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21 Agosto Ago 2018 1308 21 agosto 2018

La nemesi di Asia Argento e la politica dello spettacolo

Prima icona del femminismo, ora mollata da tutti. Lo scandalo Bennett fa emergere il vecchio vizio dei nostri politici: arruolare ipocritamente chiunque col solo scopo di ragranellare voti.

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Povera Asia Argento, adesso tutti la scaricano: i partiti progressisti e rivoluzionari che la corteggiavano, Laura Boldrini addirittura l'aveva adottata in un tour moralistico-promozionale negli Stati Uniti; il programma di illusioni canterine X Factor; le compagne di militanza come questa Rose McGowan che si dice «devastata». Devastata da cosa? Dal tradimento etico o dalla paura che anche per lei, per altre del ribollente #MeToo si spalanchino armadi colmi di scheletri, che la “soluzione Argento” sia solo la punta dell'iceberg? Forse, invece di devastarsi dopo, conveniva sincerarsi prima: ma non c'è sempre qualcosa di sospetto, di stridente dietro certe isterie, quell'ergersi a paladina, pasionaria – pAsianasia, nella fattispecie – così, di punto in bianco, dopo trascorsi che inducono come minimo prudenza? Non è, vogliamo dire, questa fretta di arruolare, di imbarcare il martire del giorno l'altra faccia del populismo, per dire quella virtuosa, presentabile, quella che può far comodo in un contesto perbenistico? (leggi anche: Cosa ha detto Asia Argento sulle accuse del New York Times).

Asia Argento e Laura Boldrini.

I PROFESSIONISTI DELL'INDIGNAZIONE E DELLA DOPPIA MORALE

Fate quello che dico non fate quello che faccio, potrebbe essere il motto della garrula Argento, di colpo ammutolita, sparita dalla scena social e dai media che tanto le piacevano, con le sue linguacce, i suoi atteggiamenti scomposti, le sue uscite sopra le righe. Un costume che non è certo essclusivo di questa attrice mai esplosa malgrado le vigorose credenziali familiari, di questa promessa sempre disattesa, viceversa è nazionale, storico, le pubbliche virtù contrapposte ai vizi privati, il trionfo del “particulare”, il puntuale stravolgimento di Machiavelli in un machiavellismo da strapazzo, le astuzie e le contorsioni della doppia morale che particolarmente in Italia sotto sotto sono sempre più apprezzate che stigmatizzate. È, insomma, il “così fan tutti” sul quale si sono costruite generazioni stratificate di insegnamenti finalizzati, di clan familistico.

Asia Argento.
ANSA

Pubblicamente la facciata delle indignazioni facili, dell'onestà sopra ogni cosa, del «dove andremo a finire», ma poi, nel chiuso del bilocale affumicato tinello e cucina come nella villa con parco dove crescono le essenze rare e ci si rilassa in agi sibaritici, l'altra condotta, concreta, al limite del brutale, la mala educacion del fatti furbo che se non lo fai ti mangiano nel piatto, che questo mondo non aspetta nessuno e la società è la favola bella per coprire gli affari nostri. Specchio di questa morale è un altro attore, Claudio Amendola, che si definisce comunista ma precisa: io faccio quasi tutto per soldi, se non li prendo io li danno a un altro.

Asia Argento.

LA POLITICA COME CONTINUAZIONE DELLA SOCIETÀ DELLO SPETTACOLO

Povera Asia Argento, adesso la mollano tutti. L'indignazione che per prima aveva suscitato la travolge, la ricopre e si può capire ma per favore risparmiateci certe facce tirate, certe devastazioni di rito che non sono più virtuose, che sono altrettanto discutibili, che non hanno alcun senso. È proprio necessario, per dire, alla politica questo continuo safari, questo pescare nel gossip pruriginoso e moralistico, questo fiondarsi sul santino di turno senza prudenza alcuna, senza discernimento, con un atteggiamento tra il paternalistico e il cinico, un po' da gatto e volpe di Collodi? È davvero così obbligatorio, nella scomparsa delle attitudini politiche, l'arruolamento forsennato di nani, ballerine, cicale, farfalloni, di questo circo del basso intrattenimento o dello sport nella palese intenzione di battere cassa, di irretire elettori alle urne?

Anche uno come Fabrizio Corona, con le sue decine di trascorsi giudiziari e carcerari, era notoriamente corteggiato dai partiti della democrazia di panna montata

Fabrizio Corona.
ANSA

Sempre più spesso si ha la sensazione che la politica, il mondo dei partiti e delle istituzioni, sia la continuazione della società dello spettacolo con altri mezzi o addirittura «il ramo dell'industria dedicato all'intrattenimento», come aveva intuito Frank Zappa. Consigliere mediatico, cioè di chiacchiere, dei grillini prima, addirittura di palazzo Chigi poi, è questo Rocco Casalino, reduce dal Grande Fratello e poi da anni di shopping, di sbando mediatico, ora in grande spolvero per le sue uscite imbarazzanti, volgari o surreali. Il segretario del massimo partito della sinistra italiana ed europea, dopo avere distrutto il possibile, prova a concedersi al network privato del massimo concorrente politico con un documentario alla Quark di Piero Angela in cui si atteggia a novello Dante Alighieri per il quale chiede 2 o 3 milioni di euro. Tra gli eletti, un'invasione di falliti senz'arte né parte, provocatori, lunatici, paperelle e cosce lunghe inaugurate da Silvio Berlusconi, al quale sono subito corsi tutti dietro. Col fatale risultato per cui sfondoni e gaffe da social nei parlamentari non si contano, a conferma di una sensibilità egolatrica, di una immaturità infantile e capricciosa del tutto avulsa da scrupoli e implicazioni istituzionali. Del resto, anche uno come Fabrizio Corona, con le sue decine di trascorsi giudiziari e carcerari, era notoriamente corteggiato dai partiti della democrazia di panna montata.

Rocco Casalino.
Getty

QUEL REGALO MILIONARIO PER BENNETT

A seguire certe indiscrezioni, in questo sottopotere circense stava per sbarcare anche la nostra Asia della doppia morale, stroncata sul più bello di una rinascita mediatica quantomeno curiosa. Mentre lo stesso baraccone X Factor annuncia possibili rimozioni «se le voci di queste ore dovessero trovare conferma». La faccenda, in realtà, pare solo all'inizio, perché, dopo quasi due giorni di un silenzio che a molti era sembrato fin troppo eloquente, l'interessata è tornata a galla per una volta non sull'amato Twitter, ma con tanto di comunicato ufficiale che in sostanza dice così: nessun contatto col giovanotto parassita, solo una regalia di 400 mila euro consigliata dall'ex compagno Anthony Bourdain (recentemente morto suicida) e ispirata da sentimenti che andavano dalla pietà al timore di ritorsioni. Come a dire che se la violenza Asia la denuncia, è senz'altro vera, se ne è accusata è solo squallido arrivismo.

Jimmy Bennett e Asia Argento.
ANSA

COSTRETTA A DISCOLPARSI COME I SUOI STESSI CARNEFICI

Linea di difesa che sta già dividendo tra fideisti e scettici: davvero la soluzione migliore è coprire un potenziale ricatto con una somma sproporzionatamente alta invece di denunciare tutto? Perfino il padre Dario, che ha sempre difesa a oltranza la vivace figliola, sul punto si mostra perplesso: «Perché Asia avrebbe deciso di stringere questo accordo? Questo non lo so». L'aspetto grottesco, ma inevitabile, è che la Argento è costretta a discolparsi allo stesso modo dei suoi antichi carnefici, mentre il presunto parassita, c'è da giurarci, continuerà ad attaccare con argomenti di stampo #MeToo. Stante la difficoltà di produrre le prove di privatissime situazioni lontane nel tempo. Fatti loro, se la vedranno loro, quello che è certo è che la ricaduta di immagine è devastante e che certi sospetti, malevoli fin che si vuole, restano appiccicati in eterno: vale per l'ex divo Kevin Spacey, per il direttore d'orchestra di turno, e per Asia Argento. Non solo perché, notoriamente, l'opinione pubblica ama credere al peggio, ma proprio per l'estremizzazione moralistica di un personaggio che adesso rischia di cadere sepolto dalle sue stesse accuse forsennate.

Asia Argento e Harvey Weinstein.

IL CONTRAPPASSO DI ASIA ARGENTO E L'IPOCRISIA DEI SUOI SOSTENITORI

Asia Argento sconta la nemesi del politicamente corretto, l'ossessione delle Netflix, del perbenismo hollywoodiano, paga il contrappasso del moralismo sessuale sul quale si era arrampicata e invece dovrebbe pagare, in caso, per la sua ipocrisia, vertiginosa, impossibile da sostenere. Comunque paga da sola, se paga, mentre chi, nella politica, nella polvere di stelle, nell'informazione, l'aveva blandita pur conoscendo il tipo e la sua psicologia, se la cava sparendo dal radar per un po', salvo ricominciare dal prossimo santino. Troppo comodo, troppo facile.

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