Ferrari
6 Maggio Mag 2018 1114 06 maggio 2018

È morto l'attore Paolo Ferrari

Una lunga carriera dal teatro al cinema e alla tivù. Ha lavorato con registi come Blasetti, Zeffirelli e Petri. Aveva 89 anni.

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È morto a Roma Paolo Ferrari, grande attore di teatro, cinema e televisione. Aveva lavorato con registi come Blasetti, Zeffirelli e Petri. Fu anche un famoso doppiatore. Nato a Bruxelles il 26 febbraio del 1929, Ferrari è stato sposato due volte. Un primo matrimonio con Marina Bonfigli e in seguito con Laura Tavanti, entrambe sue compagne anche sulla scena. Ha tre figli maschi, Fabio e Daniele avuti dalla prima moglie, e Stefano, figlio della Tavanti. Ferrari è praticamente nato nel mondo dello spettacolo e lo ha attraversato in tutte le sue forme per quasi 80 anni, spaziando dal teatro (il suo grande amore) al cinema e alla televisione. Senza dimenticare la pubblicità che lo rese incredibilmente popolare.

Il suo esordio nel cinema risale agli anni dell'infanzia, quando nel 1938, a soli nove anni, ebbe una parte di una certa importanza in Ettore Fieramosca, un film storico-avventuroso tratto dall'omonimo romanzo di Massimo D'Azeglio diretto da Alessandro Blasetti. In seguito, dopo aver frequentato l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica, Ferrari affrontò le sue prime prove teatrali, prima nella compagnia Gioi-Cimara-Bagli, poi nella Compagnia dei Giovani. In questo modo iniziò per lui un'intensa attività nel teatro di prosa, alla radio, in spettacoli di rivista e poi in televisione. Attore poliedrico, dalla mimica accattivante e dall'eloquio ironico e fluido, messo in risalto da un bellissimo timbro vocale.

ATTORE RAFFINATO. Anche per la televisione lavorò moltissimo: una delle sue migliori interpretazioni rimane quella offerta nella serie gialla Nero Wolfe del 1969, in cui ricoprì con insuperabile ironia il ruolo di Archie Goodwin, segretario del celebre investigatore interpretato da Tino Buazzelli. Negli anni Sessanta, Ferrari lavorò in molti film, per lo più di genere comico-brillante. Un'attività artistica a tratti frenetica ha contraddistinto la sua lunga vita. Grande doppiatore, è stato la voce italiana di Humprey Bogart e David Niven. Attore raffinato, negli '50 e '60 straordinario interprete dell'Opera da tre soldi di Brecht, ma nell'immaginario dei quaranta-cinquantenni è rimasto impresso per lo spot-tormentone dei fustini Dash. Da tempo si era ritirato dalle scene, viveva in una casa in campagna alle porte di Roma. Riguardo al suo eremo, l'attore aveva recentemente detto: «È un posto dove leggere, ascoltare musica, coltivare rose, andare in bicicletta, meditare. Alla meditazione io dedico ogni giorno qualche ora. Lasciar passare i pensieri, lasciarli andare senza trattenerli...».

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