Augusto
Cultura e Spettacolo
20 Giugno Giu 2018 1920 20 giugno 2018

Chi era Augusto Daolio

Attivista, cantante e pittore autodidatta, il leader dei Nomadi scomparve nel 1992 a causa di un tumore. Chi era il frontman di uno dei gruppi che hanno fatto la storia della musica italiana. 

  • ...

Le dichiarazioni del ministro dell'interno Matteo Salvini sui rom hanno scatenato i social. Dove è apparso un meme sull'unico censimento dei Nomadi accettabile. No, non si parla degli abitanti dei campi, ma dello storico gruppo emiliano. Chi del resto non ha mai canticchiato Io vagabondo?

Il meme che sta circolando su Fb.

I Nomadi furono fondati nel 1963 da Beppe Carletti, tastierista, e da Augusto Daolio, cantante e frontman nato a Novellara, in provincia di Reggio Emilia. Dopo gli esordi abbastanza difficili, nel 1966 la band conquistò i palcoscenici nazionali con Come potete giudicar, cover di The revolution Kind di Sonny Bono con la quale parteciparono al Cantagiro.

LA COLLABORAZIONE CON GUCCINI. A quel punto il produttore Odoardo Veroli presentò ai Nomadi un autore sconosciuto che scrisse per la band alcuni dei più noti successi. Qualche titolo? Noi non ci saremo, Dio è morto e Canzone per un'amica. Quel ragazzo era Francesco Guccini. Sfumò invece una collaborazione in esclusiva con Lucio Battisti. Mogol chiese infatti al gruppo di incidere Non è Francesca rinunciando però ai testi del cantautore modenese. E i Nomadi non accettarono, restandogli fedeli.

IO VAGABONDO. Nel 1972 Daolio provò il salto da solista con il 45 giri Una ragazza come tante, canzone diventata poi colonna sonora del film La Ragazza di Via Condotti diretto da Germán Lorente due anni dopo. Ma il 72 è anche l'anno di Io vagabondo, testo simbolo del gruppo e del suo leader.

L'eredità di Augusto Daolio

L'8 agosto 1992 a Masone, in provincia di Genova, i Nomadi si esibirono per il loro ultimo concerto con Augusto: il 7 ottobre di quell'anno infatti Augusto morì per un cancro ai polmoni. Il gruppo però andò avanti. L'anno dopo si aggiunsero due nuovi cantanti: Danilo Sacco e Francesco Gualerzi. Fu Carletti a decidere di dividere l'eredità di Augusto in due per evitare confronti. Gualerzi però si ammalò poco prima del debutto e per un periodo Sacco rimase l'unico cantante. Nel 2011 anche Sacco lasciò il gruppo passando il testimone a Cristiano Turato, di Padova. La sua avventura nella band si concluse nel 2017 quando al suo posto arrivò Yuri Cilloni, cantante di una cover dei Nomadi.

L'ANIMA DELLA BAND. Daolio però resterà per sempre la voce della band emiliana. Anche la sua produzione artistica ha conosciuto una discreta fortuna. Ancora oggi i suoi lavori vengono esposti grazie all'associazione "Augusto per la Vita" fondata dalla sua compagna Rosanna Fantuzzi. L'obiettivo è raccogliere fondi per la ricerca sul cancro. Del suo ricordo, Carletti ha fatto un impegno costante organizzando ogni anno a Novellara un megaraduno in suo onore. «Ogni volta che faccio qualcosa mi chiedo se Augusto la farebbe e finora», ha confessato, «mi sono sempre risposto sì. Siamo cresciuti insieme, abbiamo scritto ed interpretato le prime canzoni dei Nomadi. Abbiamo condiviso 30 anni di vita, palchi, chilometri e canzoni, da quando avevo 16 anni. Augusto cammina al mio fianco. Virtualmente è sempre con me, è sempre vivo». Anche grazie alla sua inconfondibile voce, i Nomadi sono diventati una pietra miliare nella storia della musica italiana. Al 2017 avevano all'attivo 81 dischi - tra cui anche i live - e diverse raccolte. Quindici milioni i dischi venduti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso