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FRONTIERE
26 Aprile Apr 2018 1454 26 aprile 2018

L’antisemitismo in Europa è arabo e islamico

Riflettere su questa verità incontrovertibile è scomodo per i media e la politica europea, impone di trarre conseguenze gravi, a partire dalla presa d’atto di un odio contro gli ebrei connaturato con la natura stessa del Corano,

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Parole chiare sull’impressionante ondata di antisemitismo omicida che scuote l’Europa: è arabo, è islamico, non è europeo. Tutti, proprio tutti gli episodi di ferocia antisemita che hanno sconvolto l’Europa, l’omicidio della anziana ebrea Mireille Knoll poche settimane fa a Parigi, sempre a Parigi quello dell’anziana ebrea Sarah Halmi nel 2016, quello feroce (fu rapito e torturato a morte per giorni) del giovane ebreo Ilan Halmi, così come gli innumerevoli episodi di violenza in Francia, gli attentati antiebraici di Bruxelles e Tolosa e l’ultimo episodio di violenza contro un giovane a Berlino colpevole solo di portare la Kippah, sono opera di arabi e islamici, non di esponenti della estrema destra europea.

L'IPOCRISIA DEI MEDIA EUROPEI. Gli ebrei fuggono dalla Francia in Israele al ritmo di 6-8 mila l’anno perché perseguitati, uccisi, violentati da arabi e islamici al grido di «Allah akbar» o di «sporco giudeo», non da neonazisti nostrani. È questo il prodotto - nascosto ipocritamente - della società multietnica. Prodotto negato da chi sui media, con ciglio corrucciato, denuncia genericamente l’antisemitismo e non lo ricollega alla sua chiara, evidente, inequivocabile matrice arabo islamica. Matrice - sia chiaro - che nulla ha a che fare col conflitto israelo-palestinese, ma che riecheggia i tanti brani del Corano e soprattutto degli Hadith che definiscono gli ebrei «porci e scimmie» e che sostengono che «il giorno del Giudizio Ultimo non verrà sino a quando l’ultimo ebreo non sarà ucciso».

Gli ebrei fuggono dalla Francia in Israele al ritmo di 6-8 mila l’anno perché perseguitati, uccisi, violentati da arabi e islamici al grido di «Allah akbar» o di «sporco giudeo», non da neonazisti nostrani

Questa matrice arabo-islamica e coranica dell’antisemitismo è la ragione per la quale le comunità musulmane “moderate” e i dirigenti della comunità araba nulla fanno per contrastarlo. Anzi. Riflettere su questa verità incontrovertibile è scomodo per i media e la politica europea, impone di trarre conseguenze gravi, a partire dalla presa d’alto di un antisemitismo islamico connaturato con la natura stessa del Corano, con la definizione degli ebrei come complottatori e traditori del patto stretto con Allah, più volte e chiaramente elevata dal Profeta in più versetti.

SERVE UNA RIFORMA DELL'ISLAM. Impone di riflettere con gravità prima di affermare che «l’Islam appartiene alla Germania», come ha fatto recentemente Angela Merkel in polemica con il suo ministro dell’Interno Horst Seehofer che giustamente affermava il contrario. Impone infatti di chiedere con fermezza ai musulmani di operare una lettura critica del testo coranico, di storicizzarlo, (Maometto abbandona l’ecumenismo nei confronti degli ebrei quando valuta che lo ostacolano nella guerra della Medina contro gli abitanti politeisti della Mecca). Impone insomma di affrontare di petto una enorme verità: l’antisemitismo è connaturato con la tradizione islamica e senza una riforma razionalista non ne verrà mai espulso. Ma l’Islam è incapace di tale riforma, se non in sue componenti minoritarie (per esempio, in Marocco).

Beninteso, non vogliamo qui negare che esista e operi un antisemitismo europeo, potentemente presente in Polonia, in Ucraina e altrove (anche in Gran Bretagna e il laburista Corbyn ne è complice), ma questa tradizione non si esprime se non attraverso slogan o attacchi alle cose (lapidi, cimiteri ebraici, ecc…). L’antisemitismo violento, fisico, omicida in Europa è monopolio praticamente esclusivo della componente arabo islamica, anche di seconda o terza generazione. E va detto. Con forza.

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