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LA MODA CHE CAMBIA
3 Giugno Giu 2018 0900 03 giugno 2018

Gli anti Di Maio esistono: andateli a trovare, sono bellissimi

Due trentenni e una libreria vintage geniale a Pallanza, sul Lago maggiore. L'arma migliore per vincere sulla deriva omofoba, razzista, illiberale che si annuncia a 24 ore dall’insediamento del governo M5s-Lega.

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Ci siamo sforzati di trovare altro. Una ragione per rasserenarci. Perché non possiamo pensare che il nuovo parlamento si incarni nei due che, ascoltati al bar dietro a Montecitorio, dicano il primo di aver prenotato la vacanza a Cipro e il secondo domandi dove sia Cipro, «ah sì nelle Tremiti». Perché non riusciamo ad accettare il fatto che per il nuovo ministro del Lavoro questo sia il primo lavoro; perché ci fa specie che il nuovo ministro della Cultura sia stato fino a oggi a capo di una scuola privata «riconosciuta dal Miur» che dice di fare concorrenza a Brera e alle università per la quale gli studenti pagano rette fino a 16 mila euro all’anno mentre i professori guadagnano 38 euro lordi all’ora, come una badante notturna e alla faccia delle attività «per il popolo» di cui l’esecutivo sarebbe portatore. Perché è drammatico che il settore dei trasporti sia piombato nel panico alla scoperta che “Toninelli chi?” avrebbe guidato il ministero deputato dopo aver fatto magra carriera come impiegato assicuratore. Perché è umiliante ascoltare l’oratoria di Barbara Lezzi.

L'ESECUTIVO DEI SOGNI ESAUDITI CHE INQUIETA. Il governo Gentiloni sconterà fino all’ultimo dei suoi giorni la nomina di Valeria Fedeli al dicastero dell’Istruzione, la ragione per la quale ognuno dei commenti precedenti rischia di infrangersi contro un muro di scherno che è purtroppo del tutto giustificato. Ma siamo oggettivamente preoccupati per questo esecutivo dei sogni esauditi, come lo definisce Beppe Grillo, e per le pericolose illusioni che farà nascere fra i ragazzi; e ci terrorizza la deriva omofoba, razzista, illiberale che già si annuncia a ventiquattr’ore dall’insediamento di questo governo perché siamo convinti che questi cascami, questi rigurgiti, si annullino solo con lo studio, la cultura, la conoscenza che questa compagine non sembra tenere affatto in considerazione. E per questo, oggi che per caso abbiamo trovato una piccolissima ragione di speranza, vorremmo condividerla.

Siamo convinti che questi cascami, questi rigurgiti, si annullino solo con lo studio, la cultura, la conoscenza che questa compagine non sembra tenere affatto in considerazione

È una libreria di volumi usati e fuori catalogo del Novecento, raramente più antichi e tutti in ottime condizioni, talvolta prime edizioni ricercatissime e pregevoli. Si trova nella strada più antica di Pallanza, una di quelle cittadine che le guide di un tempo definivano “ridenti”, sul Lago Maggiore, la via Ruga, e la sua prima straordinarietà è di aver sostituito un vecchio bar-pasticceria in anni in cui vanno moltiplicandosi gli spacci di pizze e cibarie ricche di grassi. La seconda straordinarietà della Libreria Spalavera è di essere un luogo bellissimo, dove gli originari arredi liberty, specchiera per i liquori compresa, sono stati riportati all’originario scintillio e si coniugano perfettamente con gli scaffali di legno decapato e gli ampi divani di velluto rosso cardinalizio dove fermarsi a leggere nella luce naturale che si irradia dal lucernario.

FILIPPO TERZI E MARCO TOSI E LA PASSIONE DEI LIBRI. La terza straordinarietà, e la ragione per cui vale la pena scriverne, sono i proprietari: in due arrivano a malapena a sessant’anni. Si chiamano Filippo Terzi e Marco Tosi; il primo è laureato in lingue a Siena, per ragioni sue che non vogliamo indagare (mi permetterà: lingue è Venezia, è Napoli, è Milano. Siena è arte, storia, eccetera). Il secondo, invece, ha studiato storia a Milano. Lì, percorrendo le stradine dietro il Duomo per arrivare a via Festa del Perdono, sede dell’Università Statale, Marco ha iniziato ad appassionarsi alle storie e alla realtà dei bouquinistes di piazza Diaz, innamorandosi perdutamente del mestiere di libraio girovago. Tornato nella sua città, quella crasi burocratica fra Pallanza e Intra che prende il nome di Verbania, nel 2014 ha fatto società con l’amico Filippo iniziando a svuotare cantine e acquistando intere biblioteche (sono tanti, gli eredi cretini o purtroppo bisognosi) e specializzandosi in libri di storia e realtà locali ai quali ha dato una prima visibilità aprendo in estate una libreria d’alpeggio, dove i libri si possono “assaggiare” e comprare insieme con marmellate, vini, salumi e formaggi.

Un paio di anni e molti mercati dopo in tutta Italia, con l’aiuto dei genitori, Marco e Filippo, quasi trentenni, hanno rilevato il vecchio bar-pasticceria di via Ruga, trasformandolo nel luogo d’incanto che è. Continuano con i mercati, l’alpeggio e le serate book&wine (ha molto successo quella sviluppata con il raffinato hotel Majestic), differenziando le proposte perché, dicono, «vogliamo dare a tutti la possibilità di acquistare e leggere nel nostro negozio, dunque abbiamo molti titoli a buon mercato anche di testi più comuni». Tutti i volumi sono rigorosamente schedati e fotografati: li vendono anche online, un po’ di malavoglia perché amano il contatto diretto con il cliente, come un tempo. La loro età, ancora molto verde, li ha portati ad attrarre una clientela di coetanei, e perfino di adolescenti, che imparano ad apprezzare le infinite seduzioni del libro per così dire vintage. Andateli a trovare: vi si allargherà il cuore.

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