Favino Nudo
Cultura e Spettacolo
30 Maggio Mag 2018 1530 30 maggio 2018

Ma quale sessismo, il nostro #tuttiNudi su Twitter è solo un gioco

In principio fu Favino. Poi Caprino, Garrone, Borghi, persino Fico e... Celata. Fenomenologia del "via i vestiti" chiesto tramite social alle star della tivù. Con la speranza che prima o poi qualcuno ci caschi.

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In un colonnino dal titolo E adesso le donne li vogliono tutti nudi sull’ultimo numero di Gioia! in edicola, Guia Soncini racconta dei mostri che ha creato via Twitter. Partendo dal Festival di Sanremo (ancorché le origini siano più datate), fino ad arrivare alla serie tivù di Sky Il miracolo, la giornalista spiega la fenomenologia dietro la richiesta di nudità che, a cerchi concentrici, si è in verità allargata a numerosi maschietti noti, e soprattutto dissipa i dubbi di chi continua a domandare «Ma nudo nudo?» sottolineando: «Quanto senso pratico, santo cielo: nudo è come un fischio per strada, mica ha un costrutto».

HASHTAG CHE SCALANO LE CLASSIFICHE. Avendo partecipato robustamente ad allargare i cerchi, si parla a ragion veduta: dando la valutazione sull’avvenenza per scontata, #FavinoNudo è stato un modo per celebrare le doti di un attore che, alla vigilia dell’inizio di Sanremo, si era convinti stesse per fare un passo falso (ma come saprete, ci siamo sbagliate); poi, è stata la volta di #CaprinoNudo, dedicato allo scalatore fulmineo di ogni classifica, merito del ruolo da premier che non deve chiedere mai nella serie scritta da Niccolò Ammaniti; l’ultimo arrivato è #GarroneNudo, invocazione questa rivolta al regista tornato in sala (anche stampa) con lo strepitoso Dogman (il più tecnico #OrmonePerGarrone non ha attecchito).

Ma non è mica finita. Come in tutti i movimenti, infatti, sono subito nate le correnti più o meno votabili: #MarinelliNudo, #GifuniNudo, #BorghiNudo, anche #FicoNudo. Negli anni, c’è stato spazio pure per #SalviniNudo (merito della famigerata copertina di Oggi del 2014, quella in cui posava da playmate con cravatta verde Lega), mentre decenza c’ha finora risparmiato #DiMaioNudo.

LANCIAMO L'APPELLO PER FITTIPALDI. In un unico tweet del 2013 c’è uno strip club dei desideri: #SilvestriNudo, #DamilanoNudo, #SantamariaNudo, #AccorsiNudo (l’autrice scrive tuttavia di non “riesumarlo” quest’ultimo perché «ha stancato»). Approfittiamo infine dello spazio qui per far debuttare #LabateNudo (che fascino prezzemolino), #FittipaldiNudo (che fascino vaticano), mentre #CelataNudo va già sulle sue gambe.

Essendo però che la rivoluzione non è un social di gala, più d’un astante, già nel febbraio 2018, intercettando quell’hashtag svergognato che divenne trending topic - è stato un debutto in società (nazionalpopolare) che si è fatto piuttosto notare -, ha pensato bene di notificarci le diapositive dei gioielli di famiglia Favino, tratte da film o settimanali balneari, mostrando scarso senso di comprensione del testo e ancora meno dell’umorismo, dandoci implicitamente delle tecnofobe a cui serva la legge 104 per l’uso di Google Immagini. Ancor più numerosa la ronda da hashtag che si eresse a paladina del femminismo vilipeso accusandoci di alto tradimento.

SE L'HA FATTO LA FERILLI, CREDIAMOCI. Ecco, rassicuriamo chi continua a vederci del sessismo alla rovescia e contribuiamo affinché se ne faccia una ragione: è solo un gioco, fermo restando che magari qualcuno ci casca, prima o poi. In fondo se Sabrina Ferilli ha sfilato in bikini al Circo Massimo per festeggiare coi tifosi lo scudetto della Roma nel 2001, perché non possiamo chiedere a Paolo Celata di denudarsi in piazza Montecitorio per accrescere la gioia di noi fan della maratona Mentana?

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