Festival Cinema Venezia
Cultura e Spettacolo
28 Agosto Ago 2018 1134 28 agosto 2018

Le cose da sapere sul Festival del Cinema di Venezia

Gli italiani in concorso: Martone, Guadagnino e Minervini. Porte aperte a Netflix e Amazon. E il grande "ritorno" di Orson Welles. Guida alla rassegna che apre il 29 settembre.

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Un racconto del mondo che cambia. Sembra essere questo il filo conduttore della 75esima edizione del Festival di Venezia che riflette, filtrato dallo sguardo d'autore dei cineasti, sull'evoluzione e sulla discontinuità: dalla politica all'emergenza migranti, dalla condizione femminile all'ambiente. Non solo, il tema del cambiamento è anche al centro del cinema stesso come linguaggio e soprattutto fruizione: un cinema che trova altre strade per farsi vedere, per avvicinare il pubblico (come le nuove piattaforme streaming Netflix e Amazon) e che il festival accoglie senza le barricate (anacronistiche? corporative?) di Cannes. L'era digitale, che pure produce sperimentazioni cinematografiche inedite come i film in realtà virtuale (un concorso parallelo, per il secondo anno) e una sala web dove vedere 18 film (anche titoli attesi come L'Armadillo di Scaringi, Camorra di Patierno, a Il ragazzo più felice del mondo di Gipi) in anteprima contemporanea mondiale, produce anche l'imbarazzo dei commenti sui social per arginare i quali la stampa è chiamata più degli altri anni a rispettare embarghi. Venezia 75 in connessione con l'aria del tempo lascia sperare in un'edizione monstre in base al programma sin dall'apertura. Ecco una guida

LE DATE DI APERTURA E CHIUSURA

Le luci sulla Sala Grande si accenderanno alle ore 19.00 del 29 agosto. Alla cerimonia d’apertura assente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in segno di lutto per Genova e il Pollino). In programma il primo giorno First man di Damien Chazelle con Ryan Gosling sul primo uomo sulla Luna Neil Armstrong e per la consegna del Leone d'oro alla carriera a Vanessa Redgrave. La cerimonia di chiusura, con la consegna del Leone d’Oro, è in agenda sabato 8 settembre.

LE CATEGORIE IN CONCORSO E FUORI CONCORSO

Oltre ai film "in concorso" e a quelli "fuori concorso", la rassegna prevede altre categorie. "Orizzonti" è la sezione riservata dedicata a film rappresentativi di nuove tendenze estetiche ed espressive del cinema mondiale. “Venezia Classici” ospita in prima mondiale una selezione dei migliori restauri di film classici realizzati nel corso dell’ultimo anno. "Sconfini" è una sezione non competitiva che prevede una selezione di opere senza vincoli di genere, durata e destinazione. "Venice Virtual Reality": è prevista la presentazione, in concorso e fuori concorso, di un massimo di 30 opere di VR Storie Immersive di qualsiasi durata e formato.

GLI ITALIANI IN GARA (E NON)

La Carpi-revolution di Mario Martone sulla comunità proto hippy degli Anni 10 e il suo fascino su una giovane pastorella isolana, il remake del cult di Dario Argento Suspiria girato da Luca Guadagnino, con Dakota Johnson e una Tilda Swinton al cubo (tre ruoli camaleontici), e Che fare quando il mondo è in fiamme? di Roberto Minervini sulla eterna questione razziale americana sono il terzetto in gara per il Leone d'oro. Sono loro i portabandiera italiani di una squadra di 24 che comprende autori come Saverio Costanzo per uno degli eventi più atteso in assoluto a livello internazionale, la premiere dell'Amica geniale tratto dalla dalla saga di Elena Ferrante e come l'attrice/regista Valeria Bruni Tedeschi con la storia di famiglia I villeggianti (Orizzonti, fiction).

LE PELLICOLE SI DANNO ALLA POLITICA

In Laguna non manca l'impegno. Si va dalle lacerazioni a Mosul dove bambini cresciuti con e contro lo Stato islamico sono le prime vittime di una ricostruzione in Iraq tutta ancora da vedere in Isis, tomorrow di Francesca Mannocchi e Alessio Romenzi (fuori Concorso) a The day i lost my shadow di Soudade Kaadan sulla condizione femminile (Orizzonti), fino alla discussa politica di Trump con American Dharma di Errol Morris, dialogo con l'ideologo destra radicale del presidente Usa Stephen K. Bannon (e anche della Lega italiana) (fuori Concorso) e Monrovia, Indiana di Frederick Wiseman, viaggio nella provincia più lontana che ha fatto vincere Trump. E ancora dal 'fantomatico' colpo di Stato in Turchia in The announcement di Mahmut Fazi Coskun (Orizzonti) alla figura del leader uruguayano Mujica El Pepe cui Emir Kusturica ha dedicato un documentario (Orizzonti). Per finire con Sulla mia pelle di Alessio Cremonini (Orizzonti) sugli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi (Alessandro Borghi) e sulla lotta della sorella (Jasmine Trinca) per la verità.

UN TRIONFO DEL CINEMA DI GENERE

Tra le cose più "curiose" la presenza di moltissimi film di genere. Per restare al concorso il western europeo con buone dosi di ironia The sisters brothers, debutto in lingua inglese di Jacques Audiard con Joaquin Phoenix e John C. Reilly, l'altro western dei fratelli Coen The Ballad of buster scruggs con un cast che va da James Franco e Liam Neeson a Tom Waits, allo stesso horror di Guadagnino ai film in costume come The favourite di Yorgos Lanthimos.

NETFLIX E ALTRE PIATTAFORME (STREMING) SUL LIDO

Ormai le piattaforme di streaming sono i nuovi leader della produzione cinematografica e «ignorarli o ostacolarli come ha fatto il festival di Cannes, applicando la legge francese, non è compito di un festival in assenza di leggi specifiche italiane». Parola del direttore Alberto Barbera. Qualche esempio? Alfonso Cuaron in gara e già favorito con l'attesa nuova opera (dopo gli Oscar di Gravity) Roma, storia della sua adolescenza negli Anni 70 in una Città del Messico in bianco e nero, i Coen (entrambi Netflix, come l'ultimo film di Orson Welles) e Mike Leigh in gara con Peterloo, prodotto da Amazon, in sala con Academy Two.

ORSON WELLS E I GRANDI RITORNI

I cinefili non vedono l'ora: l'incompiuto del grande Welles è in assoluto tra le cose più attese, The other side of the wind, a 30 anni dalla sua morte finalmente completato con l'approvazione dei familiari e di Peter Bogdanovich che era stato incaricato dal regista della missione. C'è poi il tedesco Florian Henckel Von Donnersmarck in concorso con Opera senza autore, una nuova riflessione sulla Germania e il suo passato che non passa ad anni dal magnifico Le vite degli altri, l'artista regista Julian Schnabel At eternity's gate su Van Gogh, il cinese Zhag Yimou in Shadow (fuori concorso).

NELLA GIURIA GUIDATA DA DEL TORO ANCHE GENOVESE

Per quanto riguarda le giurie, quella del Concorso, guidata da Guillermo del Toro, sarà composta da Sylvia Chang, Trine Dyrholm, Nicole Garcia, Paolo Genovese, Małgorzata Szumowska, Taika Waititi, Christoph Waltz e Naomi Watts. La Giuria Orizzonti, invece, capitanata dalla presidente Athina Rachel Tsangari, è composta da Michael Almereyda, Frédéric Bonnaud, Mohamed Hefzy, Alison Mclean e Andrea Pallaoro.

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