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Cultura e Spettacolo
6 Maggio Mag 2018 1600 06 maggio 2018

"A Beautiful Day" al cinema, trailer e recensione del film

Tormenti, brutalità, violenza emotiva e fisica. Con un intenso Joaquin Phoenix. Arriva nelle sale la storia del lato più buio dell'umanità. Tra corruzione, criminalità e traffico sessuale di minori. Perché andare a vederla.

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Il romanzo di Jonathan Ames è alla base di A Beautiful Day, il nuovo film scritto e diretto da Lynne Ramsay dopo l'ottima accoglienza riservata a ...e ora parliamo di Kevin. Al centro degli eventi c'è Joe (Joaquin Phoenix), un uomo traumatizzato da un'infanzia violenta e da una vita complicata, diventato nel corso degli anni un esperto in missioni brutali e nel ritrovare persone scomparse. Le sue giornate trascorrono tra allucinazioni, ricordi traumatici e le amorevoli cure che riserva all'anziana madre (Judith Roberts). Quando Joe riceve il compito di salvare la teenager Nina Votto (Ekaterina Samsonov), finita in mano a degli spietati criminali, inizierà per lui un percorso mortale e, forse, di redenzione.

APPROCCIO AFFASCINANTE. La regista ha scelto un approccio stilisticamente affascinante per affrontare una trama che avrebbe potuto risultare sulla carta convenzionale, addentrandosi invece con efficacia nella mente del protagonista, interpretato con la giusta intensità da Phoenix, da sempre particolarmente a suo agio nel portare in vita personaggi tormentati e dai lati oscuri.

RACCONTO MOLTO PERSONALE. Il contesto che affronta il lato più buio dell'umanità, tra poliziotti corrotti e traffico sessuale di minori, viene utilizzato per dare spazio a un racconto molto personale su come si possa sopportare e reagire al dolore, fisico e spirituale, cercando di sopravvivere da giovanissimi a traumi che potrebbero non lasciare segni visibili sulle persone, causando però ferite difficili da rimarginare a livello emotivo.

Gli spettatori, grazie anche all'interessante colonna sonora, sono portati in un vortice di azioni quasi primordiali e di sofferenza palpabile

L'efficace contrasto tra il burbero Joe, che affronta la vita a colpi di martello, e l'innocenza spezzata rappresentata dall'angelica Nina, grazie alla buona performance della giovane Ekaterina Samsonov, rende la seconda parte del film coinvolgente e trascinante, portando gli spettatori (anche grazie all'interessante colonna sonora firmata da Jonny Greenwood e al montaggio di Joe Bini) in un vortice di azioni quasi primordiali e di sofferenza palpabile.

LONTANO DAI SOLITI SCHEMI. A Beautiful Day non risparmia nulla allo spettatore e, pur soffrendo in più passaggi a causa della struttura narrativa ellittica, conduce a un epilogo che fa intravedere in tanta oscurità uno spiraglio di speranza, quasi sottolineando l'istinto di sopravvivenza umana. Il thriller firmato da Lynne Ramsay diventa un'esperienza difficile e al tempo stesso soddisfacente, ben ideata per allontanarsi dagli schemi che abitualmente contraddistinguono il genere addentrandosi con efficacia nella mente del suo protagonista, valorizzando al meglio una delle performance più misurate e drammaticamente realistiche di Phoenix.

In pillole

TI PIACERÀ SE. Ami i film in stile Refn e non ti intimoriscono le scene di violenza emotiva e fisica.

DEVI EVITARLO SE. Sei particolarmente sensibile e non apprezzi i thriller-noir in cui le vittime sono anche dei minori.

LA FRASE CULT. «Joe, svegliati! È una bella giornata».

CON CHI VEDERLO. Assieme a chi ha dei dubbi riguardanti il talento di Joaquin Phoenix, per dimostrare la sua indubbia bravura.

PERCHÉ VEDERLO. Per addentrarsi nella mente di un uomo complesso e ferito.

LA SCENA MEMORABILE. Joe ritorna a casa e scopre che i criminali si sono vendicati in modo molto personale.

Regia: Lynne Ramsay; genere: drammatico (Usa, 2017); attori: Joaquin Phoenix, Ekaterina Samsonov, Judith Anna Roberts, Alessandro Nivola, Alex Manette, John Doman.

Qualche curiosità sul film:

1. Script e romanzo: così si è convinto Phoenix

L'attore Joaquin Phoenix ha rivelato di aver accettato il ruolo di Joe dopo aver letto la sceneggiatura e, in un secondo momento, il romanzo. La star del cinema non ha invece tenuto in considerazione il budget a a disposizione, fidandosi del valore della regista e delle conversazioni avute con lei per capire come delineare il personaggio e la storia.

2. Colonna sonora essenziale: è quasi un personaggio a sé

La regista ha già avuto modo di lavorare assieme a Jonny Greenwood in occasione del film ...e ora parliamo di Kevin, arrivato nei cinema nel 2011. Lynne ha spiegato che nel momento in cui ha avuto modo di ascoltare i primi brani ideati per A Beautiful Day ha avuto una reazione molto emotiva: «Ho pensato "questo è il suono dell'inferno, è così carico di dolore”». Nelle fasi successive della produzione si è quindi tenuto conto della colonna sonora, rendendola quasi uno dei personaggi del lungometraggio.

3. Fonte d'ispirazione originale: fuochi d'artificio e colpi d'arma

Il film si addentra nella mente del personaggio principale, Joe, e Joaquin Phoenix ha raccontato di aver ricevuto dalla regista dei file audio in cui erano stati registrati i suoni creati dallo scoppio di alcuni fuochi d'artificio e dei colpi d'arma da fuoco perché Lynne Ramsay trovava che fossero una rappresentazione efficace dei pensieri del personaggio.

4. Budget limitato: mostrati i momenti successivi agli attimi più brutali

Per realizzare il film la produzione non aveva a disposizione un budget particolarmente elevato, rendendo così complicato girare le sequenze d'azione. La regista ha avuto quindi l'idea di mostrare prevalentemente i momenti successivi agli attimi più brutali, approccio però rischioso perché se le immagini non fossero risultate efficaci non avrebbe potuto tornare sul set e rigirare le scene.

5. Protagonista meno tecnologico: cambiamenti voluti dall'attore

Nel passaggio dal romanzo al film alcune caratteristiche del personaggio di Joe sono state modificate. Nel libro scritto da Jonathan Ames, per esempio, l'uomo utilizza spesso guanti e altri oggetti, anche tecnologici, per portare a termine le sue missioni. La regista Lynne Ramsay ha però spiegato che è stato Joaquin Phoenix a suggerire di mantenere il suo "equipaggiamento" il più possibile essenziale per rendere il personaggio più autentico e credibile.

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