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Cultura e Spettacolo
8 Settembre Set 2018 1951 08 settembre 2018

I vincitori del Festival di Venezia 2018

Alfonso Cuaron con Roma si aggiudica il Leone d'Oro rispettando i pronostici della vigilia. Coppa Volpi a William Dafoe e Olivia Colman. Miglior regia a Jacques Audiard. L'Italia resta a bocca asciutta.

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La 75esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia ha rispettato i pronostici della vigilia. Il premio per il miglior film è stato vinto da Alfonso Cuaron con Roma. Coppa Volpi per il miglior attore a William Dafoe per la sua interpretazione in At Eternity's Gate, per la migliore attrice a Olivia Colman (La Favorita). Miglior regia a Jacques Audiard (The Sister Brothers). Miglior sceneggiatura per La ballata di Buster Scruggs dei fratelli Coen. Il Gran Premio della Giuria è stato invece conquistato da La Favorita di Yorgos Lanthimos.

L'Italia esce a bocca asciutta dalla Biennale, malgrado gli oltre 20 film selezionati, di cui tre in gara per il Leone d'oro - Capri Revolution di Mario Martone, Che fare quando il mondo è in fiamme? di Roberto Minervini e Suspiria di Luca Guadagnino. Per la prima volta in Laguna a trionfare è una pellicola targata Netflix. Roma sarà distribuito sul colosso dello streaming online a dicembre e, secondo quanto si è appreso, avrà lo stesso mese di uscita anche nelle sale cinematografiche selezionate. Anche il film dei Coen, vincitore del premio per la migliore sceneggiatura, è prodotto da Netflix.

ORA CUARON SOGNA IL BIS ALL'OSCAR

Cuaron, rientrato a Venezia con i suoi figli, ha definito il film come un atto di «immenso amore per la mia famiglia e il Messico, come Guillermo sa (Del Toro, il presidente della giuria, messicano come lui, ndr )Per una coincidenza oggi è anche il compleanno della persona su cui si basa il personaggio di Cleo». Cuaron oltre alla giuria ha ringraziato anche il team di Netflix che ha prodotto il film e chissà che come da tradizione Venezia non lo porti dritto agli Oscar (con Gravity successe così). Emozione grande anche per Olivia Colman, la fantastica regina viziata Anna d'Inghilterra del triangolo lesbico La Favorita di Yorgos Lanthimos che ha tirato fuori un foglietto scritto in italiano dal marito con gli onori del caso e letto al microfono. Coppa Volpi (una strada verso la nomination?) in mano, l'attrice inglese è pronta a ripartire per il set della nuova stagione tivù di The Crown in cui interpreta la regina Elisabetta II.

I RISVOLTI POLITICI DELLA CERIMONIA

La trepidazione dei premiati ha fatto parte (oltre alla inevitabile quota noia) della cerimonia di chiusura di Venezia, quest'anno affidata a Michele Riondino, ma ci sono stati anche risvolti 'politici'. Come quello della regista siriana Soudade Kaadan, Leone del futuro per l'opera prima Zouli, Il giorno che ho perso la mia ombra, «non un film sulla Siria ma una lettera d'amore: volevo raccontare la nostra storia con la nostra voce e con dignità», ha detto la 39enne. E della australiana Jennifer Kent, premio speciale della giuria per The Nightingale, «La forza delle donne è la più potente di tutto il pianeta, sono sicura che vedremo sempre più donne in questo settore, fate film se volete». Il protagonista maschile del suo film, Baykali Ganambarr (premio Mastroianni all'attore emergente), aborigeno della comunità Galiwinku, di una remota isola australiana, performer noto di danza e teatro, ha sottolineato la «veridicità di The Nightingale, che racconta il nostro passato, la storia di brutalità verso i nostri antenati e forse potrà aiutare a guarire il dolore delle nostre ferite». Il presidente della Biennale Paolo Baratta, nel concludere la cerimonia, dichiarare chiusa Venezia 75 e dare appuntamento al 28 agosto 2019, ha dato il senso, in definitiva e al di là dei film che pure sono stati di grande livello, di questo festival: il rinnovato legame con i giovani: «Alla consegna del Leone d'oro a Cronenberg ho visto un mare di giovani teste e poi di giovani in piedi. Sembrava di essere in un aula magna di un liceo o di un'università. E questo è il futuro».

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