Claudio Lolli Morto
Cultura e Spettacolo
17 Agosto Ago 2018 2128 17 agosto 2018

Chi era Claudio Lolli, il cantautore bolognese morto a 68 anni

Nato a Bologna nel 1950 il musicista si è spento dopo una lunga malattia. Tra gli esponenti più autorevoli della musica d’autore italiana, vinse la Targa Tenco nel 2017 per il disco "Il grande freddo".

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Si è spento dopo una lunga malattia Claudio Lolli, artista simbolo della canzone militante degli anni 70. Poeta, scrittore, professore di liceo, è morto a 68 anni, proprio nel cinquantesimo di quel 68 che tanto lo ha influenzato. Nato a Bologna, ha conosciuto Francesco Guccini grazie all'amicizia con suo fratello, e iniziato a esibirsi nelle osterie della città, come l'Osteria delle Dame. Da Guccini venne poi introdotto nella Emi imponendosi subito con la voce cupa, riconoscibile tra mille, accompagnata spesso solo dalla sua chitarra.

INFLUENZATO DA DE ANDRE' E BEAT GENERATION

Cantò il '68, le battaglie politiche di sinistra, il disagio esistenziale e nei confronti della piccola borghesia dalla quale veniva, l'anticlericalismo e la critica alla famiglia. Oltre a Guccini, anche De Andrè e i cantautori francesi furono i suoi riferimenti. Senza dimenticare la beat generation, autori come Allen Ginsberg, Lawrence Ferlinghetti, Gregory Corso. Già con il primo disco del 1972, Aspettando Godot, Lolli si fece conoscere con brani come Michel (dedicato a un suo amico francese) e Borghesia. L'anno dopo uscì Un uomo in crisi. Canzoni di morte. Canzoni di vita, nel quale trattò il dramma delle periferie e dei suicidi dei soldati di leva, oltre a raccontare in Quello lì di un Antonio Gramsci studente a Torino.

NEL 1976 LA CONSACRAZIONE CON HO VISTO ANCHE ZINGARI FELICI

Il 1976 fu l'anno della consacrazione con l'album di suo maggior successo Ho visto anche zingari felici, nato dalla collaborazione con il Collettivo Autonomo Musicisti di Bologna. Il brano omonimo è stata una delle canzoni più note di Lolli, e venne trasmesso e ritrasmesso nelle radio libere e poi reinterpretato da molti artisti. Il terrorismo, il femminismo, i problemi dell'emarginazione sociale furono tra i temi affrontati nel disco, nel quale l'artista dimostra di essere cresciuto anche musicalmente. Fu il picco di notorietà per Lolli che non ebbe poi la stessa fortuna con l'album successivo, pubblicato con Ultima spiaggia.

NEGLI ANNI 80 IL PASSAGGIO ALL'INSEGNAMENTO

Solo con il ritorno e la spinta della Emi e, in particolare, con l'album dell' 83 Antipatici antipodi, riuscì nuovamente ad imporsi, partecipando anche alla trasmissione Azzurro della Rai. Da quegli anni in poi Lolli, conseguita la laurea in lettere, si dedicò all'attività di professore al Liceo scientifico Leonardo da Vinci di Casalecchio di Reno. Non abbandonò però la musica e la scrittura.

IL RITORNO ALLA MUSICA NEGLI ANNI 2000

Nel 2000 pubblicò Dalla parte del torto, con il brano Nessun uomo è un uomo qualunque, mentre nel 2009 diede alle stampe il nuovo album, Lovesongs, rivisitazione delle più belle canzoni d'amore del cantautore. Nel 2010 suonò al Concerto del Primo Maggio, iniziando la sua esibizione con Primo maggio di festa. Con l'ultimo album del marzo 2017, intitolato "Il grande freddo", finanziato con un'operazione di crowdfunding lanciata via web, ha vinto la Targa Tenco nella categoria "Miglior disco dell'anno in assoluto".

LE CONDOGLIANZE DEL COMUNE DI BOLOGNA

«Una brutta notizia. Se n'è andato Claudio Lolli», ha scritto su facebook l'assessore comunale alla cultura Matteo Lepore, sottolineando che Bologna «perde un suo cantautore e un poeta forse troppo dimenticato» e «solo poche settimane fa alcuni suoi amici mi avevano fermato suggerendomi di andarlo a trovare, di premiarlo anche per dargli forza nella sua lunga malattia». Alla famiglia Lepore ha espresso «le più sentite condoglianze anche del Comune di Bologna».

Una brutta notizia. Se n’è andato CLAUDIO LOLLI. Giornate funeste. #Bologna perde un suo cantautore e un poeta forse...

Geplaatst door Matteo Lepore op Vrijdag 17 augustus 2018
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