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L'ultimo marxiano
20 Febbraio Feb 2018 0900 20 febbraio 2018

Così la modernità inculca l'accumulo quantitativo pure nell'amore

Ragione del calcolo o quella del cuore? La vita familiare è sacrificata sull’altare del competitivismo erotico che spinge l'individuo a cercare sempre nuove prede. Il "neoliberismo" diventa "neolibertinismo".

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La modernità è abitata da un’intima contraddizione, da una antinomia issolvibile tra la ragione del calcolo e la ragione del cuore. La prima coincide con il profilo dell’homo oeconomicus forgiato dalle logiche individualizzati e acquisitive della nuova economia dello scambio. Alla stregua di Robinson, il grande mito fondativo del moderno, l’individuo figura ora come un atomo concorrenziale e calcolante, proiettato nell’egoistica e acquisitiva ricerca dell’utile personale, rispetto al quale l’altro stesso, in ogni sua forma, figura come medium.

ROVESCIAMENTO DELLA RAGIONE. Irriducibile allo spirito calcolante, la ragione del cuore, dal canto suo, testimonia di un’insopprimibile alterità, collocata nel petto dell’uomo, rispetto alle logiche del do ut des. È la ragione relazionale dell’eros come apertura all’alterità e come ricerca di quell’unità duale in cui si risolve l’esperienza amorosa. Essa segna il rovesciamento della ragione calcolante, non solo in quanto all’individualismo acquisitivo contrappone la gratuità di una relazione donativa e senza tornaconto, ma anche perché intrinsecamente sfugge alla presa della misurazione quantitiva.

DOLOROSA SCISSIONE PERSONALE. Tra le più significative e letterariamente riuscite espressioni dello iato tra queste due forze, sul cui conflitto viene strutturandosi il moderno, è la figura del giovane Werther tratteggiata da Goethe. Werther si trova a soffrire sulla sua carne vive la dolorosa esperienza della scissione: il suo corpo, per un verso, è abitato dal giovane innamorato che, senza calcoli, prodiga il suo tempo e si apre senza riserve all’alterità, con la quale vorrebbe instaurare l’unità duale dell’amore. E, per un altro, è animato dal grigio funzionario che tutto riconduce alle tetragone logiche del calcolo e della misurazione quantitativa.

Il liberismo ha spodestato la gratuità donativa della relazione amorosa, ridefinendola nella forma alienata del libertinismo individualistico degli atomi gaudenti

Nella travagliata e tragica figura di Werther si affrontano, senza possibile conciliazione, l’economia borghese dell’accumulo quantitativo, che si mantiene a distanza di sicurezza da perdite e sprechi, e l’economia amorosa della dispersione non calcolata e della donatività priva di utili.
Questa antinomia, che attraversa il moderno, è stata oggi risolta, nell’evo del competitivismo assoluto e del capitalismo liquido-finanziario, mediante l’annullamento dell’economia amorosa: i cui spazi sono stati dissacrati e rioccupati dall’economia del calcolo quantitativo.

SOLO PLUSGODIMENTO EROTICO. Il liberismo ha spodestato la gratuità donativa della relazione amorosa, ridefinendola nella forma alienata del libertinismo individualistico degli atomi gaudenti, che nell’altro cercano solo il proprio plusvalore economico e il proprio plusgodimento erotico. La relazionalità gratuita dell’amore come ricerca dell’unità duale e del donarsi interamente all’altro è annichilita dalla gelida ragione calcolante del discorso del neolibertino: il quale non fa che tradurre, sul piano dell’erotica, il programma del neoliberista, centrato sulla valorizzazione del valore, sulla deregolamentazione tesa al competitivismo estremo e senza limiti, sulla decostruzione di ogni stabilità a lungo termine.

SPASMODICA RICERCA DI PREDE. L’assonanza tra “neoliberismo” e “neolibertinismo” si rivela non soltanto nominale. La loro comune logica è la ricerca spasmodica e autoreferenziale dell’accumulo, per il singolo atomo individuale, di merci-oggetti e di merci-godimenti: il profilo dell’homo praedator accomuna il liberista e il libertino, espressioni a egual titolo dell’individualismo rapace e acquisitivo. La solidarietà comunitaria della vita familiare è sacrificata sull’altare del competitivismo erotico che spinge l’individuo a cercare sempre nuove prede mediante le quali incrementare il proprio utile erotico, il proprio plus-godimento.

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