Canfora, Aristotele risposta a fascismo
21 Giugno Giu 2018 1131 21 giugno 2018

Etica Nicomachea, di cosa parla l'opera di Aristotele

Per la seconda prova della maturità al Classico è stato scelto un passaggio sull'Amicizia. Canfora: «Bravi al ministero, che ha scelto un brano che dà inizio alla Resistenza contro il nuovo fascismo».

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«La versione di Aristotele? È davvero un'ottima scelta, perché è stata pensata per fare un dispetto al pessimo ministro dell'Interno che attualmente abbiamo». Luciano Canfora non usa mezze parole nel commentare la scelta di un brano tratto dall'VIII libro dell'Etica Nicomachea come seconda prova della Maturità per il Classico (leggi anche: le soluzioni della seconda prova) «Ruota intorno al concetto che è l'amicizia con gli altri che tiene in piedi le città, Aristotele è un uomo che la sapeva lunga», sottolinea il filologo classico. «Bravi al ministero, che ha scelto un brano che dà inizio alla Resistenza contro il nuovo fascismo».

IL RITORNO DI ARISTOTELE. Aristotele "torna" sui banchi dell'esame dopo sei anni: l'ultima volta era stata nel 2012, e con la prova del 2018 siamo alla terza apparizione in ben 40 anni. L'opera consiste in una raccolta di riflessioni del filosofo allievo di Paltone, forse appunti preparatori per le sue lezioni. Note private forse dedicate al figlio Nicomaco o divulgate dallo stesso dopo la morte del padre: da qui l'aggettivo Nicomachea. La sistemazione e divulgazione postume spiegherebbero tra l'altro alcune incongruenze nell'ordine dei temi trattati.

Platone e Aristotele ne La scuola di Atene di Raffaello.

Il Bene, la virtù, la politica e la felicità: di cosa parla l'Etica Nicomachea

L'Etica Nicomachea, suddivisa in 10 libri, è sostanzialmente una indagine su quale sia il fine della vita umana e come conseguirlo. La risposta di Aristotele è una: il Bene e la scienza che consente di raggiungerlo è la politica. I beni sono però molteplici e caratterizzano diversi generi di vita. Per questo, secondo il filosofo, è necessario trovare un equilibrio tra fini particolari e il Bene. Anche per stabilire come sia possibile conseguire la felicità. Quest'ultima consiste nell'azione conforme a virtù. Le virtù a loro volta si distinguono in etiche (pratiche) - che devono essere apprese con la pratica, seguendo i saggi e sono regolate dalla medietà, il giusto mezzo, tra eccesso e difetto - e dianoetiche (relative all'intelletto, in cui l'uomo si realizza pienamente).

LE VIRTÙ ETICHE E DIANOETICHE. La virtù etica più importante è la giustizia: distributiva se si esercita tenendo conto dei meriti e delle differenze e correttiva a cui si ricorre se si presentano squilibri nei rapporti e nelle relazioni tra uomini. L'equità, invece, è la virtù etica che corregge la legge universale una volta che viene applicata ai casi particolari. Le virtù dianoetiche sono invece insegnabili. L'anima razionale è, a seconda dell'oggetto di cui si interessa, scientifica (rivolta all'eterno e all'immutabile) o opinativa (il contingente). La virtù razionale più importante - perché conssente di raggiungere la felicità - è la sapienza («scienza con fondamento delle realtà più sublimi»).

IL VALORE DELL'AMICIZIA. Dopo aver analizzato il piacere, la continenza e l'incontinenza, Aristotele passa all'amicizia «una virtù o s’accompagna alla virtù», «necessarissima per la vita». Per il filosofo amicizia è anche amore di sé caratteristica dell'uomo virtuoso. Ma anche «comunanza»: con gli amici virtuosi ci si completa. Infine nel libro X si affronta il tema della felicità: il raggiungimento del fine che è proprio dell'anima razionale cioè il conoscere. Alla conoscenza si accompagna quindi un piacere che sta nell'esercizio non ostacolato della stessa facoltà.

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