Vip Red Carpet Venezia Isoardi
#VELODICEBEATRICE
7 Settembre Set 2018 1800 07 settembre 2018

L'inutile crociata social contro gli immeritevoli del red carpet

La "first lady" Isoardi, le corteggiatrici De Lellis e Valli, Al Bano. Vip che non avrebbero le "competenze" per sfilare alla Mostra del cinema di Venezia. Ma per una cosa così frivola serve il cv?

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Il red carpet non è roba da signorine. Ci vuole preparazione e disciplina. Bisogna studiare, come per tutto il resto. Com’è però sempre più evidente, a molti di quelli che si intrattengono sui social interessano poco preparazione e disciplina. «Ma che lavoro fa Chiara Ferragni?», domanda e monito insieme, sintetizza al meglio questo disinteresse.

DOMANDA CON ALZATA DA SOPRACCIGLIO

In questi giorni, però, ce n’è stata un’altra di domanda con implicata alzata di sopracciglio. L’occasione è stata la Mostra del cinema di Venezia. Il momento più glamour, quello per cui star e invitati si sono preparati a lungo, quello con la gente urlante sulle transenne per un autografo o un selfie del loro beniamino da postare con tanto di tag e cuoricino - la stessa gente che, spesso, non sa nemmeno il nome del film in promozione e di comprare il biglietto per vederlo manco a parlarne -, ecco, questo momento è stato più volte trafitto dal «Ma che ci fa sul red carpet?»

NEL MIRINO TUTTE LE QUALITÀ DELLA ISOARDI

Le accademie del settore - uffici stampa su tutti -, le stesse che, tra le tante cose, ti insegnano a non mangiare niente per settimane e poi a buttare giù un cubetto di formaggio quando stai per svenire, sono indispensabili. E un occhio allenato pizzica subito chi ha un PhD e chi ha fatto tre anni in uno. Elisa Isoardi, per esempio, è una col PhD. Questo, va da sé, non l’ha messa al riparo dal «Ma che ci fa sul red carpet?», col divanista social che ha trasformato la sfilata della first lady del sovranismo nel suo miglio rosso vergogna. Nel mirino sia le sue qualità artistiche (vuoi mettere Antonella Clerici alla Prova del cuoco?) che le sue scelte in fatto di uomini.

Giulia De Lellis e Beatrice Valli, ex corteggiatrici di Uomini e Donne, sono andate al Lido non certo per meriti cinematografici, ma su invito dello sponsor

Non è andata meglio a Giulia De Lellis e Beatrice Valli, ex corteggiatrici di Uomini e Donne, al Lido non certo per meriti cinematografici, ma su invito dello sponsor (e prontamente instagrammate). Anche per loro al divanista gli si sono drizzati i social, indignandosi con l’impegno che solo chi ha una missione può metterci. (De Lellis ha sfruttato poi l’occasione per giocarsi la "carta Paola Taverna" e a Vanity Fair, a proposito della sua comparsata a Venezia, ha dichiarato sprezzante del pericolo: «Io sono una ragazza del popolo». Mai il Codacons quando serve).

C'ERA ANCHE IL BLAKE CARRINGTON DI CELLINO SAN MARCO

Ma c’è di più: qualcuno ha avuto perfino da ridire per la presenza sul tappeto rosso veneziano di Al Bano Carrisi, il Blake Carrington di Cellino San Marco, per l’occasione senza Krystle o Alexis al seguito ma accompagnato dai figli Jasmine e Al Bano Junior, entrambi ramo Lecciso (fotografi in festa quando il cantante si è incrociato con Fabio Rovazzi, accompagnato dalla fidanzata Karina Bezhenar). In questo caso il divanista ha in verità mantenuto un profilo più basso, conscio della gravità del gesto ai limiti della lesa maestà.

INVIDIA SOCIALE CHE CI RENDE TUTTI ESPERTI DI TUTTO

Le prove a sostegno di chi parla di un momento storico caratterizzato dall’invidia sociale, quella che acceca e che fa credere a ogni osservatore di essere un esperto solo perché ha un pulpito fornitogli dalle parole magiche “traffico dati”, ormai si moltiplicano. Un rancore, una volta affidato al diario segreto sotto forma di «Perché loro sì e io no?», ora espanso a tal punto da non far comprendere come anche una cosa ritenuta frivola come fare un tappeto rosso abbia bisogno di specifiche competenze. Niente però, al momento, scalfisce la resistenza del divanista che, frittatona di cipolle, birra gelata e post libero alla mano, esercita sui social la libertà d’espressione, scambiandola per obbligo a esprimere un’opinione, ignaro che le passeggiate dei protagonisti su quel red carpet possono essere belle (anche) perché non vanno da nessuna parte. Proprio come certi trenini.

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