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11 Marzo Mar 2018 1600 11 marzo 2018

"Nico, 1988" al cinema: trailer e recensione del film

La musa di Warhol, diventata famosa con i Velvet Underground, viene raccontata tra pubblico e privato: bellezza decadente, tossicodipendenza, rabbia passionale e un rapporto col figlio da recuperare.

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La regista Susanna Nicchiarelli firma nuovamente un ritratto femminile con Nico, 1988, il lungometraggio ispirato agli ultimi anni di vita di Christa Päffgen, conosciuta con il nome d'arte Nico. A interpretare il complesso ruolo della musa di Andy Warhol, diventata famosa grazie alla sua collaborazione con i Velvet Underground, è l'attrice Trine Dyrholm che porta sul grande schermo una donna che cerca faticosamente di recuperare il rapporto con il figlio e superare la sua dipendenza dall'eroina.

CRISI DI ASTINENZA IMBARAZZANTI. Il film ricostruisce gli ultimi anni di vita di Christa, seguendone le tappe dei tour che la fanno viaggiare in Europa con la sua band e il suo manager Richard (John Gordon Sinclair). L'artista non rimpiange la sua bellezza ormai quasi decadente, preferendo essere ricordata per la sua musica, e le sue crisi di astinenza mettono in difficoltà quelli che le stanno accanto, costretti a gestire la sua necessità di una dose in momenti inopportuni come un pranzo in un rinomato ristorante di Praga.

RAPPORTI INTIMI CON I MUSICISTI. La "sacerdotessa delle tenebre", come veniva chiamata, non esita ad avere rapporti intimi con i musicisti e con il suo manager, a rilasciare interviste in cui ripete di essere stanca di dover rispondere alle domande sul suo passato o regalare performance intense e, per molti motivi, indimenticabili.

La "vera" Christa Päffgen. (Getty)

A dare la svolta definitiva alla sua vita è però il tentativo di salvare il figlio Ari (Sandor Funtek), avuto con l'attore Alain Delon, a cui aveva rinunciato perché non in grado di occuparsi di lui. Il ragazzo è ora tossicodipendente come la madre e Christa prova ad aiutarlo facendolo dimettere dall'ospedale e portandolo con sé in tour.

PERSONALITÀ RICCA DI CONTRASTI. A sostenere Nico, 1988 è la performance piena di sfumature offerta dalla Dyrholm che si mette alla prova con una personalità ricca di contrasti e di debolezze, sfruttando in modo efficace la propria fisicità e vocalità per dare vita al dolore e alla rabbia passionale con cui l'artista affrontava la sua vita e i concerti.

TENTATIVO DI CAPIRE L'ARTISTA. La regia di Susanna Nicchiarelli asseconda gli sbalzi di umore e l'energia della sua protagonista, rimanendo sospesa tra malinconia e voglia di provare a capire la mente di un'artista cresciuta in tempo di guerra che sembra non essersi mai lasciata realmente alle spalle la necessità di dover lottare per sopravvivere, avvicinandosi al proprio lato oscuro con la consapevolezza che la fama e il successo non hanno saputo colmare dei vuoti interiori o rimarginare le ferite subite in passato.

Il film su Nico ne celebra il carisma e la capacità di essere se stessa in ogni occasione, non esitando a portare alla luce difetti e punti deboli

Il film riesce inoltre a mostrare i momenti peggiori del tour di Christa e i suoi atteggiamenti negativi senza mai giudicarla, preferendo piuttosto celebrarne il carisma e la capacità di essere se stessa in ogni occasione, non esitando a portare alla luce difetti e punti deboli, rendendo così anche comprensibile il progressivo innamoramento del suo manager.

SITUAZIONI SPESSO SOPRA LE RIGHE. Le due dimensioni della vita della protagonista, quella privata e quella pubblica, sono rappresentate in modo equilibrato, seppur a tratti fin troppo messe in contrapposizione per rivalutare una figura spesso messa in ombra dagli anni del massimo splendore, seguendo una sceneggiatura che spesso scivola in battute improbabili e situazioni volutamente sopra le righe.

Foto della cantante dei Velvet Underground. (Getty)

Più efficace, invece, la fotografia curata da Crystel Fournier che regala delle immagini cromaticamente in linea con i momenti oscuri e quelli più luminosi vissuti da Christa negli ultimi mesi di vita.

INTELLIGENTE VIAGGIO INTROSPETTIVO. Nico, 1988 riesce così a ritagliarsi un proprio spazio all'interno del panorama dei lungometraggi biografici, regalando un ritratto al femminile che lascia il segno e supera le aspettative grazie alla capacità di seguire con intelligenza il viaggio, più introspettivo che geografico, compiuto dall'icona della musica rock.

In pillole

TI PIACERÀ SE. Ami i film biografici che mostrano dei lati poco conosciuti delle icone della musica.

DEVI EVITARLO SE. Non ami la musica rock e gli eccessi degli artisti del passato.

LA FRASE CULT. «Non chiamarmi Nico, chiamami con il mio vero nome: Christa».

CON CHI VEDERLO. Assieme alle amiche che non si perdono un concerto e apprezzano le storie di donne forti e piene di difetti.

PERCHÉ VEDERLO. Il film permette di addentrarsi nella mente di una figura iconica la cui vita è tutt'ora poco conosciuta.

LA SCENA MEMORABILE. L'interpretazione di My Heart Is Empty durante un concerto clandestino a Praga, piena di energia e passione.

Regista: Susanna Nicchiarelli; genere: drammatico (Italia, 2017); attori: Trine Dyrholm, John Gordon Sinclair, Anamaria Marinca, Sandor Funtek, Thomas Trabacchi, Karina Feernandez, Calvin Demba, Francesco Colella.

Vediamo qualche curiosità sul film:

1. Colonna sonora italiana: brani del gruppo "Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo"

Nel film vengono interpretate da Trine Dyrholm alcune canzoni ormai diventate dei veri classici come Nature Boy e nella colonna sonora c'è inoltre spazio per i brani originali composti dal gruppo italiano "Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo".

2. Accurata ricerca biografica: la regista ha condiviso il materiale con la sua attrice

Susanna Nicchiarelli ha spiegato di aver compiuto una lunga ricerca biografica che ha poi condiviso con la sua attrice protagonista. La regista e Trine hanno quindi usato i materiali raccolti e le interviste con i testimoni per ricostruire un personaggio considerato difficile, controverso e a volte antipatico. La filmmaker voleva reinterpretare, rivivere e rielaborare emotivamente tutte le componenti che hanno contraddistinto la storia di Nico per riuscire a renderla una figura contemporanea e universale.

3. Immagini “vintage”: look che ricorda la metà degli Anni 80

Susanna e Crystel Fournier hanno cercato di creare delle immagini con un look specifico che ricordasse la seconda metà degli Anni 80, riproducendo la qualità dei video di quel periodo storico, il formato quadrato, i colori delle luci che venivano utilizzati e la bassa definizione del supporto analogico.

4. Tragica fine per la musa di Warhol: morta dopo una caduta in bicicletta

Nico è morta per un'emorragia cerebrale il 18 luglio 1988, mentre si trovava a Ibiza. L'artista, che stava preparando un nuovo disco, venne ricoverata in ospedale dopo una caduta in bicicletta e in poche ore perse la vita. Le sue ceneri sono state sepolte nel cimitero di Grünewald, a Berlino, accanto alla tomba della madre.

5. Flashback d'autore: Mekas mostra la diva negli Anni 60

Nel film sono presenti alcuni flashback che mostrano Nico durante gli Anni 60 e che sono stati girati da Jonas Mekas, il famoso regista lituano considerato "il padrino del cinema d'avanguardia americano".

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