Liberato
14 Maggio Mag 2018 1528 14 maggio 2018

Chi è Liberato, il rapper napoletano che nessuno conosce

I suoi brani sono molto ascoltati e apprezzati, ma della sua identità non si sa nulla. Girano teorie diverse, anche quella che si tratti di un detenuto del carcere minorile di Nisida, ma non ci sono conferme.

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Il 9 giugno a Milano è in programma il concerto di Liberato. Non si sa ancora dove né a che ora e, del resto – a più di un anno dall'uscita del suo primo singolo - nessuno sa ancora chi sia veramente Liberato, il rapper napoletano senza volto. Come per il primo concerto che si è tenuto il 9 maggio scorso sul lungomare di Napoli e a cui hanno partecipato più di 15 mila persone, moltissimi ragazzi e ragazze, anche l'annuncio dell'esibizione milanese è arrivato via Instagram e Facebook, con poche parole.

Di Liberato si è cominciato a parlare più di un anno fa con l'uscita del primo singolo, 9 maggio, cui sono seguiti altri brani che hanno avuto molto successo, da Intostreet a Tu T'è scurdat e me, Gaiola Portafortuna, Je te voglio bene assaje. Le sonorità sono un misto di dub, rap e neomelodico napoletano, con richiami alla scena musicale partenopea che vanno dagli Almamegretta – qualcuno ha ipotizzato anche che nel progetto siano coinvolti alcuni esponenti del gruppo del Raiz – ai Co Sang.

Roberto Saviano ha detto che «Liberato sta piacendo perché è accogliente: lo ascolta chi ama l'hip hop, chi la trap, chi l'indie, chi ascolta i neomelodici». Anche il celebre produttore discografico Giorgio Moroder ha espresso apprezzamento per il lavoro di Liberato, a modo suo.

Tra i critici del progetto c'è invece Nino D'Angelo, che ha parlato di una operazione di marketing fortunata più per l'anonimato del cantante che non per l'originalità dei brani.

Nei mesi sono state fatte diverse ipotesi sull'identità del cantante ma nessuna ha mai trovato conferma. L'unica cosa che si sa con certezza è che si tratta di un progetto collettivo: il regista dei video di Liberato, che su Youtube hanno decine di migliaia di visualizzazioni, è Francesco Lettieri, molto conosciuto e apprezzato nell'ambiente musicale italiano, autore dei clip di Calcutta, di Motta, e in passato anche dei Thegiornalisti, Emis Killa, Davide Petrella, mentre il direttore della fotografia è Gianluca Palma, che da tempo lavora con Lettieri.

IL RAPPER DI GOMORRA E IL POETA DI SCAMPIA. L'idea che si tratti di un progetto collettivo a cui contribuiscono in vario modo diverse personalità artistiche si è fatta strada fin dalla prima non-esibizione del rapper, il 26 maggio del 2017, al festival Mi Ami di Milano: sul palco, al posto di Liberato, salirono Calcutta, Izi, Priestess e Shablo. Mesi successivi, tuttavia, Liberato si è materializzato, con il voto coperto, al Club to Club di Torino e da allora hanno cominciato a ciroclare una serie di teorie su chi possa essere la voce del progetto. Qualcuno ha ipotizzato che si tratti di Livio Cori, il rapper napoletano di 27 anni che ha recitato nella seria Gomorra3, altri sostengono invece che Liberato sia in realtà Emanuele Cerullo, un poeta 24enne di Scampia, per le somiglianze tra i suoi testi e quelli delle canzoni di Liberato.

Qualche giorno fa, al romanzo Liberato si è aggiunto un nuovo capitolo. Lo "iutuber" napoletano Diego Laurenti ha messo insieme una serie di elementi dell'esibizione live di Liberato arrivando a ipotizzare che il rapper sia in realtà un giovane detenuto del carcere minorile di Nisida, nell'arcipelago delle Flegree.

IL MITO DEL DETENUTO VENUTO DA NISIDA. La sirena utilizzata all'inizio e alla fine del concerto che ricorda quella del carcere; la rosa che richiama la forma dell'isola; il fatto che il cantante sia arrivato al live di Napoli su una barca, affiancato da sei “sosia” che indossavano tutti la stessa felpa con la scritta «Liberato» sulle spalle, e - schermato da luci e fumi, incappucciato e con fazzoletto sul volto - è andato via alla fine nello stesso modo in cui era venuto, via mare. Il video di Laurenti è circolato molto in rete, ovviamente le restrizioni imposte ai detenuti sono incompatibili con un'ipotesi del genere, ma forse - oltre alla musica - è proprio questa la forza del fenomeno Liberato: il mito.

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