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Cultura e Spettacolo
8 Maggio Mag 2018 1615 08 maggio 2018

Festival di Cannes 2018, quando la politica si intromette

Il regista russo Serebrennikov e l'iraniano Panahi non possono partecipare perché sotto processo o condannati. Torna invece, anche se fuori concorso, Lars von Trier: dimenticate le esternazioni filo-naziste.

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L'8 maggio inizia Cannes 2018, ma come ormai è noto i festival internazionali del cinema sono anche spia politica dei tempi in cui viviamo. E in Costa Azzurra spicca l'assenza di due registi, impossibilitati a partecipare dai rispettivi governi. Sono il russo Kirill Serebrennikov e l'iraniano Jafar Panahi. A entrambi è stato proibito di lasciare il Paese perché sotto processo o condannati. Ma secondo i loro sostenitori le motivazioni sarebbero prettamente politiche. Rientra invece dalla finestra Lars von Trier, escluso dal 2011 per aver espresso le sue simpatie per il nazismo.

ACCUSATO DI FRODE FISCALE. Il russo Serebrennikov è ai domiciliari da agosto 2017. È accusato di frode fiscale ai danni dello Stato. Avrebbe sottratto allo stato 68 milioni di rubli (circa 900 mila euro) per finanziare il progetto artistico Platforma. L'ex direttore del teatro di avanguardia Gogol ha il supporto di attori e registi e recensioni entusiaste per il suo lavoro. Persino l'Accademia dei film europea ha chiesto di «rilasciarlo immediatamente e incondizionatamente e di garantire la sua libertà di movimento e di espressione artistica».

VICINO AL MOVIMENTO LGBT. In passato il regista si era opposto all'annessione della Crimea e aveva appoggiato il movimento Lgtb, troppo spesso osteggiato dal Cremlino. Nell'ultima udienza del processo, Serebrennikov si è dichiarato innocente portando gli incassi e le critiche positive ricevute da Platforma come prova del fatto che aveva lavorato bene. Nonostante le sue esternazioni, gli arresti domiciliari sono stati estesi fino al 19 luglio. Il film ammesso a Cannes, Leto (Estate), è ambientato nella scena musicale undergrund della Russia degli Anni 80. È il suo secondo film in concorso.

Jafar Panahi, invece, ha già vinto la Caméra d'or nel 1995 per la migliore opera prima: Il palloncino bianco. Nel 2010 è stato accusato di «collusione nell'intento di commettere crimini contro la sicurezza nazionale e di propaganda contro la Repubblica islamica». Da allora non può lasciare l'Iran e fino al 2030 non potrà parlare con i media, scrivere o dirigere film.

DIVIETI PIÙ VOLTE DISATTESI. Ma quest'ultimo divieto è stato evidentemente disatteso. E più volte. Il suo film in concorso Three faces, tre ritratti di donna, è il quarto che gira in sette anni. Due (This Is Not a Film, 2011 e Closed Curtain, 2013) sono stati prodotti a casa sua e poi fatti uscire segretamente dal Paese in una chiavetta usb nascosta in una torta, mentre per il terzo lavoro (Taxi Tehran, 2015) ha nascosto le telecamere in un taxi e ha finto di essere il tassista. Il regista iraniano, dal suo account Instagram, ha disatteso anche il divieto di non parlare ai giornalisti: «Il mio più grande desiderio è quello di essere proiettato fuori dell'Iran, anche in un solo cinema, nel più distante dei posti».

L'attrice tedesca Franziska Petri indossa una borsa in testa per protestare contro l'assenza del regista russo Kirill Serebrennikov al Festival di Berlino 2018. (Getty)

Ma, come nota il Guardian, c'è anche chi tornerà a partecipare nonostante le critiche che ha suscitato. Come detto, il danese Lars von Trier per esempio è stato riammesso dopo che nel 2011 aveva pubblicamente espresso le sue simpatie per Hitler e si era definito un nazista.

DANNATI E POI PERDONATI. La sua disturbante ironia di indossare una maglietta con la palma simbolo di Cannes e la scritta "persona non grata - official selection" alla successiva Beliniade è ancora nei ricordi di tutti noi. Il suo ultimo film, The House That Jack Built, è fuori concorso ma vede protagonisti Uma Thurman e Matt Damon. Con buona pace delle accuse di molestie che gli ha lanciato neanche troppo velatamente Björk, protagonista di quel Dancer in the Dark che gli valse la Palma d'oro nel 2001.

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