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30 Luglio Lug 2018 1809 30 luglio 2018

Antonio Maria Rinaldi e la fine della docenza all'università D'Annunzio

Il professore lo annuncia su Twitter e monta il caso. Sovranista ed euroscettico, considera Paolo Savona suo maestro. Ora passa in pianta stabile alla Link Campus University.

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«Confermo che dopo diversi anni l’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara non mi ha rinnovato la docenza in Finanza aziendale. Ringrazio tutti i docenti, in particolare proff. Morgante e Rea, gli studenti e dipendenti per essermi stati sempre vicini apprezzandomi e sostenendomi». Così con un tweet Antonio Maria Rinaldi ha dato l'annuncio della fine della sua docenza nell'ateneo istituito nel 1965 come libera università e diventato statale nel 1982. Scatenando un'ondata di commenti.

Tra gli attestati di solidarietà sul social pure quello del professor Paolo Becchi un tempo vicino alle posizioni del Movimento 5 stelle e ora approdato su lidi decisamente più salviniani. «Dispiace, ma non mi sorprende», ha scritto Becchi. «L’università italiana è in mano ai “globalisti” che tutto vogliono tranne professori “sovranisti” come noi. Parlo per esperienza...».

Al coro si è aggiunto Claudio Messora, ex comunicazione M5s, aka Byoblu. «Questo corrobora la necessità di rifondare anche il mondo accademico rendendolo veramente libero e aperto», ha cinguettato dando la sua disponibilità a ospitare in Rete i corsi del professore, «nonché di creare nuove culle del sapere lontane dal presidio di ferro e militarizzato del pensiero neoliberista». E anche Guido Crosetto che ha commentato: «Normalmente i docenti che si impegnano politicamente, ci guadagnano...».

Non stupisce, visto che le posizioni di Rinaldi sono chiare. Tanto che presentandosi su Twitter scrive senza giri di parole: «Riprendiamoci le chiavi di casa. Se la Ue non cambia si autodistrugge, noi abbiamo le ricette. La Sovranità appartiene al Popolo (art.1 Cost.)». Più, a scanso di equivoci, tre bandierine italiane. Scorrendo i suoi ultimi tweet si è per esempio schierato con Marcello Foa nella polemica sulla sua nomina alla presidenza della Rai e ha difesodagli attacchi Paolo Savona, ministro degli Affari europei che considera suo maestro. Rinaldi però non rimane senza cattedra. È sempre l'interessato a specificarlo ringraziando la Link Campus University per avergli affidato Politica economica a Economia. L'ateneo privato diretto da Vincenzo Scotti (leggi l'intervista) è stato definito pensatoio pentastellato. Da qui infatti arriva la ministra della Difesa Elisabetta Trenta e sempre qui insegnano Paola Giannetakis e Emanuela Del Re, rispettivamente fantaministre dell'Interno e degli Esteri nella squadra che Luigi Di Maio presentò prima del voto. Alla Link Rinaldi, stando al cv pubblicato su Scenarieconomici con il quale collabora, era già professore straordinario di Economia politica.

Sempre stando al curriculum, il professore dopo la laurea in Economia alla Luiss, alla fine del 1970 ha svolto incarichi operativi in banche italiane, per passare a metà degli Anni 80 dal Servizio Borsa della Consob, sede di Milano alla Sofid, capogruppo finanziaria dell’Eni, fino a ricoprirne la carica di direttore generale. Nel 2011 ha pubblicato il libro Il Fallimento dell’Euro? e nel 2013. Europa Kaputt, (s)venduti all’euro. «Con il suo maestro di politica economica, Paolo Savona e con il professor Michele Fratianni», si legge online, «ha concepito una proposta operativa per il consolidamento del debito pubblico italiano. È anche firmatario del Manifesto di solidarietà europea per il ritorno concordato alle valute nazionali e partecipa a convegni e trasmissioni radio-televisive sul tema dell’unione monetaria europea non mancando mai di esprimere la sua forte criticità. Ed è presidente dell’Associazione Riscossa Italiana».

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