Schermata 2018 05 07 Alle 10
7 Maggio Mag 2018 1037 07 maggio 2018

Il Grande Fratello e il finto moralismo di Barbara D'Urso

La conduttrice a metà tra Maleficent e Tina Lagostena Bassi dal suo pulpito condanna e stigmatizza i concorrenti reclusi. Salvo poi sguazzare nel trash più osceno. E Canale 5 ringrazia. 

  • Beatrice Morandini Valdirana
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Nell’estate del 1996 mi trovavo negli Stati Uniti. Era uno di quei periodi che ricordo bene: la Casa Bianca era illuminata da Bill Clinton e dal suo sorrisetto malandrino, da molti ritenuto già allora vera sentinella di future sconcezze (la conferma arriverà solo due anni dopo); Nicolas Cage aveva vinto uno degli Oscar più immeritati di sempre; sui giornali arrivava l’eco dell’imponderabile: l’Italia aveva eletto una Miss nera, tale Denny Méndez; e in tivù, su Mtv, c’era un programma che mi sembrò il miglior incentivo a cercare una qualsiasi replica di Dynasty: The Real World. Chi si interessa di televisione che parla di televisione sa bene quanto sia in debito con The Real World il Grande Fratello.

Chi non se ne interessa deve sapere che il primo è il padre putativo del secondo. Io ci penso a ogni edizione del programma con i «reclusi nella casa». E ogni edizione del programma con i «reclusi nella casa» mi conferma quanto scoperto per la prima volta negli Usa: mi annoia osservare la rappresentazione parziale delle vite degli altri. Lunedì scorso, però, capitando di transitare su Canale 5, ho visto questa scena: Barbara D’Urso di pizzo rosso vestita (peccato non avesse «'a vesta blu», Uè uè che femmena! era servita su un piatto d’argento) e mani ben piantati sui fianchi alla piazzata maniera che arringa le folle dello share urbi et orbi. E mi sono fermata.

Il profilo Instagram di Barbara D'Urso.

La reprimenda, ho capito dopo, è andata in scena a causa di censurabili pensieri, parole, opere (di omissioni non se ne parla) da parte di uno dei concorrenti, Baye Dame, contro una collega di cella, Aída Nízar Delgado, per questioni di tiramisù. Lei, Barbara, imperiosa e solenne, una e trina (accusa, difesa, giudice), un po’ Maleficent, un po’ Tina Lagostena Bassi (buonanima), ha usato espressioni forti: «Io e il Grande Fratello ci siamo vergognati!», «Il bullismo è una cosa orrenda!», «Io non ci sto! E l’Italia non ci sta!». Una sfuriata conclusasi con la squalifica di Baye al culmine di un’ora ipnotica: sembrava di vedere il pompiere intento con la destra a salvare il palazzo dall’incendio, mentre con la sinistra nascondeva il lanciafiamme. Subito dopo, come in un cambio scena al Moulin Rouge, D’Urso flagello di Dio infilava il pugno di ferro in un guanto di velluto e iniziava ad accarezzare due concorrenti protagonisti di un qualche amorazzo. A quel punto ho spento.

UN REALITY PERMANENTE. L’indomani, la conferma della sensazione della sera precedente: 27,2% di share, record del programma da anni a questa parte, e Carmelita che scrive su Instagram: «Sono sotto choc!». È la conferma che Piersilvio Berlusconi avesse ragione quando, già alla fine del 2017, ipotizzava una sorta di reality permanente tutto l’anno su Mediaset. È la conferma che anche dalla nostra rallentata in autostrada per sbirciare l’incidente stradale sulla carreggiata opposta qualcuno ci può guadagnare. È la conferma che D’Urso non fa altro che tenere bene in vista lo specchio che restituisce quel riflesso lì: quello di una buona parte della nostra società. D’altronde, Baye non è finito all’Asinara, ma è già sulla copertina di Spy. Qualcosa vorrà pur dire.

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