Hit parade, Sfera Ebbasta ancora al top
25 Maggio Mag 2018 1730 25 maggio 2018

Trap, tutto quello che bisogna sapere

Sfera Ebbasta, Ghali, Dark Polo Gang. E ora anche Young Signorino. Cantanti e performer nati in periferia che rappano lenti su musica elettronica. Sono strafottenti, e spesso inneggiano alla droga e al lusso. Il fenomeno. 

  • Valerio Berra
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Seguro, frazione di Settimo Milanese. Anno 2014. Nello studio allestito nel seminterrato di una villetta ci sono tre ragazzi, un pc e un paio di casse. Forse c'è anche qualche canna accesa, ma non è questa la cosa importante. Quello che è importante è la musica che esce da quelle casse. Un sound nuovo, appena sbarcato in Italia. Quei tre ragazzi si fanno chiamare Charlie Charles, Sfera Ebbasta e Ghali. La loro musica è la trap, il genere che fonde elettronica e rap che ora riempe le classifiche italiane e gli smartphone degli adolescenti.

1. Le origini: nelle case della droga di Atlanta

La giornalista Christina Lee ha ricostruito per il quotidiano inglese The Guardian le origini di questo genere. Tutto nasce alla fine degli Anni zero nel Sud degli Stati Uniti. Tra i quartieri popolari della periferia di Atlanta esistono dei fortini della droga, case abbondonate in cui gli spacciatori preparano e distrubuiscono gli stupefacenti. Nello slang dei ragazzi di strada questi laboratori si chiamano «Trap House». È in questo ambiente che il genere rap si plasma in una nuova forma. Il primo trapper che riesce a diffondere la sua musica oltre questi quartieri è Young Jeezy. La scena esplode. La trap entra nelle classifiche ufficiali e si diffonde anche Oltreoceano. La sua musica è fortemente contaminata dall'elettronica, la voce risulta robotizzata attraverso un effetto chiamato Autotune. Difficile trovare strumenti musicali. La linea melodica viene affidata ai sintetizzatori, quella ritmica alle drum machine. I testi non sono così importanti. Di solito sono «egotrip», viaggi di autocelebrazione in cui chi canta racconta la sua storia. Quello che conta è il flow, lo stile con cui si mettono in fila le parole.

2. I protagonisti: Sfera Ebbasta e Dark Polo Gang

«Avevo 2 rolex sul palco». Questo è il tweet che ha alzato un polverone di polemiche. Il polso è quello di Sfera Ebbasta, il palco quello del concerto del Primo maggio. Sfera è uno degli artisti italiani che compete per la corona di re della trap. Ha iniziato a Cinisello Balsamo, periferia nord di Milano. La sua prima impronta nel mondo della musica è Emergenza Mixtape Vol. 1, un album rilasciato nel settembre 2013. In questa fase la scena trap è ancora settata su un livello amatoriale. Non girano tanti soldi e non ci sono ancora in gioco le major. Le acque cominciano a muoversi dopo Panette, un singolo pubblicato nel settembre 2015. Il giovane di Cinisello viene notato da Roccia Music, l'etichetta fondata dal rapper Marracash. Singolo dopo singolo Sfera cresce in fretta. Nel 2017 il suo album Rockstar è distibuito dalla major Universal e conquista due dischi di platino.

Negli stessi anni comincia a crescere un'altra ondata trap, quella della Dark Polo Gang. Si presentano come un collettivo formato da quattro ragazzi, tutti giovani e tutti provenienti da quartieri eleganti di Roma. Sono DarkSide, DarkPyrex, Tony Effe e Wayne Santana. La loro musica è cucita su misura da Sick Luke, giovane produttore e figlio di una vecchia conoscenza del rap italiano: Duke Montana. Si promuovono da soli, si fanno conoscere tramite video su Youtube e fondano una loro etichetta indipendente: Triplosette Enterteinment. Si creano un'immagine che ammalia migliaia di ragazzi, o meglio, migliaia di «pischelletti dark», come chiamano i loro fan. Potrebbero definirsi come la prima boy band della musica trap. Ora sono diventati protagonisti di una webseries su Tim Vision e la loro ultima canzone, British, ha debuttato al primo posto nella classifica Fimi dei singoli più venduti.

DARK FRUSCIANTE FUORI DAL GRUPPO. Come in tutte le band che si rispettino, anche qui c'è un componente che ha lasciato il gruppo: DarkSide. Non ci sono comunicati ufficiali ma la notizia è stata data da Francesco Bruni, padre del ragazzo e sceneggiatore di molti film di Paolo Virzì tra cui Tutta la vita davanti e Il capitale umano. Sui social era da tempo che DarkSide, al secolo Arturo Bruni, non si faceva più vedere con la Dark Polo Gang e la band non ha ancora smentito l'uscita dal gruppo.

3. I centri: Milano, Roma e gli emergenti di Genova

Il Big Bang della musica trap è scoppiato a Seguro. Qui vive e lavora Charlie Charles, il produttore che ha "costruito" il successo di Sfera Ebbasta. Come già accaduto altre volte, Milano è la piazza più importante per la musica urban. Alla fine degli Anni 90 dalle sue strade sono nati i Club Dogo, i primi a portare il gansta rap nelle classifiche italiane. Il loro dj, Don Joe, ha un tatuaggio sulle braccia: «Mida's Touch», il tocco di Re Mida. In quegli anni tutte le canzoni che toccava diventavano oro. Adesso sembra che questo potere sia passato tra le dita di Charlie Charles. Nel suo studio, ricavato sotto la villa di famiglia, passano molti degli attuali artisti trap. Altro polo milanese è la Zona 4, quella dei quartieri Calvairate e Corvetto, qui nasce la Z4 Gang un collettivo fra cui spicca il talento del giovane Rkomi.

LA CAPITALE DELLA DARK POLO GANG. Il legame con la città di origine è uno di tratti più importanti del rap, e questa è una delle caratteristiche rimaste nell'evoluzione dal rap alla trap. Mai dimenticare da dove si viene, mai dimenticare dove tutto è iniziato. Nella geografia del rap l'ambiente romano è collegato alla Dark Polo Gang, tanto che nel loro simbolo è presente anche il Colosseo. Accanto alla Dark Polo ci sono altri cantanti già affermati nella scena, come Achille Lauro e il suo produttore Boss Doms che lavorano molto sulla sperimentazione, portando la trap a contatto con altri generi. I due sono si sono fatti conoscere dal pubblico televisivo per aver partecipato a Pechino Express.

LA LANTERNA DEI TALENTI. Nella storia della musica, anche le città più piccole possono avere un ruolo da protagoniste. In Italia è successo a Bologna per almeno due volte. Alla fine degli Anni 80 è diventata il palco più importante per la musica punk, dando i natali a una band come gli Skiantos; negli Anni 90 invece ha lanciato i Sangue Misto, uno dei gruppi più importanti per la musica rap italiana. Nel caso della trap questo ruolo è giocato da Genova, Qui è nato il colettivo Wild Bandana, da cui arrivano Tedua e Izi, due degli artisti più promettenti in circolazione.

4. Quanto conta l'immagine: i video e i gioielli

I videoclip sono uno degli elementi più importanti per la costruzione dell'immagine dei trapper. Si esibiscono gioieilli, case e macchine di lusso. Ma anche droghe e ragazze. Si mostrano i quartieri di origine per celebrare il successo ottenuto. I video sono così importanti che nei titoli di testa non compare solo il nome dell'artista o del produttore, ma anche quello del regista. Le immagini contano, anche sui social network. Quasi tutti i trapper pubblicano ogni giorno storie sui loro profili Instagram in cui mostrano come la musica abbia cambiato la loro vita. Vestiti di marca, viaggi in prima classe, orologi d'oro. Potrebbe sembrare una banale ostentazione di ricchezza ma forse c'è qualcosa di più. Tutti questi lussi sono trofei, conquistati (quasi) solo con la musica. Al business principale, quello dei dischi e dei concerti, si lega quello delle sponsorizzazioni. A voler comparire sui profili social dei trapper non ci sono solo le marche di vestiti ma anche aziende più in linea con i contenuti dei loro testi, come i produttori di cartine lunghe.

6. Il ruolo della droga: tra marijuana e Purple Drank

La droga è una delle protagoniste dei testi trap, ma anche in questo caso la tradizione si mescola alle nuove tendenze. Gli stupefacenti che compaiono in video e canzoni sono soprattutto due. La marijuana, già celebrata dal punk al reggae, passando per il rock e lo stesso rap e la seconda è la codeina, un oppiaceo che mescolato a bibite gassate crea un cocktail noto come Purple Drank. Questa sostanza non è difficile da reperire: si trova in alcuni sciroppi per la tosse. Se in Italia questi farmaci non sono acquistabili senza ricetta medica, in Svizzera sono considerati da banco. Un'inchiesta della trasmissione Patti Chiari della televisione Rsi ha recentemente raccontato quanto l'uso di questa droga farmaceutica si stia diffondendo tra i più giovani. Il "drink" non viene nascosto dai cantanti trap, anzi. Viene dichiarato tranquillamente nelle interviste e mostrato sulle storie di Instagram.

7. I confini della trap: da Ghali a Young Signorino

L'etichetta trap raccoglie musiche molto diverse tra loro e forse i suoi confini sono già diventati troppo estesi per pensarla ancora come un movimento unico. Uno dei pionieri di questo genere è Ghali. Questo ragazzo di origini tunisine è partito da Seguro con Charlie Charles e Sfera Ebbasta ma adesso sta prendendo una strada diversa. I suoi testi non parlano più solo di droga o vita di strada ma hanno cominciato a raccontare la storia degli italiani di seconda generazione. Un esempio è Cara Italia. I sound delle canzoni, prodotte nella maggiorparte dei casi da Charlie Charles, guardano anche a nuovi e vecchi miti della musica pop, da Micheael Jackson a Stromae. Ghali ha ricevuto apprezzamenti anche da personaggi esterni alla trap come Roberto Saviano.

YOUNG SIGNORINO, AGLI ANTIPODI DEL GENERE. Di tutt'altro tipo è la musica di Young Signorino. Un fenomeno diventato virale negli ultimi tempi grazie a video con luci che possono scatenare attacchi epilettici e testi improvvisati. Non è ancora chiaro se i suoi lavori siano solo provocazioni o siano portatori di un sincero messaggio artistico. Il dato di fatto è che continuano a macinare milioni di visualizzaizoni su Youtube.

8. La voce dentro la scena: il magazine Sto

Se negli Anni 90 i fan della musica rap si riconoscevano nel magazine Aelle, ora i seguaci della musica trap controllano il loro smartphone sperando di trovare una notifica di Sto Magazine, una rivista digitale che per ora si muove su Instagram e Youtube. Ma attenzione, non si tratta di un progetto editoriale nato per accaparrarsi qualche clic sfruttando la moda del momento: Sto è una rivista digitale che nasce dentro la scena. Del resto Sto è il marchio di abbigliamento di Ghali e quindi Sto Magazine è un giornale nato «dalla scena per la scena».

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