COPERTINA
19 Febbraio Feb 2018 1221 19 febbraio 2018

"La truffa del mare", il giallo finanziario di Marco Parlangeli

Un dirigente di un istituto di credito prossimo al pensionamento. Un'enorme frode su cui dovrà indagare. Perché ogni segreto finisce in banca. La recensione del libro.

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L’idea che ha ispirato questa prima opera narrativa di Marco Parlangeli è che ogni segreto finisce in banca: non esiste fatto, evento o avvenimento che non abbia una qualche manifestazione in termini di denaro. Prima o poi, in qualche registro o tabulato, in periferia o al centro, la banca lo registra e ne tiene imperitura memoria.

UNA CARRIERA ARENATA. Il protagonista de La truffa del mare (Roberto Campanelli Editore, 160 pagine, 23 euro), Giovanni Barbero, è un 60enne dirigente, neanche di livello altissimo, dell’ufficio ispettorato di una grande banca della provincia padana, la Banca Lombarda di Sconto. Si trova ormai quasi al termine della carriera che, come spesso accade, era iniziata con grandi aspettative ma si è poi arenata nelle secche delle filiali, della routine giornaliera, delle rivendicazioni sindacali.

SEGNALAZIONE IMPROVVISA. A questo punto il suo unico desiderio è andare presto in pensione e godersi il meritato riposo, ma soprattutto Lara, la fidanzata più giovane avviata verso una brillante carriera da avvocato in riva al Lago di Como. Succede invece che l’amministratore delegato della Banca, ricevuta una segnalazione dall’Autorità di vigilanza su alcuni dubbi che circondano un importante cliente affidato, chiami proprio Barbero per capire e risolvere il problema.

FRA LE NEBBIE ROMAGNOLE. Così il nostro si ritroverà a Ravenna, fra le nebbie del porto e i colori sfumati del dicembre romagnolo, in un lungo ponte dell’Immacolata che giocoforza non potrà essere come Barbero se lo era immaginato. Grazie all’aiuto dei colleghi d’ufficio, in particolare della sua vice Isabella Simoni, e degli altri personaggi che compongono la storia, Barbero comincia a indagare sulla società, la Adricarat, una compagnia di navigazione con oltre un secolo di vita, apparentemente ancora in ottima salute.

L'INTERA CITTÀ NELLA RETE. In realtà, dopo il passaggio di testimone che ha visto uscire di scena i due soci fondatori, Casadei e Melandri, e consegnare il timone del comando ai loro rampolli, molte cose sono accadute sul molo del Canale Candiano, al porto di Ravenna, dove ha sede la società armatoriale. L’ingresso di un socio estero, la cui vera natura sarà rivelata solo più avanti, segna l’inizio di un nuovo stile di gestione, dinamico o spregiudicato a seconda dei punti di vista, e di una pratica di finanziamento che si scoprirà nascondere una truffa colossale. Nella rete cade l’intera città, compresi banchieri, imprenditori, uomini delle istituzioni.

TRA PASSATO E RELAZIONI. Le vicende narrate danno a Parlangeli il pretesto per affrontare una serie di argomenti e problematiche di attualità e interesse come i passaggi generazionali, le transazioni cross-border, la gestione degli affidamenti nelle filiali bancarie, i percorsi di carriera nei grandi gruppi. Poco a poco emerge la figura di Giovanni Barbero, il suo passato, le sue relazioni. I personaggi che gli ruotano intorno sono, oltre alla fidanzata, i colleghi d’ufficio, e in primo luogo la sua vice, Isabella, carattere ruvido come il suo, riservata e di poche parole ma intuitiva e affidabile, che ha avuto come lui la carriera bloccata da eventi e pregiudizi.

INDAGINI POLIZIESCHE. Altre figure di rilievo sono: il direttore generale della banca Stefania Montanari e un vice questore vecchia fiamma di Barbero, Teresa Monaco, in un mondo in cui i personaggi femminili esprimono positività e determinazione, e alla fine si affermano. Nei giorni dell’Immacolata, che iniziano col Sant’Ambrogio milanese e preludono alla frenesia consumistica e vacanziera del Natale, giungono alla stretta finale le indagini più poliziesche che bancarie di Barbero e la parabola di Adricarat, nonostante l’immagine e la visibilità di cui ancora gode in loco, e che consentono di piazzare ancora - in articulo mortis - i suoi titoli spazzatura.

SPUNTA PURE LA MALAVITA. Nella perfida rete finanziaria dagli armatori incappa anche la malavita organizzata, che naturalmente dispone di mezzi molto più efficaci rispetto ai risparmiatori truffati, per recuperare il suo investimento finalizzato al riciclaggio. Sullo sfondo prendono forma anche le vicende familiari dei soci, che nel caso di Giulio Melandri, passa attraverso eventi tragici che però alla fine trasformeranno il carattere e la personalità di tutti quanti, in primo luogo della moglie, fino ad allora vissuti nel mondo dorato in cui tutto era facile e bello.

TUTTE LE VITE STRAVOLTE. Alla fine della storia niente sarà più come prima e nessuno potrà tornare alla vita che faceva. Gli eventi cambiano le persone, la sofferenza non migliora le esistenze, ma certo fortifica e insegna. Per alcuni, invece, il domani non è previsto, e non è detto che sia l’esito peggiore che possa capitare.

STORIA LEGATA ALLA CRONACA. I fatti narrati fanno riecheggiare eventi della vita reale, che come noto quasi sempre supera la fantasia. La cronaca propone continuamente casi di truffe e malversazioni, e in alcuni casi l’azzardo è talmente paradossale che sembra impossibile portarlo a termine. Eppure succede che anche persone di buona cultura e non certo sprovvedute cadano nella rete.

UN BLOG SULLA FINANZA. Anche per questo l’autore, che vanta una lunga e qualificata militanza nel mondo delle banche, è da tempo impegnato nel versante dell’educazione finanziaria con un blog dedicato, trasmissioni radiotelevisive, esperienze di insegnamento. La struttura narrativa è articolata in capitoli alternati: uno ambientato in banca e l’altro nel luogo in cui si svolgono i fatti, fino alla parte finale in cui i due registri convergono verso la soluzione finale, con l’immancabile pathos di ogni giallo che si rispetti.

GENERE POCO DIFFUSO. L’idea dell’autore è quella di dare un seguito alle vicende dell’ispettore con altri episodi, in cui la banca diviene il centro di osservazione della società, delle sue distorsioni ma anche dei suoi valori. Si tratta di un esordio anche per l’editore Campanelli, per la prima volta nel settore della finanza. Una casa editrice di nicchia che da Monopoli ha accettato la scommessa di cimentarsi in un genere in Italia ancora non molto diffuso.

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