Asia Argento Xfactor
Cultura e Spettacolo
21 Agosto Ago 2018 1005 21 agosto 2018

Asia Argento a rischio solo per i Live di X-Factor

Per Sky difficile eliminare le sette puntate già prodotte e in onda dal 6 settembre. L'attrice accusata da Jimmy Bennett di molestie sessuali potrebbe essere espulsa dal programma soltanto nelle dirette.

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Asia Argento o no, la macchina di X-Factor non si fermerà. Sulle scomode accuse all'attrice riportate al News York Times Sky Italia e FremantleMedia – che insieme producono il famoso programma – hanno espresso la loro posizione ufficiale: se venissero confermate le indiscrezioni - lo scorso aprile avrebbe trovato un accordo per risarcire con 380 mila dollari un giovane attore che la accusava di averlo aggredito sessualmente nel 2013 quando lui aveva 17 anni e lei 37 – la figlia del re dell'horror all'italiana sarebbe fuori dal programma. Ma la precisazione non basta visto che la data della messa in onda della fortunata trasmissione è dietro l'angolo. E se, come scontato, entro il giorno della prima puntata, in agenda 6 settembre, non bastasse il tempo per far luce definitivamente sulla questione che succederebbe?

ASIA POTREBBE ESSERE SOSTITUITA SOLO A PARTIRE DAI LIVE

La produzione della nuova edizione è iniziata in primavera e di certo non ci sarebbe il tempo materiale per eliminare o sostituire la nuova giudice dalle puntate già prodotte, girate e montate durante l'estate: quattro di audizioni, due di bootcamp e la scelta finale, la puntata di home visit, per un totale sette episodi. E oltre il tempo c'è anche un problema di costi, visto che ogni giornata di shooting è costata da 30 a 50 mila euro. Motivi che sommati agli improrogabili incastri di palinsesto fanno si che sia altamente improbabile quanto già confezionato venga gettato alle ortiche. La striscia, hanno spiegato fonti non ufficiali a Lettera43.it, andrebbe in onda ugualmente. Con Asia. Nel caso poi Sky e Fremantle scegliessero di interrompere la collaborazione la Argento scomparirebbe dal Live. Un rvm, un annuncio di Alessandro Cattelan e la presentazione di un nuovo giudice: the show must go on.

Asia Argento.
ANSA

CONTRAPPASSO PER LA PALADINA DEL #METOO

In attesa di dichiarazioni ufficiali della stessa Argento, che ha scelto di non parlare, e sta preparando una nota con gli avvocati, l'accusa del giovane Jimmy Bennett resta uno terribile contrappasso per l'attrice che con le sue rivelazioni sulle violenze subite dal fondatore della Miramax Harvey Weinstein aveva tolto il velo sugli abusi dei potenti di Hollywood. Jimmy aveva conosciuto Asia quando aveva sette anni, nel 2004, sul set di Ingannevole è il cuore più di ogni cosa. E con lei durante le riprese aveva sviluppato un rapporto madre-figlio. Il 9 maggio del 2013, però, Asia aveva invitato Jimmy nella sua stanza dell’hotel Ritz Carlton di Marina del Rey, per una "rimpatriata": «Sto aspettando», aveva scritto su Instagram, «il mio figlio a lungo perduto e il mio amore, Jimmy Bennett, in trepidazione, fumando sigarette come se non ci fosse le prossima settimana». «Sono quasi arrivato!», aveva risposto lui. All’epoca aveva 17 anni (quindi era sotto l’età legale per il consenso sessuale in California), lei 37. Secondo la denuncia dell’avvocato Gordon Sattro, gli aveva fatto bere alcol e praticato sesso orale. Poi i due avevano avuto un rapporto completo. E si erano scattati selfie da nudi poi finti sui social. Tornato a casa, Bennett si era sentito «confuso, mortificato e disgustato». Anche se un mese dopo le twittava: «Mi manchi mamma!».

Jimmy Bennett.

RICHIESTA DI RISARCIMENTO MILIONARIA

Quando l’anno scorso Jimmy ha visto Asia emergere come l’eroina del movimento Me Too, ha deciso di farle causa, chiedendo 3,5 milioni di dollari di danni. Ha sostenuto che il rapporto aveva compromesso la sua carriera, facendolo finire in bancarotta (e poco prima aveva denunciato i suoi stessi genitori per avergli sottratto guadagni). Secondo quanto emerso, Argento aveva concordato di chiudere il caso pagando 380 mila dollari all’attore, senza fargli firmare una carta che lo obbligasse al silenzio, perché la considerava in contraddizione con i suoi principi. «Facciamo questo», le aveva scritto la sua avvocata, Carrie Goldberg, «per aiutare Bennett. Speriamo che nulla del genere ti capiti mai più. Tu sei una potente forza creativa, ed è una condizione miserabile che debba vivere tra individui di merda che si sono approfittati delle tue forze e debolezze».

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