Chiara Ferragni
Cultura e Spettacolo
16 Settembre Set 2018 0900 16 settembre 2018

Chi era Chiara Ferragni prima del successo

I tuffi. La scuola. La tesina di maturità sui cimiteri per ricordare la nonna. La vita segreta della blogger meno segreta d'Italia raccontata da chi l'ha conosciuta. 

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Capelli rossi naturali. Occhi azzurri e tante lentiggini. Quasi il ritratto di Nicole Kidman quand'era giovane. «Ricordo che vinse un concorso come sosia dell’attrice australiana, era il suo primo vanto e noi la prendevamo un po' in giro per questo», racconta a Lettera43.it un ex compagno di scuola di Chiara Ferragni, oggi regina delle influencer e sposa di Fedez. «La sua camera era piena zeppa di maialini, un centinaio circa, forse anche di più», continua, «peluche, gadget, portachiavi, una collezione strepitosa. Ce n'era uno persino appeso sul lampadario, di quelli che iniziano a sbattere le ali quando gli tiri il cordino» (leggi anche Aspiranti Ferragni crescono: quanto guadagnano gli influencer).

LO SPORT NEL DNA

Predisposizione per lo sport, tanta: d'altronde, ce l'ha nel dna. La madre Marina Di Guardo ama nuotare, mentre il padre ha un passato nel basket, prima divisione. Infine, un grande coraggio, specie quando si trattava di buttarsi. In piscina, sul trampolino della Canottieri Baldesio di Cremona, Chiara Ferragni era sempre in prima fila. «Non aveva paura, anzi, le piaceva molto. E anche nuotare le veniva naturale», ricorda il suo vecchio istruttore. Venticinque scalini per arrivare in cima alla passerella dei cinque metri, a cui se ne aggiungevano altri 25 per raggiungere il punto più alto, a 10 metri di altezza. Continua il suo maestro di nuoto: «A quei tempi, per buttarsi, serviva un permesso speciale. Ciò nonostante capitava un po' a tutti i giovani di provare a fare "il grande salto", magari di sera quando non c'era nessuno. Le classiche ragazzate, via. Chiara? Non l'ho mai vista buttarsi da 10 metri, però vallo a sapere… ». Eh già, vallo a sapere. Perché in fondo questo potrebbe anche spiegare un po' tutto: non importa quanto grande possa essere il vuoto che hai sotto i piedi. Paura di tuffarsi? Nessuna. Le grandi sfide, a volte, si vincono anche così.

Chiara Ferragni.

AMATA E ODIATA DA COMPAGNI E PROF

Ed ecco che un semplice trampolino si trasforma in una metafora della vita. Chi ha conosciuto Chiara Ferragni ai tempi della scuola la descrive come una ragazza volitiva, determinata. Colei che più di ogni altro avrebbe potuto rendere la sua vita straordinaria, per citare il film L’attimo fuggente. Un attimo per far parlare di sé, un attimo per spaccare in due l'opinione di chi le sta attorno. Ed è sempre stato così. Una delle sue insegnanti del liceo classico Manin di Cremona lo ricorda bene, nonostante siano passati più di due lustri: «Alcuni compagni della sua classe la amavano, letteralmente. Altri però la odiavano e la stessa cosa valeva per noi professori. Intelligente, sveglia e dalle idee rivoluzionarie per alcuni di noi. Per altri, tutto fumo e niente arrosto».

UN IMPERO COSTRUITO CON CONSAPEVOLEZZA

Oggi come ieri, Chiara Ferragni divide. Fa discutere. Piace da matti. Macché, è insopportabile. Ed è proprio questa la sua forza: raramente lascia indifferenti. Anche per questo porta con sé milioni di follower su Instagram, che di questi tempi, a giudizio di molti, è l'unica cosa che conta, oltre ovviamente a quello spirito imprenditoriale che, con l'aiuto di chi le è stato sempre vicino, l'ha portata lontano, facendole capire molto prima degli altri che Internet e i social network avrebbero potuto avere un'importanza fondamentale per la costruzione del suo impero. Aggiungiamoci una bellezza autentica e la consapevolezza di poterla usare a proprio vantaggio in maniera intelligente, mai volgare, o quasi, e a quel punto valla a fermare, la blogger più amata e imitata del web. Ma chi era Chiara Ferragni prima di diventare Chiara Ferragni?

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Un "Sì" che è un affarone. Il matrimonio social più atteso e chiacchierato dell'anno tra Chiara Ferragni e Fedez ha mosso cifre da capogiro e per i due sposini si tratta già di nozze... d'oro.

IL BASKET A CREMONA

La Rete è piena zeppa di articoli che hanno provato a ricostruire il suo passato. Tutto però è molto frammentato. Qualche informazione sulla sua attività digitale prima dell’avvento dei social. Gli scatti di lei a 18 anni, l'utilizzo quasi ossessivo della «k» al posto del «ch». E allora abbiamo provato a scavare un po' di più. Perché non è detto che quando scavi trovi solo scheletri: a volte possono esserci delle sorprese. «La Chiara Ferragni che non ti aspetti», titolava per esempio un sito di gossip dopo aver intercettato alcune sue foto mentre gioca a basket con Fedez. «E chi se lo aspettava?», commentavano i follower all'unanimità. Ma la verità è che la ragazza ha giocato per anni a pallacanestro a Cremona. «Ed era anche bravina, e già piuttosto alta», ricordano i suoi allenatori. Che aggiungono: «Non dava mai problemi, per lei erano i tempi della scuola media. Non aveva il talento per emergere per davvero, sicuramente aveva la predisposizione per essere una brava atleta». Come detto, quello del padre è un passato importante. E si sa, per le figlie il papà è spesso un eroe, talvolta anche da emulare.

SEMPRE ALLA RICERCA DEL CONFRONTO

Con la famiglia, Chiara viveva nella zona Po di Cremona, un'area residenziale, per poi trasferirsi con il padre in centro dopo il divorzio dei genitori. A scuola, il liceo classico Daniele Manin, ci andava in bicicletta, il suo era un modello classico da donna con cestino. Non una secchiona. «Si impegnava il giusto, aveva la media del 7», è il ricordo di alcuni suoi ex compagni. Ma c'era anche dell'altro. D'altronde non poteva non esserci. Ed è la sua insegnante di inglese a farlo notare: «Cercava di andare sempre oltre il semplice voto, come spesso capita invece per molti studenti, che magari si impegnano ma unicamente per avere un 8 o un 9. Lei parlava tanto, aveva idee, cercava il confronto con noi professori, devo dire che anche nei giorni peggiori, per esempio quando c'era la verifica che nessuno si aspetta, cercava di vedere il lato positivo».

LA TESINA SUI CIMITERI ALLA MATURITÀ

Aveva idee. Come quella per la tesina di maturità. Scarpe? Moda? Internet? Macché. Cimiteri. Eccolo, l'argomento della sua ricerca. E anche in questo caso, andò fino in fondo. Con la sua macchina fotografica, già di quelle piuttosto performanti, varcò le porte del camposanto di Cremona per fare degli scatti e no, nessun selfie. «Mica puoi, serve un permesso, torna subito qui!». A nulla valsero i tentativi del custode di fermarla o dissuaderla. C'era una tesina da portare a casa e lei aveva deciso che l'argomento, e il materiale, sarebbe stato quello. Il motivo? È ancora la sua insegnante di inglese a ricordarlo: «Sua nonna morì poco prima della maturità e Chiara rimase incantata, durante una lezione, dal poeta inglese Thomas Gray e dalla sua Elegia scritta in un cimitero di campagna, un tema poi sviluppato meglio nell'era Vittoriana. Chiara dimostrò grande profondità da questo punto di vista, volle mettere insieme le due cose, arricchendo un fatto triste con qualcosa di nostalgico, e di romantico se vogliamo». Tesi in inglese, ovviamente. Materia per la quale era naturalmente portata. Una scelta quasi inedita per la scuola a quei tempi, era il 2006. Capito cosa intendevano gli insegnanti, quando parlavano di: «Idee quasi rivoluzionarie»?

LA PRIMA VOLTA A 16 ANNI

C'era la Chiara studentessa e la Chiara ragazzina. Nel bene e nel male. Lei era già bellissima, ma questo non sorprende nessuno, anzi: se lo ricordano tutti: istruttori, compagni e insegnanti. Crescendo, le lentiggini sono sparite, per i più maligni anche grazie a un'abbondante dose di trucco. Anche I capelli sono diventati biondi, con l'aiuto del parrucchiere. E insieme ai suoi occhi azzurri (ma non solo) tutto questo faceva innamorare parecchi maschietti. La sua prima volta? A 16 anni, un suo ex compagno se lo ricorda ancora: «Semplicemente decise che a quell'età era arrivato il momento giusto, e il fidanzato giusto, è ovvio». Le voci a scuola giravano. Lo hanno sempre fatto, figurarsi con i social e la messaggistica istantanea. E a una come lei, alta e bella, le gelosie di qualche compagna non sono mai mancate.

Un giorno Chiara fu interrogata a sorpresa. Una di quelle situazioni che non si augura a nessuno, nemmeno al peggior nemico. Era toccato a lei. E l'interrogazione andò male. In fondo uno scivolone capita a tutti, forse anche ai super secchioni. La reazione della classe non fu propriamente di solidarietà, si sa come a volte vanno a finire queste cose, gli adolescenti possono essere crudeli. Quel pomeriggio, poi, i compagni di classe che avevano messo un po' più di pepe degli altri nel prenderla in giro, ricevettero una telefonata: «Era Chiara. Chiese a tutti il motivo per cui ci eravamo comportati in quel modo. La risposta, un po' all'unanimità, fu che probabilmente lei avrebbe fatto lo stesso, se ci fosse stato qualcun altro al posto suo, e quindi di portare pazienza». Ma quello che colpì il compagno che ricorda questo aneddoto non era tanto l’interrogazione o la reazione della classe: «Quella telefonata mi fece riflettere. Invece di nascondersi, magari dietro un muro di silenzio, come avrebbero reagito altri ragazzi, Chiara volle affrontare la situazione, chiedendo il perché di quell'atteggiamento».

L'IDEA DELL'ANNO NEGLI STATES...

Forte. Determinata. Dalla personalità spiccata e con un livello di maturità forse superiore rispetto a tanti altri suoi coetanei. E non il tipo di ragazza che faceva di tutto per farsi notare. Non ancora, evidentemente. Questo è il ricordo di chi ha vissuto con lei i cinque anni delle superiori. «Non era la classica studentessa da liceo classico», prosegue la sua insegnante di inglese. Che aggiunge: «Mica per niente sono anni che il nostro preside sta provando a invitarla in qualità di ex studentessa per farla parlare agli alunni. Un po' per dimostrare a tutti che questo indirizzo è in grado di fornire una base solida su cui costruire qualunque carriera. Purtroppo non siamo ancora riusciti a convincerla». La svolta, se ce n'è stata una in quel periodo, arrivò quando Chiara decise di trascorrere il quarto anno delle superiori all'estero, negli Stati Uniti. La stessa professoressa di inglese l'aveva spronata. In fondo per le lingue straniere era molto portata, aveva orecchio, insomma: sembrava destinata a un'esperienza del genere. Ma non sempre gli insegnanti hanno ragione. Non del tutto, perlomeno.

E IL RITORNO ANTICIPATO A CREMONA

Perché Chiara ci andò per davvero negli Usa. Destinazione: Arizona. Ma di sicuro, per lei non fu per niente semplice. Al punto che tornò a casa sua, a Cremona, dopo pochi mesi. La famiglia che la ospitava non fu il massimo dell'accoglienza, a quanto pare. Roba del tipo: «Qui c’è il frigo. Qui c'è la tua camera. Veditela tu». E anche la figlia della famiglia americana, che in fondo avrebbe potuto anche diventare la sua "sorella maggiore", era animata da una profonda gelosia nei suoi confronti: a quanto pare gli amici, dopo aver conosciuto Chiara, volevano uscire solo con lei, rapiti evidentemente da quella ragazzina bionda con gli occhi azzurri, particolarmente portata nelle relazioni interpersonali e anche con qualche chiletto in più rispetto a come la conosciamo adesso. «Da quanto ricordo dai racconti di Chiara, accadde che questa ragazza americana le tirò addosso qualcosa di pesante, tipo un vaso, che andò a schiantarsi contro una porta. Diciamo che se l'è vista brutta», racconta un altro suo ex compagno. Fu così che la tensione in quella casa raggiunse il suo limite massimo. Chiara fu dapprima trasferita ospite di un'altra famiglia, una coppia di anziani. Infine, la decisione più sofferta: tornò a casa. «Ricordo bene che visse quell'esperienza come una sconfitta, perché lei ci teneva davvero a completare gli studi negli States. Sono certo però che quell'episodio fu anche il motore che poi l'ha condotta dove si trova adesso».

DA DIAVOLETTA 87 A THE BLONDE SALAD

Uscì dalla maturità con un buon voto iscrivendosi a Giurisprudenza. «Non so quanto fosse davvero determinata a diventare avvocato, da quel che ricordo io, durante il liceo, era più interessata a fare medicina, qualcosa che riguardasse salute, benessere e… bellezza. Vedendo com'è finita, direi che ci stava», confida una sua insegnante. Chiara andò a vivere a Milano con il suo amico del cuore, Filippo Fiora, condividendo l'appartamento e un'idea: quella di diventare fashion blogger. A quel punto è nata Diavoletta87 su Duepuntozero, un sito internet a metà tra un blog e un social network che andava forte tra i ragazzi della Milano bene, e che dava l’opportunità agli iscritti di votare il proprio utente preferito, uomo o donna che fosse. «Una delle cose che Chiara aveva imparato maggiormente dalla sua esperienza in Arizona era l'ascendente che poteva avere sulle persone. Dire che quel blog fu una conferma, è un eufemismo», conclude il suo ex compagno di classe. Chiara diede libero sfogo alla sua passione per le fotografie e i suoi autoscatti (quando ancora il termine selfie non esisteva), nessuno lasciato al caso, tantissimi, in ognuno dei quali Chiara appariva perfetta, perlomeno agli occhi dei votanti: che avesse addosso un top, un bikini o nulla, lei occupava stabilmente la testa del ranking, e pazienza se l’abuso delle k nei suoi messaggi fosse quasi asfissiante, roba del tipo: «Kuanto kompatisko ki passa il suo tempo a kritikarmi» (e come darle torto, peraltro). Da lì, la successiva nascita di The Blonde Salad con l’aiuto di Riccardo Pozzoli, l'ex fidanzato imprenditore, bocconiano. Il resto è storia. La storia di una ragazza bionda ma rossa naturale (anche suo figlio Leone è rossiccio, del resto) che non ha mai avuto paura di buttarsi dal trampolino. E neanche l’ultimo tuffo, quello del matrimonio con Fedez a Noto, in Sicilia, dove la madre ha origini, ha fatto eccezione.

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