Fachiro 4
8 Luglio Lug 2018 1600 08 luglio 2018

L'Incredibile viaggio del fachiro, trailer e recensione del film

L'ultimo film di Ken Scott tratto dal romanzo di Romain Puèrtolas racconta l'avventura di Aja. Tra le lavanderie di Mumbai e la Fontana di Trevi. 

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Al romanzo L'incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio Ikea di Romain Puèrtolas si ispira il nuovo film diretto da Ken Scott, distribuito in questi giorni nelle sale italiane. L'Incredibile viaggio del Fachiro parte da un carcere, dove Aja (Dhanush) racconta la sua vita a tre ragazzini arrestati. È la storia del suo incredibile viaggio in Europa, prima in Francia dove in un negozio Ikea passa la notte con Marie (Erin Moriarty). Poi nel Regno Unito dove arriva in modo carambolesco, conoscendo nuovi compagni di avventura. Scott, unendo un'atmosfera in stile The Millionaire a situazioni che sembrano uscite dai classici per ragazzi come i libri di Jules Verne, propone un film che sfiora con delicatezza, e un pizzico di retorica, tematiche contemporanee e importanti come l'immigrazione.

Le interpretazioni purtroppo non sono convincenti, anche perché viziate da personaggi fin troppo stereotipati. Scott, tuttavia, grazie alla sceneggiatura firmata con Puèrtolas in collaborazione con Luc Bossi, confeziona un film gradevole e scorrevole, all'insegna della positività e della speranza.

L'Incredibile viaggio del fachiro in pillole

TI PIACERÀ SE: Vuoi lasciarti trasportare da una storia spensierata e ricca di positività.

DEVI EVITARLO SE: Non ami le commedie colorate e dall'happy ending prevedibile.

LA FRASE CULT: «Appena la tirannia del destino inizia a dettare le sue regole, la parità di condizioni non esiste più, dipende tutto dal destino».

CON CHI VEDERLO: Insieme con tutta la famiglia, per apprezzarne il messaggio all'insegna della speranza e dell'accoglienza.

PERCHÉ VEDERLO: Per divertirsi seguendo le disavventure di Aja e riflettere sulla situazione dei migranti.

LA SCENA MEMORABILE: Il confronto surreale con l'agente di polizia britannico.

Regia: Ken Scott; genere: commedia (Francia, India, 2017); attori: Dhanush, Berenice Bejo, Erin Moriarty, Barkhad Abdi, Gérard Jugnot, Ben Miller.

1. Un progetto internazionale

Le caratteristiche del progetto hanno permesso di dare vita a un cast internazionale composto da attori provenienti da oltre 15 Paesi diversi. Il set si è spostato da Mumbai a Roma, da Parigi a Bruxelles. Anche per questi motivi il film è la prima produzione a maggioranza francese che ha ottenuto una distribuzione nazionale in India.

2. Dal Shobi Ghat alla Fontana di Trevi

Le riprese del film sono state effettuate in location particolarmente suggestive: in India si è girato nei vicoli variopinti di Worli, quartiere di Mumbai. Il luogo in cui lavora Siringh, la madre di Aja, è il Dhobi Ghat, la celebre lavanderia all’aperto in cui operano più di 2 mila persone. Le riprese però non sono state esenti da qualche contrattempo. Per esempio a Roma, durante le riprese a Fontana di Trevi la polizia ha effettuato dei controlli minacciando di allontanare la troupe dal capolavoro. Berenice Bejo ha però dei ricordi incredibilmente positivi dell'esperienza romana perché le ha fatto venire in mente il cinema italiano degli Anni 50 e 60.

3. Bollywood incontra l'Europa

Nel film non manca una sequenza di danza in stile Bollywood: è stato il famoso coreografo Vishnu Deva preparare il cast. Dhanush, una vera e propria star in India, per la prima volta ha avuto un ruolo da protagonista in un progetto europeo.

4. Dal cinema alla letteratura: le fonti di ispirazione

Il regista Ken Scott ha svelato in alcune interviste le sue fonti di ispirazione: tra i film ci sono La vita è bella di Roberto Benigni e i classici diretti da Steven Spielberg, mentre nel campo della letteratura ha citato Candido di Voltaire e l'Odissea di Omero.

5. Niente prove per la star

Dhanush ha svelato di non aver provato insieme agli altri membri del cast prima di arrivare sul set. L'attore ha però sottolineato che così facendo è riuscito a mantenere la spontaneità e la freschezza che contraddistingue il personaggio di Aja. Girare la sequenza in cui danza, inoltre, non lo ha messo in difficoltà: «È un’arte che è parte integrante della cultura indiana e in India ho girato una trentina di film con scene di danza».

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