Tomba dell'Atleta intatta da 2000 anni
Cultura e Spettacolo
1 Giugno Giu 2018 1644 01 giugno 2018

Roma, scoperta la Tomba dell'Atleta

Una sepoltura rimasta intatta per oltre duemila anni aiuterà gli archeologi a ricostruire i riti funerari della Roma pre-imperiale nell'Agro romano.

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Una tomba completamente intatta, databile alla fine del IV secolo è stata scoperta alla periferia di Roma, in prossimità della via Tiburtina. L'hanno chiamata la Tomba dell'atleta per la presenza nel corredo di due strigili, gli strumenti che gli antichi sportivi usavano per detergersi dal sudore. Come ha spiegato a Adnkronos il soprintendente Francesco Prosperetti, «La sepoltura restituisce un prezioso contesto, praticamente intatto, risalente alla prima età repubblicana».

LA MONETA E GLI STRIGILI. Il corredo funerario è in ottimo stato di conservazione ed è composto da 25 elementi perlopiù in ceramica, eccezion fatta per una moneta in lega di bronzo, databile fra il 335 e il 312 a.C. E due strigili in ferro. Sono proprio questi strumenti, con cui nell'antichità era solito detergersi da grasso e sudore chi praticava sport, ad aver portato gli archeologi a denominare la sepoltura Tomba dell'atleta.

Il vasellame appartiene quasi nella totalità alla ceramica detta 'a vernice nera', e alcuni pezzi presentano tracce ancora vivide di una decorazione bianca a motivi geometrici e vegetali. All’interno di due piatti (detti 'piatti di pesce') e di due coppe sono stati identificati i resti delle offerte alimentari che furono parte integrante dei riti funerari: è stato possibile riconoscere ossa di un coniglio e di un capretto o agnello. Sul fondo del vano sono stati identificati i resti ossei di altri due individui: un uomo e una donna, dotati di ulteriori 5 elementi di corredo, tutti in terra cotta –lui presumibilmente morto tra i 35 e i 45 anni, lei di età indefinita.

ARCHEOLOGIA PREVENTIVA. Il ritrovamento è avvenuto durante i lavori di archeologia preventiva per il raddoppio dell'acquedotto Castell'Arcione-Salone da parte di Acea Elabori, nella zona Case Rosse. Prima della rimozione dei reperti archeologici, sono stati effettuati i rilevamenti per la ricostruzione 3D della sepoltura, mentre i materiali e le informazioni raccolte durante lo scavo saranno oggetto di uno studio approfondito da parte della Soprintendenza nei prossimi mesi. «Rimane da capire come sarà possibile la valorizzazione di questa scoperta, ora che Soprintendenze e Musei di territorio sono separati», ha evidenziato ancora Prosperetti.

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