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26 Febbraio Feb 2018 1509 26 febbraio 2018

Il giustiziere della notte: in arrivo nelle sale il remake “realistico” del cult degli Anni 70

Eli Roth si affida a Bruce Willis per riportare nei cinema la storia del medico Paul Kersey, il personaggio ideato dallo scrittore Brian Garfield, con un approccio contemporaneo. Che potrebbe dare vita a un nuovo franchise e a un ulteriore capitolo di successo nella lunga carriera della star.

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Arriverà nei cinema l'8 marzo il film Il giustiziere della notte, il remake firmato da Eli Roth dell'apprezzato primo capitolo del franchise poliziesco che ha debuttato nelle sale oltre quaranta anni fa con la regia di Michael Winner. A raccogliere l'eredità di Charles Bronson nel ruolo di Paul Kersey è la star del cinema d'azione Bruce Willis che riporta quindi sugli schermi cinematografici il dottore che decide di vendicarsi dell'omicidio della moglie e delle violenze subite dalla figlia andando a caccia dei criminali colpevoli di quanto accaduto, trasformandosi in un vigilante chiamato "Il giustiziere". Il progetto è tratto dal romanzo scritto da Brian Garfield e tra i protagonisti ci sono anche Vincent D'Onofrio, Elisabeth Shue, l'esordiente Camila Morrone, Dean Norris e Kimberly Elise.

Dopo una lunga ricerca per trovare il regista disposto ad accettare il difficile compito è stato Roth a raccogliere la sfida di proporre una nuova versione del cult, essendo affascinato dall'idea di poter firmare una storia in cui il protagonista modifica i confini della sua moralità passo dopo passo, trovando un modo per giustificare le proprie azioni e allontanandosi sempre di più da quello in cui ha creduto per molti anni. Roth, inoltre, ha spiegato che uno degli elementi più interessanti del riportare la storia raccontata tra le pagine da Garfield era rappresentato dalla possibilità di inserire gli eventi nella società contemporanea contraddistinta dall'uso dei social media, situazione che trasformano le azioni di Kersey in un fenomeno destinato a diventare virale in pochi minuti, permettendo alla narrazione di apparire realistica e in grado di far immedesimare gli spettatori nel protagonista.

L'ADATTAMENTO DEL 74. Rispetto al primo capitolo della saga con Charles Bronson, questa nuova versione sposta gli eventi da New York alla città di Chicago, location ritenuta più adatta, rispetto al passato, per rappresentare la tensione sociale e la reazione alla scoperta degli innumerevoli casi irrisolti a cui si aggiunge l'aggressione alla moglie e alla figlia di Kersey. La scelta, inoltre, ha un particolare legame con il romanzo e il film degli anni Settanta: negli ultimi minuti della precedente versione il medico vigilante decideva di trasferirsi proprio a Chicago e tra le pagine del libro sequel pubblicato nel 1975, il protagonista entrava in azione nella metropoli dell'Illinois.

AUMENTARE IL REALISMO. Per aumentare il realismo della storia, Roth ha deciso di coinvolgere le star della radio e della tv Sway Calloway e Mancow Muller, lasciandoli liberi di commentare le azioni del protagonista come farebbero normalmente nelle loro trasmissioni, oltre a inserire le potenziali reazioni online di fronte all'entrata in scena di un vigilante in cerca di vendetta. Il filmmaker si è persino confrontato con il cantante Chance the Rapper, nato e cresciuto in un quartiere difficile di Chicago, per parlare della violenza esistente nella sua città prima dell'inizio delle riprese, in modo da delineare con attenzione la rappresentazione del contesto in cui si svolgono gli eventi. Roth, per creare il giusto contrasto tra criminalità e giustizia, ha poi deciso di confrontarsi con i poliziotti che lavorano a Chicago, trascorrendo molto tempo insieme ai detective con lo scopo di rappresentarne in modo fedele il lavoro e il clima frenetico che contraddistingue le attività nel loro distretto. Realtà e finzione si mescolano invece in una sequenza che ha visto coinvolto il Dottor Alan Azuelos, l'esperto scelto come consulente della produzione: il medico è stato impegnato anche davanti la macchina da presa in occasione della sequenza in cui Paul viene informato della morte della moglie perché la sua esperienza e naturalezza nel gestire questo tipo di situazioni drammatiche sono state considerate perfette per girare in modo emozionante e convincente quel passaggio della storia.

CAMBIAMENTI EVIDENTI. I cambiamenti avvenuti nella società rispetto agli anni '70, necessari per rendere la finzione aderente alla realtà con cui si confrontano quotidianamente gli spettatori, sono infine evidenti persino nel modo in cui Kersey intraprende i primi passi nel mondo del "crimine": il protagonista viene mostrato mentre apprende le nozioni necessarie a sparare con un'arma da fuoco su YouTube, grazie allo show fittizio intitolato, in onore di D'Onofrio e di Full Metal Jacket, "Full Metal Tactics".

A correre nelle sale dovrebbero però essere i fan di Bruce Willis: il regista ha svelato che Il giustiziere della notte riavvicinerà la star alle atmosfere dei lungometraggi che lo hanno condotto al successo. Eli, in un'intervista, ha spiegato: "Volevamo riportare nei cinema quel classico e grandioso Bruce Willis che conosciamo e amiamo tutti, e realizzare una versione aggiornata divertente e piena di carattere di un cult amato. Volevo riportare Bruce in una situazione simile a Il quinto elemento, Unbreakable o Die Hard, e permettergli di costruire un'altra performance iconica. Penso che ci siamo realmente riusciti e questo film potrebbe essere quello che è stato Io vi troverò per Liam Neeson".

UN VOLTO AMATO. Al centro del progetto, un po' come accaduto con il lungometraggio di Pierre Morel che ha reso la star britannica un'icona dei thiller contemporanei, c'è anche in questo caso una trasformazione causata da un crimine legato a una propria famiglia. Willis ha infatti sottolineato che la genitorialità è una componente importante perché permette di spingere il pubblico a chiedersi a cosa ci si possa spingere pur di proteggere le persone amate e come la loro sofferenza possa motivare in modo profondo le azioni, anche le più terribili. La star è apparsa fin da subito la scelta perfetta per il ruolo complesso e ricco di adrenalina che sostiene l'intera narrazione; il produttore Roger Birnbaum ha ad esempio ricordato che non è la prima volta che si mette alla prova con una parte simile a quella del "giustiziere" dal punto di vista psicologico: «Ho lavorato con Bruce in Il sesto senso. Lì ha la capacità di interpretare l'arco temporale di un uomo che inizia come medico e viene spinto verso il lato più oscuro della sua anima». L'attore, diventato uno dei volti più amati del mondo cinema grazie a cult come Trappola di cristallo e Die Hard, sembra attualmente destinato ad aprire una nuova pagina della sua già fortunata filmografia proprio grazie a Il giustiziere della notte e all'attesissimo Glass diretto da M. Night Shyamalan in cui riprenderà il ruolo di David Dunn avuto in Unbreakable.

QUATTRO SEQUEL DI UN CULT. Il cult realizzato da Winner, nonostante le dure critiche ricevute al suo debutto nei cinema, ha dato vita a ben quattro sequel che hanno fatto arrivare sugli schermi la storia di Paul Kersey fino agli anni '90. In un clima, televisivo e cinematografico, all'insegna dei reboot e dei remake, non è quindi improbabile che Roth abbia gettato le basi per un nuovo franchise che regali a Willis una lunga permanenza sul set con una parte che appare, almeno sulla carta, ben calibrata sulle sue caratteristiche e sul suo incredibile feeling con il mondo dell'azione.

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