop online, grande distribuzione.

SCONTI DEL 50% E ANCHE OLTRE. Questo rapporto viene spesso mediato da un altro soggetto, che è il promotore. Gli accordi sono riservati, ma tanto per dare dei numeri di riferimento è ragionevole dire che un editore pratica uno sconto complessivo sui libri venduti tramite catene e shop elettronici che può arrivare al 50%, più basso di una decina di punti percentuali e più per le librerie indipendenti. Inoltre, soprattutto catene e negozi elettronici possono contrattare con gli editori campagne di visibilità e sconti per “spingere” titoli o collane, o l'intero catalogo, per periodi di tempo limitati.

La nostra strategia principale punta a rafforzare i legami con le librerie fisiche, che vuol dire prima di tutto visitarle di persona

Enrico Quaglia, direttore generale di E/O

Non è la prima volta che il gruppo di Seattle arriva a scontrarsi con gli editori. La particolarità di questo caso è che si tratta di un editore relativamente piccolo, mentre il caso più noto è quello che ha visto contrapposti il gruppo di Jeff Bezos e Hachette.

SOSTITUZIONE CON ALTRI CANALI. Un'altra particolarità è che il peso di Amazon sulle vendite di E/O è relativamente basso, circa il 10%. Un altro 5% è venduto attraverso altre piattaforme elettroniche come Ibs.it o LaFeltrinelli. La quota media delle vendite online in Italia è del 20-22%. «Inizialmente abbiamo l'intera quota su Amazon», spiega Quaglia. Dopo è partita la campagna per sostituire Amazon con altri canali.

MAGGIORI INVESTIMENTI NECESSARI. «La nostra strategia principale è rafforzare i legami con le librerie fisiche. Questo comporta maggiori investimenti in termini di marketing e di tempo, perché per stringere i legami con le librerie bisogna prima di tutto visitarle, incontrare i librai di persona».

Editoria, Mauri: "Con E/O, Amazon aggressiva"

DOMANDA. E/O rompe i rapporti commerciali con Amazon: una scelta suicida o un legittimo atto di ribellione verso un distributore online monopolista? RISPOSTA. Cominciamo col dire che è stata Amazon a rompere con E/O decidendo di non offrire più i testi della casa editrice, con una scelta molto aggressiva.

Da metà gennaio E/O ha realizzato un cartello rosso con una scritta bianca molto semplice: «I libri delle edizioni E/O si trovano in libreria», chiedendo ai singoli librai di esporlo nei propri negozi e ai promotori della casa editrice di fotografarli per poi socializzarli su Facebook e Twitter. La campagna «ha avuto un buon riscontro e grande solidarietà», ma era solo la prima fase di un progetto che vede ora impegnati i vertici della casa editrice in un “tour” nelle librerie italiane.

PROMOZIONE DI SERATE CON AUTORI. Non è il primo editore a scegliere questa via: tra i marchi che negli anni passati hanno imboccato strade simili c'è Minimum Fax, Sur, Iperborea. Spesso questa “strategia” passa anche attraverso la promozione di serate con autori e presentazioni che, sebbene non sempre diano grandi riscontri di vendite immediate, accreditano le librerie come punti di incontro.

Come per il settore food, si punta alla sensibilizzazione dei clienti: comprate in libreria per evitare nuove chiusure tra gli esercizi più piccoli e di quartiere

Al pari di quello che succede in altri settori, come il food, c'è anche un messaggio di carattere “etico” rivolto ai lettori, cui si chiede lo sforzo di rinunciare alla comodità (ed economicità) di Amazon per mantenere vive le librerie come presidi culturali nei quartieri. «Da parte dei librai, di catena e indipendenti, abbiamo trovato una buona collaborazione e oggi i volumi che avevamo perso sono stati recuperati sui canali fisici. Inoltre abbiamo buone crescita anche sulle piattaforme online diverse da Amazon», tra cui Ibs e laFeltrinelli, «con crescite del 50%. Ma è difficile capire quanto conti l'effetto sostituzione e quanto la crescita italiana delle vendite online, che è complessiva».

QUALE GIUDIZIO SU AMAZON? Sebbene oggi molti editori indipendenti, come E/O, siano molto critici sul ruolo di Amazon e in particolare sul rischio che il gruppo assuma un ruolo di monopolista, non è facile esprimere un giudizio netto. Le enormi capacità logistiche di Amazon, infatti, hanno permesso anche agli editori più piccoli di sfruttare al meglio l'intero catalogo, realizzando piccoli volumi di vendita su singoli titoli che altrimenti non sarebbero disponibili nelle librerie, o non in tempi brevi.

VALORIZZATA LA "CODA LUNGA". Secondo una recente ricerca Eurispes presentata a Milano presso l'editore Sem, in Italia il 96% dei libri vende meno di 1.000 copie all’anno. Si tratta di quella che viene definita “la coda lunga” - in questo caso lunghissima -, che gli shop online riescono talvolta a valorizzare meglio, anche per banali questioni di spazio, delle librerie fisiche.

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