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Cultura e Spettacolo
27 Maggio Mag 2018 1600 27 maggio 2018

"Solo: A Star Wars Story" nei cinema: trailer e recensione del film

Arriva nelle sale lo spinoff della saga stellare. Ma senza Harrison Ford. Superato lo choc e le diffidenze iniziali, il progetto intrattiene e diverte. Nonostante il licenziamento di due registi. Le curiosità.

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L'iconico personaggio di Han Solo, interpretato nella trilogia originale e in Il risveglio della forza da Harrison Ford, è al centro del nuovo spinoff della saga stellare creata da George Lucas. Il protagonista di Solo: A Star Wars Story è infatti il giovane Han (Alden Ehrenreich) che fugge dal pianeta Corellia e da un futuro da schiavo, dovendo però abbandonare l'amata Qi’ra (Emilia Clarke) ed entrare a far parte dell'esercito imperiale con lo scopo di guadagnare la cifra necessaria ad acquistare la sua nave e la libertà, non solo per lui.

STORIA DI UNO SPETTACOLARE FURTO. Il carattere ribelle e imprevedibile del ragazzo lo portano a fare la conoscenza di Beckett (Woody Harrelson), un ladro e contrabbandiere professionista, e della sua gang composta dall'affascinante Val (Thandie Newton) e dall'irriverente Rio (Jon Favreau), e a stringere amicizia con Chewbecca (Joonas Suotamo). Il nuovo gruppo unisce quindi le forze per compiere uno spettacolare furto che non andrà come sperato, dando il via a degli eventi che porteranno a incontri inaspettati e a una missione quasi impossibile per conto del malvagio Dryden Vos (Paul Bettany).

TANTI RIFERIMENTI ALLA TRILOGIA. I problemi avuti sul set che hanno portato al licenziamento di Chris Miller e Phil Lord, sostituiti poi con Ron Howard, non sembravano rappresentare un ottimo biglietto da visita per il film, già accolto dai fan con molte perplessità all'idea di veder interpretare un personaggio amato come Han da qualcuno che non fosse Ford. A dispetto dalle aspettative molto negative, il progetto riesce a superare le diffidenze intrattenendo e divertendo, con sequenze ad alto tasso di spettacolarità, tanti riferimenti alla trilogia originale e delle buone performance.

Emilia Clarke interpreta Qi’ra.

La sceneggiatura firmata da Jonathan e Lawrence Kasdan è caratterizzata da molti alti e bassi, tra passaggi poco convincenti e una gestione non sempre brillante degli stereotipi associati ai personaggi: Qi'ra, per esempio, inizia ad assumere maggiori sfumature e spessore purtroppo solo nelle battute finali del film, mentre Beckett, pur contando sul talento di Harrelson, non va di molto oltre quello che ci si potrebbe attendere da un "mentore" per il giovane Han, considerando la versione adulta che si conosce così bene, il droide L3-37, rivoluzionario e femminista, appare un po' fuori contesto, mentre suscita dispiacere lo spazio limitato offerto a Newton e all'istrionico Glover, ben calati nelle parti di Val e di Lando Calrissian.

COLMATI VUOTI LASCIATI DA ALTRI PROGETTI. Risulta invece particolarmente interessante, tenendo in considerazione il futuro del franchise, l'ultimo atto della storia che introduce i collegamenti con gli altri film e con le serie animate prodotte dalla Lucasfilm, anticipando un'auspicabile continuazione della storia ideata per colmare alcuni vuoti lasciati dai progetti proposti fino a questo momento e per approfondire la conoscenza di un paio di personaggi dall'ottimo potenziale.

Solo riporta in scena quell'insieme di azione, umorismo e dilemmi morali che ha da sempre accompagnato i film della saga

A livello tecnico il lungometraggio offre delle scenografie, dei costumi e una fotografia curate e ricche di dettagli, in grado di far immergere gli spettatori in un mondo che appare conosciuto, pur essendo pieno di elementi inediti. Con un approccio meno adulto rispetto a Rogue One e maggiormente adatto agli spettatori di tutte le età, Solo riporta in scena quell'insieme di azione, umorismo e dilemmi morali che ha da sempre accompagnato i film della saga, permettendo ai fan disposti a concedere una chance a Ehrenreich, intelligentemente tenutosi distante dalle imitazioni e calatosi con bravura negli atteggiamenti e nella personalità di Han Solo, di lasciarsi trascinare in un'avventura soddisfacente nella sua semplicità e nel suo equilibrio tra i tanti riferimenti al passato glorioso e la necessità di tenere in considerazione il futuro della saga.

BRILLANTE INTERAZIONE TRA HAN E LANDO. Il lungometraggio diretto da Ron Howard non sarà forse ricordato come una pagina memorabile nella storia di Star Wars, ma riesce a non subire troppo il confronto con Harrison Ford e regala dei momenti spettacolari e una brillante interazione all'insegna di astuzia tra Han e Lando, sfruttando nel migliore dei modi il carisma di Donald Glover e Alden Ehrenreich.

In pillole

TI PIACERÀ SE. Sei curioso di scoprire il passato di Han Solo e di vedere il primo incontro con Chewbecca.

DEVI EVITARLO SE. Non ami l'idea di affidare un ruolo così iconico a un attore che non sia Harrison Ford.

LA FRASE CULT. «Ho un gran bel presentimento».

CON CHI VEDERLO. Assieme agli altri fan della saga, per confrontarsi e approfondire la propria conoscenza dell'universo stellare e dei suoi protagonisti.

PERCHÉ VEDERLO. Per lasciarsi coinvolgere da un'avventura divertente e spettacolare piuttosto lontana dall'atmosfera maggiormente cupa ed epica della nuova trilogia.

LA SCENA MEMORABILE. Han chiede la rivincita al tavolo da gioco a Lando, gettando le basi a una vittoria che segnerà il futuro della galassia.

Regia: Ron Howard; genere: azione (Usa, 2018); attori: Alden Ehrenreich, Woody Harrelson, Emilia Clarke, Donald Glover, Thandie Newton, Phoebe Waller-Bridge, Joonas Suotamo e Paul Bettany.

Qualche curiosità sul film:

1. Lando Calrissian: un altro spinoff in arrivo?

Nel ruolo di Lando Calrissian c'è la giovane star di Atlanta Donald Glover. La produttrice Kathleen Kennedy ha svelato che è sempre stato l'unico nome dei possibili interpreti su cui si volesse puntare, nonostante l'attore abbia incontrato più volte i realizzatori del film prima di ottenere la parte.

«È STATO IL MIO PRIMO GIOCATTOLO». La Lucasfilm, inoltre, sarebbe già intenzionata a sviluppare uno spinoff completamente dedicato al criminale che ama giocare d'azzardo, anche se per ora non ci sono conferme ufficiali. Glover ha invece raccontato: «Lando è stato il mio primo giocattolo, il personaggio ha un significato molto importante per me e sono onorato di poter scavare maggiormente dentro di lui».

Donald Glover nel ruolo di Lando Calrissian.

2. Due licenziati alla regia: volevano concedersi troppi rischi

Ron Howard è stato chiamato a occuparsi della regia di Solo: A Star Wars Story dopo il licenziamento di Phil Lord e Chris Miller, gli autori di Lego Movie, a cui era stato affidato inizialmente il compito. Il filmmaker, secondo quanto riportato da Variety, ha girato il 70% delle scene presenti nel montaggio finale, venendo quindi indicato come unico realizzatore del film.

TEMPI SUL SET ALLUNGATI TROPPO. Lo sceneggiatore Lawrence Kasdan ha spiegato che alla base del licenziamento dei due registi c'era l'approccio che avevano scelto per il progetto e l'incapacità di avvicinarsi all'atmosfera voluta dalla Lucasfilm in modo deciso, non riuscendo a prendere decisioni precise e in tempi brevi e allungando di molto il lavoro sul set.

IDEE RIPETUTAMENTE BOCCIATE. Una fonte vicina alla produzione ha inoltre rivelato che Lord e Miller volevano realizzare un film sorprendente e che si concedeva alcuni rischi, non adeguandosi alle aspettative dei fan, tuttavia le loro idee sono state ripetutamente bocciate fino alla decisione che ha portato al licenziamento.

3. Altro cambio in corsa: il cattivo passa da Michael K. Williams a Paul Bettany

Il cambiamento alla regia ha portato alla necessità di cambiare anche l'identità del villain al centro della storia: Michael K. Williams, scelto inizialmente per la parte, ha infatti dovuto rinunciare allo spinoff a causa di alcuni impegni presi in precedenza. Al suo posto Howard ha chiamato Paul Bettany, con cui aveva collaborato in occasione di film come A Beautiful Mind e Il Codice Da Vinci.

Paul Bettany è il villain.

4. Harrison Ford approva: superata la diffidenza iniziale

Harrison Ford, all'annuncio che era in fase di sviluppo un progetto dedicato alla giovinezza di Han Solo, non era apparso particolarmente entusiasta o convinto che si trattasse di una buona idea. L'attore ha però acconsentito a incontrare Ehrenreich e a parlare con lui della sua esperienza sul set della trilogia originale, delle idee alla base della sua interpretazione del personaggio e di come aveva lavorato all'evoluzione del truffatore insieme a George Lucas.

ASSORBITE IDEE E INFORMAZIONI. Alden ha svelato di aver cercato di assorbire il maggior numero di idee e informazioni e poi di dare spazio al suo approccio al personaggio, seguendo il suo istinto e le sue idee. Il risultato finale sembra aver convinto Ford che ha chiamato il regista per esprimere la sua ammirazione e approvazione nei confronti della versione di Han Solo realizzata dal giovane collega.

Un giovane Harrison Ford nei panni di Han Solo.

5. Contratto per tre film firmato da Ehrenreich: voci su un sequel

Il protagonista del film ha svelato in più occasioni di aver firmato un contratto che prevede la realizzazione di tre film. La Lucasfilm non ha però commentato l'indiscrezione e per ora non è trapelata la possibile conferma di un possibile sequel della storia con protagonista Ehrenreich. Il giovane attore potrebbe comunque apparire in altri progetti della saga, come il possibile spinoff dedicato a Lando.

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