Lazzarofelice 6
Cultura e Spettacolo
3 Giugno Giu 2018 1600 03 giugno 2018

"Lazzaro Felice" al cinema, trailer e recensione del film

Premio a Cannes per la miglior sceneggiatura. Nicoletta Braschi e Alba Rohrwacher memorabili interpreti. Tra contorni mistici e originalità. Le cose da sapere sul lungometraggio di Alice Rohrwacher.

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Un applauso lungo 10 minuti e il premio assegnato dalla giuria alla sceneggiatura hanno accolto al Festival di Cannes l'anteprima del film Lazzaro Felice, il nuovo lungometraggio diretto da Alice Rohrwacher che arriva nei cinema italiani.

PIANTAGIONE CON 54 CONTADINI. La storia prende il via in una piantagione di tabacco, di proprietà della marchesa Alfonsina de Luna (Nicoletta Braschi), dove 54 contadini lavorano tutto il giorno seguendo dei ritmi e degli schemi immutabili. Tra di loro c'è anche il ventenne Lazzaro (Adriano Tardiolo) che non conosce i genitori ed è sempre pieno di gioia e ottimismo.

IL SOGNO DI UN FUTURO DIVERSO. Il ragazzo stringe amicizia con Tancredi (Luca Chikovani), suo coetaneo e figlio della nobildonna, che sogna un futuro distante da quella realtà. Il rapporto tra i due giovani dà il via a una serie di eventi che porterà alla scoperta della fattoria e al suo smantellamento. Molti anni dopo Lazzaro si ritroverà poi nell'Italia di oggi e andrà alla ricerca di Tancredi in città, ritrovando alcuni contadini con cui un tempo viveva.

Nicoletta Braschi interpreta la marchesa Alfonsina de Luna.

L'approccio scelto dalla regista è quello della favola e ogni elemento, dalla recitazione alle scelte visive impreziosite dall'ottima fotografia di Hélène Louvart, è stato declinato seguendo questa prospettiva, persino nel caso dell'idealizzazione di un'innocenza che risulta a tratti eccessivamente sopra le righe.

SRADICATI DALLA PROPRIA REALTÀ. L'idea di essere sradicati dalla realtà in cui si è nati e cresciuti, elemento ricorrente e in più momenti centrale, fa inoltre emergere progressivamente la vera natura e i timori dei personaggi, elemento narrativo forse non del tutto approfondito e sfruttato in parte solo grazie alla capacità espressiva di Alba Rohrwacher, che regala un'altra interpretazione memorabile.

SIMILITUDINI COL CINEMA DI OLMI. La figura di Lazzaro, con la sua abnegazione e la capacità di sopportare la cattiveria e il dolore causato dagli altri, assume invece quasi dei contorni mistici che portano il film a schierarsi dalla parte dei poveri, della giustizia e della pietà nei confronti degli altri, accompagnando il racconto su un territorio che, come in molti hanno sottolineato, ricorda da vicino il cinema di Ermanno Olmi senza però riuscire a raggiungerne fino in fondo la maturità artistica e contenutistica, in particolare a causa di una seconda parte meno convincente nella struttura e negli intenti.

Lazzaro felice scivola in più punti negli stereotipi e nei buoni sentimenti, ma convince grazie alle ottime interpretazioni del suo cast

Lazzaro felice scivola infatti in più punti negli stereotipi e nei buoni sentimenti, convincendo più grazie alle ottime interpretazioni del suo cast (che comprende anche una Nicoletta Braschi finalmente alle prese con un personaggio ricco di sfumature e che evidenzia il suo talento) che con la sceneggiatura, nonostante la prestigiosa vittoria a Cannes.

CORAGGIO APPREZZABILE. L'originalità del cinema di Alice Rohrwacher e il suo coraggio nel cercare una strada personale all'interno di un panorama cinematografico italiano spesso limitato e che segue degli schemi precisi sono però innegabili e apprezzabili, rendendo la visione della sua ultima opera quasi obbligatoria per chi vuole avvicinarsi al cinema italiano d'autore che sembra destinato a regalare molte soddisfazioni anche in futuro.

Il film Lazzaro Felice in pillole

TI PIACERÀ SE. Ami i film che affrontano le tematiche contemporanee con un approccio originale e inaspettato.

DEVI EVITARLO SE. Non apprezzi le storie troppo ricche di buoni sentimenti e giudizi morali sulla società.

LA FRASE CULT. «Gli esseri umani sono come bestie, animali. Liberarli vuol dire renderli consci della propria condizione di schiavitù».

CON CHI VEDERLO. Assieme agli amici che apprezzano il cinema d'autore.

PERCHÉ VEDERLO. Per lasciarsi trasportare in un'atmosfera da favola che ha però molti legami con la realtà.

LA SCENA MEMORABILE. La “morte” e risurrezione di Lazzaro, elemento centrale della narrazione.

Regia: Alice Rohrwacher; genere: drammatico (Italia, 2018); attori: Adriano Tardiolo, Alba Rohrwacher, Tommaso Ragno, Luca Chikovani, Agnese Graziani, Sergi Lopez, Nicoletta Braschi, Natalino Balasso.

1. Fonte d'ispirazione reale: contadini per anni sfruttati e in servitù

La regista Alice Rohrwacher ha rivelato che alla base del film c'è un fatto di cronaca realmente accaduta. La Marchesa Alfonsina De Luna, nell'Italia Centrale, ha approfittato negli Anni 80 dell'isolamento delle sue proprietà per tenere all'oscuro dell'abolizione della mezzadria i suoi paesani, convinta che liberarli non li avrebbe affatto aiutati. I contadini continuarono quindi a vivere per molti anni in servitù, nonostante ci fossero delle leggi dello Stato che aveva posto fine allo sfruttamento.

2. Il Viterbese e la provincia di Terni: le suggestive location scelte per il film

Le riprese del film si sono svolte in alcune suggestive località italiane. La prima parte della storia è stata infatti girata nel Viterbese, a Bagnoregio e nella frazione di Vetriolo, in Umbria, e a Castel Giorgio in provincia di Terni. La seconda, invece, ha avuto come sfondo le città di Milano, Torino e Civitavecchia.

3. Nicoletta Braschi valore aggiunto: interprete di una "cattiveria gentile"

Alice Rohrwacher ha spiegato che il personaggio della marchesa, tra le pagine della sceneggiatura, era un personaggio senza troppe sfumature. La scelta di Nicoletta Braschi è invece stata perfetta per donare profondità alla donna grazie alla gentilezza e alla dolcezza della sua interprete, dando quindi spazio a una "cattiveria gentile" che lascia maggiormente il segno. L'attrice, inoltre, viene considerata dalla regista quasi fuori dal tempo e quindi perfetta per portare in scena una storia non collocabile in un'epoca definita e precisa.

4. Debutto non previsto: Tardiolo convinto a fatica a recitare

Nel ruolo del protagonista c'è l'esordiente Adriano Tardiolo che non aveva mai pensato di diventare un attore prima di essere scelto per il lungometraggio. La regista stava facendo dei provini nella sua scuola e la casting director lo ha visto e gli ha offerto la parte. Alice Rorhwacher ha svelato che non è stato facile convincerlo e sono state necessarie lunghe prove, di circa un mese, prima di farlo interessare al ruolo e all'idea di recitare davanti alla macchina da presa.

5. Atmosfera da favola: riferimento a San Francesco

Nel film è presente un riferimento a San Francesco e Alice Rohrwacher ha spiegato che la fonte di ispirazione per quell'elemento narrativo è la scrittrice di favole per bambini Chiara Frugoni. La regista ha sottolineato che è proprio grazie a lei che ha creato l'atmosfera generale della storia e in particolare il riferimento al santo di Assisi e la storia del lupo: «È lei che racconta come una volta un lupo si avvicinò a Francesco che dormiva ma non gli fece nulla, perché aveva sentito che era buono e che non gli avrebbe fatto niente. Io ho aggiunto la favola che racconta Antonia adulta di un lupo che non fa del male perché è troppo vecchio per farlo».

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