Schermata 2018 05 08 Alle 13
Odio di palma
8 Maggio Mag 2018 1048 08 maggio 2018

Milano e l'invasione dei maître à manger

In città arriva la settimana del cibo. Ed è tutto uno story o uno show cooking. Senza dimenticare la solidarietà. Ma questa abbuffata di stelle, chef, kitchen e mistery box rischia di diventare indigesta. 

  • ...

E dopo il fashion, il book, il design arriva nel calendario mondano ambrosiano pure il food. Nella capitale morale, la metropoli più internazionale della provinciale Italia, dove i mezzi funzionano e le buche per strada paiono installazioni d'arte contemporanea, dal 7 al 13 maggio è tempo di cibo. L'eredità di Expo continua insomma a dare i suoi frutti.

MASTERCHEF POLITICO. Ad aprire la "week" - che settimana non suona così bene - la sfida in stile Masterchef tra il governatore leghista Attilio Fontana, il sindaco Pd dialogante Beppe Sala e il numero uno di Confcommercio Carlo Sangalli, un food talent per valorizzare anche la lotta allo spreco. I tre, affiancati da chef stellati del calibro di Claudio Sadler, Andrea Berton e Andrea Aprea sono, sono stati giudicati da una giuria presieduta da Carlo Cracco. E a spuntarla tra i due avversari politici prima che culinari è stato proprio Sangalli, padrone di casa visto che la sfida, con tanto di mistery box, ha avuto luogo al Circolo del Commercio di Palazzo Bovara. Nella Milano controcorrente rispetto alla palude nazionale, si è così avuto un vincitore di "servizio" e super partes. Di mattarello, più che di Mattarella, ma si può chiudere un occhio.

IL BUSINESS DELL'ECCELLENZA. Milano insomma funziona, nonostante l'Italia. E allora ben venga il cibo, pardon il food, che come ha ricordato Sangalli è una delle innumerevoli «eccellenze» della città, in continua crescita. Le 18 mila imprese solo nel settore della ristorazione producono un fatturato di circa 2 miliardi e mezzo. Un boccone più che appetitoso. L'unica tregua possibile, dunque, si fa a tavola. Evidentemente un piatto stellato per Fontana è meno divisivo di un gay pride (leggi l'intervista). «È necessario migliorare la comunicazione delle eccellenze del food lombardo, per aprirci alla possibilità di unirle allo sviluppo turistico», ha commentato il governatore. Perché nel mondo, ha aggiunto Sala, «guardano alla nostra città per tanti fattori e il cibo è uno di questi».

LA PACE DELLA PAJATA. Location, menù e servizio (parafrasando lo chef Borghese nel suo Quattro ristoranti) "in", esclusivi, stellati. Insomma molto milanesi. Così distanti dalla polenta, coda alla vaccinara e trippa che si scambiarono nell'ottobre 2010 a piazza Montecitorio l'allora leader del Carroccio Umberto Bossi e il sindaco di Roma Gianni Alemanno, accompagnati dalle rispettive delegazioni (Roberto Calderoli da un lato, Renata Polverini dall'altro). Piatti che servirono paradossalmente a digerire quel «sono porci questi romani» del Senatùr. Decisamente altri tempi e, soprattutto, altre leghe.

Da sinistra Fontana, Sangalli e Sala.

Detto questo, prepariamoci. La settimana sarà tutto uno showcooking, uno storycooking, un coffee cooking, uno street food. Tra - tutto vero - city, smart, special, lifestyle, home, student e public kitchen. Senza dimenticare gli healthy point. Ma, soprattutto, fuor da ogni facile ironia senza dimenticare la gara di solidarietà per donare fondi ad alcune associazioni no profit: dal Banco alimentare alla Caritas.

LIFESTYLE E KEY WORDS. Cliccando il programma interattivo nel sito ufficiale, però, l'allure fashion pare avere il sopravvento. «Ogni appuntamento, nella Lifestyle Kitchen, è direttamente linkato alle key words che meglio rappresentano ogni piano del Brian&Barry Building, punto di riferimento per fashion, sport e beauty care», si legge sfiorando una delle icone. Anche la Student kitchen che altrove richiamerebbe solo pasta col tonno primo prezzo, nella city si trasfigura in un «susseguirsi di Storycooking ed eventi dedicati a sei tipologie diverse di studente: il Modaiolo, l’Hipster, l’Ambientalista, il Fuorisede, il Disperato, lo Sportivo». Resta la grande curiosità di conoscere uno a uno questi "disperati" che forse, restando in tema di food, per mantenersi agli studi opera, per restare negli anglicismi, nella gig economy su due ruote.

BASTA CON LE MISTERY BOX. Alla fine dei conti un dubbio però viene. Gli eventi fanno di Milano una città vitale, attrattiva, dinamica. Soprattutto per i turisti. Ma il rischio di indigestione è dietro l'angolo. A maggior ragione in questa occasione. Tanti chef, tante stelle, tanti assaggi, tanti talent e story non è che hanno un poco stancato? L'abbuffata di cooking è servita ogni giorno tra televisione, appuntamenti, corsi e pubblicità. Come se la tavola in tutte le sue declinazioni potesse risolvere ogni problema (che, in parte, è pure vero). Forse ci servirebbero più maître à penser e meno maître à manger, più soluzioni e meno mistery box. Che tanto a finire a tarallucci e vino siamo sempre in tempo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso