Film
Cultura e Spettacolo
17 Giugno Giu 2018 1600 17 giugno 2018

La stanza delle meraviglie nei cinema: trailer e recensione del film

La nuova pellicola di Haynes indaga le storie di due ragazzini in epoche storiche diverse. Alla ricerca del loro posto nel mondo, devono affrontare la solitudine e la loro condizione di non udenti. 

  • ...

Todd Haynes porta sul grande schermo il romanzo illustrato di Brian Selznick La stanza delle meraviglie. Il regista si addentra così nell'anima di due giovanissimi personaggi e in due epoche storiche diverse. Ben (Oakes Fegley) è un 12enne che vive in una piccola cittadina del Minnesota nel 1977. Mentre Rose (Millicent Simmonds) è una ragazzina sordomuta dalla nascita che nel 1927 fugge dal New Jersey per raggiungere Manhattan per incontrare il suo mito: l'attrice Lillian Mayhew. Nonostante i 50 anni che li separano, le loro storie misteriosamente si riveleranno collegate.

SOLITUDINI A DISTANZA. Il gap temporale è sottolineato anche dall'uso del bianco e nero per le scene ambientate a inizio secolo, con tanto di tributo al cinema muto di Victor Sjöström. Le due storie sono accomunate dalla solitudine provata dai due protagonisti davanti all'incapacità degli adulti di creare un vero legame. Come accaduto con La Straordinaria Invenzione di Hugo Cabret, l'opera letteraria di Selznick adattata per il cinema da Martin Scorsese, anche La stanza delle meraviglie celebra il potere dell'immaginazione.

Il film La Stanza delle meraviglie in pillole

TI PIACERÀ SE: Ami una storia semplice che intreccia vicende personali con la ricostruzione di due periodi storici molto diversi.

DEVI EVITARLO SE: Non apprezzi un racconto che si concede il proprio tempo.

LA FRASE CULT: «Siamo tutti nei bassifondi, ma alcuni di noi rivolgono lo sguardo alle stelle».

CON CHI VEDERLO: Insieme con gli spettatori più giovani, in grado di immedesimarsi in Rose e Ben, e a chi è ancora convinto di non aver ancora trovato il proprio posto nel mondo.

PERCHÉ VEDERLO: Per immergersi nel mondo con occhi pieni di speranza.

LA SCENA MEMORABILE: Ben scopre il segreto del proprio passato di fronte a un incredibile diorama.

Regia: Todd Haynes; genere: drammatico (Usa, 2017); attori: Millicent Simmonds, Oakes Fegley, Julianne Moore, Tom Noonan, Cory Michael Smith, Jaden Michael, Michelle Williams.

1. Un libro che celebra il valore delle immagini

Brian Selznick ha rivelato di essere rimasto colpito dalla potenza narrativa delle immagini e dal modo in cui vengono osservate con attenzione le illustrazioni dei suoi libri. Dopo aver visto il documentario Through Deaf Eyes sul linguaggio dei non udenti fatto di segni, ha quindi deciso di scrivere il romanzo illustrato La stanza delle meraviglie.

2. Il coinvolgimento degli attori non udenti

Todd Haynes ha voluto di coinvolgere attori non udenti per alcuni ruoli: da quello della domestica Pearl fino a quello del Dr. Gill. La loro esperienza nel teatro per sordi, secondo il regista, ha fatto sì che collaborassero al progetto in modo personale.

3. Immergersi in un mondo diverso

I due protagonisti sono interpretati da Oakes Fegley e dall'esordiente Millicent Simmonds. Fegley per calarsi nel personaggio di Ben ha girato le sequenze per le strade di New York indossando cuffie isolanti. Trovare invece l'attrice giusta per la parte di Rose ha reso complicato il lavoro della direttrice del casting Laura Rosenthal, che ha contattato varie scuole e compagnie teatrali per non udenti in tutto il Paese. Millicent ha però convinto tutti presentandosi all'audizione con cartelli che traducevano ciò che stava esprimendo con il linguaggio dei segni. Si è dimostrata felice di parlare della sua realtà e orgogliosa della propria identità.

4. Per Moore una preparazione speciale

Julianne Moore in una scena del film.

Julianne Moore ha voluto imparare il linguaggio dei segni non solo per esigenze di copione, interpretando una sordomuta, ma anche per comunicare con Millicent e gli altri attori sul set. La star del cinema era stata conquistata dal libro di Selznick ancora prima di venire a conoscenza del progetto cinematografico. Moore, da tempo amica e collaboratrice di Haynes, non si è stupita della decisione di Haynes «vista la profondità della storia, i personaggi interessanti, le grandi emozioni e l’enorme valore morale di questo film». «Sono tutti elementi che affascinano Todd», ha dichiarato.

Julianne Moore con il giovane Oakes Fegley.

5. Due epoche scelte con attenzione

L'autore del romanzo non ha scelto a caso l'ambientazione temporale delle storie di Rose e Ben. Il 1927 viene considerato il punto di svolta nella storia del cinema: il cantante jazz dei Warner Brothers inaugurò in quell'anno l'era dei film sonori. Nel 1977, invece, New York andò in blackout a causa di un fumine, avvenimento non estraneo alla trama. La fine degli Anni 70, inoltre, sembrava perfetta per creare una contrapposizione con i ruggenti Anni 20.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso